Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

giovedì 29 agosto 2013

Unconventional marketing inside training

formazione prodotto marketing
Vi piace l'immagine? Spero che sia carina ..non c'è bisogno che confessi di non averci lavorato molto...vero?
Si vede già da sé ma provate a fare una ricerca con questa parola anche in italiano e non si trova niente che renda l'idea o almeno di dignitoso...che questa sia la conferma che è un campo inesplorato? O che è difficile esprimerlo con un'immagine?

Quel che invece è un po' più noto è che se provate a farvi approvare un'idea Non convenzionale il rischio di non essere capiti/fraintesi ma anche etichettati se non addirittura bollati come personalità anticonvenzionali si alza e di molto....

Per non parlare poi nel marketing un settore che teoricamente dovrebbe mirare ad essere capito almeno a livello subliminale...quindi come nella scienza ed in ogni campo dello scibile chi è così folle da basare un proprio prodotto su una strategia non convenzionale? Forse un riccone o uno totalmente sciroccato....

E' un dato di fatto che come si dice in Toscana senza lilleri e un si lallera...i quattrini non risolvono la vita ma l'aiutano parecchio si dice anche se non erro..e come dargli torto...specie se per la testa avete idea di farvi da soli il vostro lavoro o perseguire un progetto che vi ronza per la testa ma nessuno vuole appoggiarlo anche solo perché secondo voi avete l'intimo sospetto che non possa comprendere.

Questa realtà è il preludio a rimanere a fare sempre il compitino forse a vita ma senza forse quasi sicuramente potremmo garantirci un tale avvenire solo se potessimo disporre della macchina del tempo la cui tecnologia ci rispedirebbe ad una venti cinquina di anni fa...ma adesso non possiamo più permettercelo!

Anche senza fare i moralisti ed evitare i discorsi sul vuoto generazionale e l'inesistente interesse versus la formazione è un dato insindacabile che le aule sono vuote anzi sempre più vuote quindi altro che non vogliamo finire a fare l'interior design è meglio darsi una mossa.

Ora se volessi emulare lo style delle classiche pugnette intellettuali dovrei dirvi che questa non è robba da deboli di cuore...invece è solo una questione d'intestino...che ha a che fare con tutto un sistema parassitario e di immobilismo sociale di troppo persone che si sono abituate troppo bene e che anche se questa crisi economica fosse indotta dando più che spago alla teoria del complotto alla zeitgeist per intendersi sono arrivati all'osso del nostro sistema di welfare e non lo dico perché ho speranza nel cambiamento l'italia è e rimarrà una paese marcio e mafioso ma per momentanea presa di coscienza dell'oramai collasso di alcuni processi verticali ed impositivi del marketing inerenti l'Offerta Formativa.

Quest'ultima non fa certo le file come alle poste davanti alle agenzie di formazione...e tanto meno in ambito lavorativo come nelle pubbliche amministrazioni.

Sicuramente l'alta formazione è l'unica eccezione ma a furia di continuar così voglio vedere senza produzione cosa dirigeranno i colletti bianchi  forse si auto gestiranno nel manicomio dove finiranno a contar pidocchi.

Magari andasse così..il problema è che per lo meno dalle mie parti sono i migliori le persone più buone a finire al mattatoio della dignità!

Forse sarebbe meglio intervenire sull'offerta formativa inteso come prodotto lavorando sulla progettazione inerente le tecniche di marketing intrinseche in quanto nel passato fino ad oggi ha sempre commesso l'errore di  trascurare lo sviluppo delle tecniche antecedenti la messa sul mercato poiché abbandonatasi al lusinghiero ed accomodante sistema verticale impositivo il cui prodottino preconfezionato con il trascorrere del tempo anziché crescere di qualità è finito di scordarsi addirittura della domanda.

Nessun problema mi viene da aggiungere se questa metodica va a colpire corsi come questo giusto per fare un esempio ma se invece insistiamo ad applicarlo in contesti e tutto ciò che riguarda la formazione di qualità temo che non debba essere io a dichiararne i risultati in quanto si sono ben più che palesati.

Il mio obiettivo quindi a voler trascendere momentaneamente il senso di questo post per spiegare meglio una finalità ben più complessa ed importante ovvero: sin dagli inizi la mia attività si è concentrata/focalizzata sullo sviluppare strategicamente delle soluzioni al fine di far si che la figura del progettista della formazione innanzitutto venisse assunta presso le aziende e successivamente anziché andare a far cassa come lo stipendiato che non deve mancare tra le varie figure addirittura potesse divenire quella detta alla carlona corrisponde ad una macchina da soldi.

Quest'ultima affermazione è ad effetto lo so prendetela come quelle battute simile a quelle di repertorio per fare colpo che si rispolverano all'occasione ma che non deve comunque nuocere al senso/spirito etico della nostra figura che se sa fare bene il proprio lavoro e come ha già detto sin dall'inizio in questo blog sviluppando prodotti efficaci ed efficiente in una sola parola che funzionano non ha bisogno di prendere in giro nessuno e quindi Attraverso i risultati che produce/realizza.

Chi mi legge già lo sa e quindi questa è una ripetizione invece è un'opportunità che colgo per i nuovi arrivati (BENVENUTI!) di dire la mia vision inerente la nostra professione ovvero che il Progettista della Formazione contemporaneo lavora nel digitale o in modalità blended con l'analogico ma se vi dev'essere un rapporto basato sulla prerogativa il primo è senza dubbio la base su cui si sviluppa tutto il resto.

