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lunedì 16 settembre 2013

uni-Formarsi o con-Formarsi?

Conformarsi Uniformarsi
Lunedì tragico?Alzati dal letto solo grazie alla memoria procedurale?

 Io si..perciò vediamo verso che rigo svengo...però voi cercate di avere pazienza e perdonarmi l'argomento un po' più frivolo....ma poi in fondo in fondo sono quasi certo che anche il più Tom Cruise di voi non vede l'ora che scatti quella fatidica ora per tornarsene a casa a riprendere un po' di fiato..

..ciò non toglie che questo è il Post del lunedì giorno che a me personalmente pesa più della domenica per scrivere...

Allora la ricetta di oggi è: prendete un barone universitario unitelo ad un paradigma ed avete fatto una disciplina...si lo so non è proprio matematico ma così accadde per lo meno  a Firenze circa una ventina di anni fa si lo so sfortuna mia se ci sono nato...

..ma sono al corrente che molti di voi addirittura residenti all'estrema parte inferiore dello stivale direi in punta studiano proprio i suoi testi.
 Quindi pur emancipandosi sono dell'idea che come lo è stato per i nostri avi i padri fondatori di una disciplina siano figure di riferimento con cui fare i conti specie se è nostra intenzione occuparsi di quel campo.
Ora fare il salto con l'immaginazione a personaggi notevoli della nostra cultura umanoide è un attimo come lo è stato invece il lasso di tempo durato un'eternità quando invece ho incontrato colui che ha dato origine alla pedagogia dei media
Sfortuna ha voluto che lo abbia anche conosciuto e che il salto è divenuto una voragine in cui sono finito anzi più che altro la dovrei definire una spirale di dylandogghiana memoria.
Ecco cosa vuole dire per me la pedagogia dei media la sua inutile creazione e la paranoia da cui ha avuto origine. Perché siamo sinceri la pedagogia applicata ai media da questo genio al contrario in Italia è un minestrone di ansie,spiacevolezze ipotizzabili, scenari apocalittici, genitori distratti e insegnanti incompetenti con un condimento di pseudo raffinata strategia didattica.

Molti contraddicono questa realtà bacchettandomi sul fatto che la pedagogia non riguarda i bambini ma l'uomo in tutte le sue fasi evolutive...certo ma non si nasce anziani e si diventa bambini nessuno ha ancora invertito il processo che io sappia quindi piegare un ambito così creativo alle dinamiche isterico-coercitive della scuola per me era un errore a prescindere all'incirca 8 anni fa quando a mala pena si parlava sommessamente di e-learning figuriamoci oggi in piena era Web learning

Non dico che sia inutile anzi la pedagogia è solo una materia morta che non ha saputo rinnovarsi e che un po' come la filosofia per lo meno in Italia è dannatamente inadeguata.

E' una materia che insegna agli adulti per scordarsi di essere stati a loro volta giovini...

Con il suo fare pernicioso le sue retoriche inconcludenti e l'infinito parlarsi addosso è molto peggio della filosofia del passato che almeno tiene botta!

In confronto quest'ultima resiste in quanto la durezza del ragionamento temprante deriva dalle menti di autentici geni mentre quello della pedagogia dei media da chi deriva? 

Insomma è un'autentica noia! Ma anche se volessimo farle qualche sconto relativo l'attrattiva che esercita su di un intellettuale dove paga inesorabilmente dazio è sul messaggio che essa comunica ovvero una sorta di sermone-litania che mira ad una prospettiva di conformismo totalizzante. Sei un bambino che usa troppo Internet?Eh no! 

Devi fare come diciamo noi! altrimenti diventi..

..ma che ne sanno loro di come diventi quando loro per primi alla voce creatività al massimo c'è la lettura di Morin....o che ne so ancora peggio...non mi fate fare nomi....