Per questo motivo inizierò a trattare questo argomento proprio dal settore digitale e spero di avvicinarmi un po' di più ai vostri interessi/passioni...se ci riesco soddisfacendo anche la mia visione per me rappresenta già il raggiungimento del totem della formazione in rete in cui il formatore forma sui prodotti che usa per formare riesce attraverso i feedback degli utenti a formarsi per far crescere a sua volta il prodotto....sembra uno sciogli lingua..invece è la magia di Internet che penso ci abbia contagiato e catturato un po' a tutti quelli che hanno scelto di lavorarci ma senza superstizioni si può tranquillamente affermare che sia un passo avanti nel nostro settore in cui siamo passati al formarsi usando la rete ed i suoi prodotti al poter formare attraverso di essi ad addirittura attraverso la formazione su di essi avere l'opportunità non solo di vendere ma di creare un cambiamento culturale.

A me interessa quest'ultimo passaggio ma alle aziende e le varie Corporation informatiche interessa quello che lo precede. Inoltre credo che a voi come al sottoscritto è una priorità non diventare disoccupati e fare un lavoro che ci appassiona almeno credo.

Per me cambiare la cultura di questo paese ahimè coincide con fare o sperare di poter avere una vita professionale dignitosa ma questo è un altro discorso  che rischia di allontanarmi invece da qual'è l'interesse attuale delle aziende informatiche che realizzano servizi e che ha lo stesso denominatore comune dei miei principi ovvero sopravvivere!

Confesso di essere poco ferrato nella storia di molte aziende informatiche ma posso parlare del nostro paese a prescindere da essa senza dire niente di nuovo dichiarando che l'Italia è un paese retrogrado e arretrato.
Le persone non usano le tecnologie o per lo meno se lo fanno è caoticamente e in modo sbagliato o pressapochista.
 Molti servizi/prodotti hanno già raggiunto livelli elevati di maturità per permetterci il salto di qualità culturale come sintesi di abbattimento dei costi e crescita della sviluppo ma se c'è qualcuno che è indietro è la nostra civiltà in cui tutti sono e devono essere importanti e coinvolti in questo cambiamento.

 Il Problema dei prodotti informatici è che le persone non sanno utilizzarli mentre le campagne per fidelizzare ai servizi sono orientate alla filosofia o troppo di nicchia insomma da geek o troppo basate sulla suggestione ed il passa parola virale che anziché elevarne il valore intrinseco ne inficiano la finalità.

Ecco che la parola formazione oltre ad essere un'azione sul processo formativo per formare può anzi deve divenire una forma mentis del formatore che deve trovare il modo la modalità di incitare all'azione di questi prodotti che in quanto facenti parte dell'ecosistema di internet sono per loro natura intrinseca di stampo orizzontale.
Ovviamente io mi riferisco ai prodotti/servizi di alta qualità come Google che hanno il potenziale di migliorarci la vita e migliorare quella di chi ci sta accanto NON a quelli che ci danneggiano e che spero vengano sempre più marginalizzati.

L'Ecologia dei Media diviene così molto importante nell'ambito della Formazione perché studia  ed indaga oltre alla barbosa questione degli effetti dannosi e nocivi che subiamo da parte dei media e che oramai conosciamo bene su quella pionieristica di come essa invece ci sviluppa ed evolve.

Un passaggio questo che non sarebbe dovuto rivelarsi un salto bensì un percorso evolutosi negli anni quando invece è rimasto fermo agli anni '70.

Un progettista della Formazione che maneggia le conoscenze/competenze dell'Ecologia dei Media applicandole direttamente sull'uso dei prodotti/servizi informatici compie contemporaneamente un'azione di sviluppo del servizio stesso in quanto capace di analizzare i feedback dell'utenze ma anche a realizzare una forma non convenzionale di marketing implicito in quanto il prodotto non solo funziona perché raggiunge gli obiettivi prefissati/pregressi ma anziché rischiare la stasi o peggio ancora il collasso e la chiusura esso migliora garantendo una gaussiana inerente la qualità in crescita.

Questa forma di marketing silente agisce senza irretire ma soprattutto consentendo al progettista della formazione di fare formazione sullo stesso prodotto che userà per fare formazione ma soprattutto attraverso di esso ed è a questa forma di marketing a cui faccio riferimento quando per aumentarne l'appeal uso il termine Un-conventional e su cui io ho già iniziato a lavorare da tempo.Questo stesso Blog è la testimonianza di questo processo di ricerca applicata.

Pensate a quante possibilità di storie di successo bi-direzionale tra la vostra professionalità e le aziende che di rimando avranno valide linee guida di sviluppo attraverso i vostri feedback che altro non sono che il prodotto dell'attività di analisi di quelli che dall'utenza potranno derivarne.

Questo è un settore strategico che non deve ammaliare ma che allo stato attuale delle cose deve risolvere la criticità omni presente insita nei prodotti servizi informatici ovvero di livellarne il device informatico e fidelizzare ai giusti prodotti per ottenere dei giusti scopi.
Va accorciata questa distanza tra utente e prodotto e dev'essere l'offerta formativa ad avvicinarsi per farlo.
La catene virale come conseguenza di questa forma di marketing silente e non convenzionale può avvenire sia attraverso l'operato di blogger come faccio io che attraverso la prova della funzionalità dei servizi che usa possono riuscire a polarizzare coloro che lavorano nel settore che poi a loro volta influenzano colleghi ma anche discenti e compiere quella che definisco la formazione orizzontale e la conseguente formazione generativa che ne consegue.

Altre soluzioni potrebbero essere per esempio strategie che migliorino i servizi di tutorial in rete e il conseguente sistema di assistenza del tutor ma anche tanto altro che se solo compiamo uno sforzo di immaginazione sono sicuro emergerebbe molto velocemente.

Per tutto il resto del mercato in cui non vi è il bisogno che il prodotto si consolidi nel tempo sono sicuro che le tecniche per il consumatore orgasmico e fugace non mancheranno lo stesso.