Se questa materia ha una colpa è quella di aver snaturato un settore disciplinare creativo fatto ad immagine e somiglianza della nostra mente per circoscriverlo ed infilarlo a forza per violentarlo in un paradigma la cui cornice teorica è obbedire al quadro della Scienze della Formazione

Se proprio va insegnata la tecnologia essa va indagata dall'interno e non come prodottino preconfezionato in cui un vate di turno si eleva a giudice e moralizzatore in qualità di esperto; questa è dottrina nazista e che oggi s'infrange contro il muro per quanto flessibile del principio basico del web learning in cui il parere sui prodotti è orizzontale e non più verticale impositivo. 

Molte volte nella didattica attualmente non è nuova la situazione in cui sono gli studenti a scegliere tra vari servizi quale sia il migliore e che fa l'insegnate perde tempo ad oscillare tra criticità e vantaggi a partito preso senza sperimentare?

Chi lo dice che solo alcune strategie si rivelino efficaci mentre altre solamente fallimentari? 

Probabilmente un metodo non è da escludersi ma non che passi attraverso la scannerizzazione dell'antiquato e obsoleto paradigma scolastico applicato alle nuove tecnologie.
Alle volte l'insegnante ne saprà di più degli studenti altre non altre sarà meglio che se deve maneggiare delle metodiche esse siano improntate alla veloce assimilazione degli schemi d'uso che spesso hanno matrice comune tra i diversi tipi di software-Applicazioni-tools.

Le variabili per il momento potrebbero essere date dall'età dei discenti ma chissà se questa situazione continuerà a verificarsi così o se dovremmo cambiare in un futuro neanche tanto prossimo tipo di formazione degli insegnanti o futuri professionisti (si stima che attualmente ogni 2/3 anni vi sia già un cambiamento una volta epocale sia a livello di tecnologie che di generazioni)
ma ciò che rimane è la necessità di allontanarsi il più velocemente possibile da questa deriva sia comunicativa con i giovani che inutile perché improntata su una visione paranoica e non pragmatica della vita. 

La pedagogia in generale deve divenire una disciplina in Italia improntata all'azione finalizzata a migliorarci la vita e non ad essere un passaporto per l'inedia e l'inutilità e perciò è bene ristabilire il giusto ordine delle cose come delle discipline e restituire lo studio delle tecnologie in ambito umanistico all'Ecologia dei media.

 La pedagogia dei media può effettuare studi flessibili delle tecniche applicabili alle tecnologie nell'ambito della progettazione dell'apprendimento come focalizzarsi sulle implicazioni, le relazioni e le correlazioni che derivano dal rapporto uomo-macchina ma partendo dall'ambito d'indagine dell'ecologia dei media e non il contrario come è stato il suo assurdo monopolio che ha dettato in questo ventennio che ha come primario obiettivo oggi ancor più di ieri rispetto al periodo in cui è nata all'epoca di N.Postman il raggiungimento dell'obiettivo di uniFormare l'umanità

Questo cambiamento di paradigma è già realtà e lo è adesso in quanto agevolato dalla maturità evolutiva raggiunta dalle tecnologie attualmente applicabili alla didattica.

L'azione di uniFormare non ha niente a che vedere con il conseguimento dell'aspetto deleterio e degradante dell'animo umano relativo le forme di dittatura fondamentalista bensì è inteso nell'innovativa e senza precedenti possibilità di affidarsi ad una tecnologia capace di sviluppare un'intelligenza globale, pianetizzata e perciò connettiva il cui quid superiore deriva da un operato di stampo alveare.

Potremmo usare anche la stessa parola per l'azione/messaggio che è stato sino ad ora della pedagogia applicata ai media ma essa lo ha fatto solo ed esclusivamente per raggiungere come finalità un'azione che ha mirato al conFormare.
 Non possiamo continuare a sperare nella creatività originale come ad una reazione che in italia nasce poiché indotta da condizioni avverse e contrarie alle potenzialità degli individui attraverso la repressione e l'arretratezza. 
La frustrazione oramai non fa più nascere fiori di loto! Siamo giunti pienamente in un era in cui queste pulsioni non spingono più i giovani ad una reazione contraria; il rischio di dispersione negativa supera di gran lunga quella positiva per lasciarci in una situazione globale di un pericoloso squilibrio.