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venerdì 7 febbraio 2014

Tutorial Cross mediale scalabile:rapporti e relazioni media

crossmedialità media tutorial

Brevemente per riprendere il discorso del precedente post che introduce questo dalla letteratura afferente spero emerga che il leitmotiv  di un layout è quello di far si che l'utente possa nel lasso di tempo minore possibile essere livellato ad un livello di expertise tale da permettere e consentire di usare tutti i servizi e conseguire gli obiettivi offerti dall'autore/web master e che l'interazione con la sua attenzione non deve creare sovraccarico cognitivo.

Tutta questa ricerca di leggerezza si trova anche a che fare con le resistenze da appeal che tradotte stanno a significare che un utente più o meno esperto che sia affinché decida di spendere risorse e tempo deve essere attratto e confortato a farlo costringendo così il progettista a dover contemplare altre due variabili nella costruzione del tutorial cross-mediale e che sono che la scala dei valori dell'accessibilità vanno da molto esperto a utente con poca esperienza di navigazione.(meriterebbe una aggiunta la questione sui layout che sfidano le convenzioni e a quali criticità espongono l'utenza di Internet).

Analizzando i media di un Blog o un sito web possiamo convenire che essi considerati nella totalità dei loro strumenti rappresentano dei media il cui livello di complessità è assai notevole.Effettuando una riduzione di complessità o divisione in elementi la cui unicità è al servizio di una visione d'insieme ciò che ne' deriva è che esso è composto principalmente dal media testuale che dovrebbe avere la precedenza su tutti gli altri.

E' abitudine anzi cattiva prassi non considerare la parte testuale un media che forse è proprio la più importante; la questione è che sul web essa manca dell'immediatezza capace di levare le castagne dal fuoco sia per i pigri che per i palati fini e questo fenomeno è facile da spiegare in quanto navigando ore ed ore è facile che l'utenza sia ormai stremata e sempre vicina al limite critico da overload cognitivo. Detto con il dovere della sintesi leggere è uguale a fatica!!

E maggiore sarà la complessità della letteratura e maggiore sarà l'impegno-carico cognitivo richiesto all'utente...verrebbe di semplificare per risolvere la problematica ma se ci pensate bene con la qualità non si scende a compromessi;ovviamente se abbiamo ben in mente la nostra causa di fare formazione di alto livello in Rete!

Quindi è facile capire perché riempire di testo o ridurre al minimo la parte testuale non sia la soluzione più indicata per far usufruire o imparare a farlo dei vostri servizi e contenuti.Con il media testuale dare la giusta misura è sempre molto difficile e basarsi sulla scrittura ottimizzata è solo una scorciatoia possibile e non la soluzione valida per tutte e casistiche.

Ricapitolando alle categorie inerenti gli usi e gli abusi in campo Web writer si salta da un eccesso ad un altro: c'è chi lo usa e lo sottovaluta, chi lo semplifica troppo ed altri che invece gli danno troppa importanza sopravvalutandolo...allora il giusto qual'è?

Eh difficile dirlo sostenendo teorie in questo senso l'unica risposta che mi sento di dire che anche io sono soggetto a provare fatica a fine giornata nel leggere molte fonti specie se molto approfondite o complesse...ma visto che in rete preferisco studiare che avere le notizie voyeuristiche cerco di suddividermi il lavoro e sgravare così il mio carico di cognitivo sempre al limite da abuso di stress.

Ma questo è un altro aspetto e ha a che fare con il metodo e la determinazione a conseguire obiettivi in cui si ha la forte motivazione come missione mentre la questione è un'altra ovvero l'evidenza che per insegnare ad usare il nostro blog abbisogna di  una metodologia che faccia presa non sui singoli che applicano il nostro stesso metodo applicando decostruzioni ed esplorazioni ma su larga scala contemplando proprio chi per le ragioni già precedentemente addotte non lo fa'.

La mia sperimentazione ha preso il via da questa constatazione e necessità e dall'analisi di ogni singolo media presente sul layout del blog.Le soluzioni adottate dovevano attraverso la sgravio del carico cognitivo e la delega dell'attenzione compiere un'attività scalabile da un media ad un altro al fine di risolvere le singole criticità che ciascuno presentava.

Le RELAZIONI-RAPPORTI
Iniziamo dall'About che nel mio blog corrisponde alla pagina Inform-Azione in quanto per convenzione è la pagina dedicata alla descrizione testuale in cui si spiega in cosa consiste la nostra attività Web.
Sempre per convenzione l'utenza dovrebbe linkare per prima questa pagina nel momento in cui accede al vostro sito ma non è detto non è una scienza esatta si potrebbe dire ma questa è una questione che affronteremo dopo in relazione alla user experience.
Le criticità riscontrate nella rete erano che spesso il campo descrizione non solo era faticoso da leggere ma spesso non forniva alcuna nozione ed istruzione sui servizi del blog.
Dopotutto è comprensibile per due ragioni sia per l'aggiornamento continuo della attività che a causa di una difficoltà logistica (come descrivere tutto?) in quanto probabilmente occorrerebbero kilometri di testo.
La soluzione trovata di affiancare un podcast che partisse in automatico all'apertura della pagina pone l'utente dinanzi alla scelta volontaria se aggiungere la lettura ed approfondire o passare come dice la traccia audio al video tutorial per livellarsi sul livello di expertise necessario per la navigazione ed il loro uso.

Lo sgravo cognitivo avviene con questa catena: testo --> Audio-->Video in cui l'immediatezza soddisfa la necessità di generare appeal inoltre l'accessibilità è data anche dalla semplificazione mediatica nella trasmissione del messaggio.

Il messaggio ad intermittenza e scorrevole in verità sarebbe dovuto essere posto prima dell'about in quanto sfidando la convenzione ed essendo di poco posto al di sopra del punto in cui punta la vista d'istinto dovrebbe mettere subito a livello coloro che sono o di passaggio dal blog o coloro vicini al livello di saturazione inerenti il sovraccarico cognitivo e l'utenza con un basso livello di expertise.

Il messaggio testuale nella versione precedente del blog prima di quest'ultima indirizzava al tasto play dell'avatar che poi avrebbe consigliato al fine di ridurre i tempi di navigazione a cliccare sul tasto del menù dedicato sul menù mentre attualmente indirizza direttamente verso quest'ultimo.
Nel primo caso si trattava di una dimostrazione di scalabilità ma il passaggio dell'avatar non era necessario.
L'avatar è già abbastanza seducente di per se' e stimola la curiosità ma la criticità intrinseca era che il messaggio vocale chiave rischiava di non essere ascoltato in quanto l'auto play era altamente fastidioso.
La decisione poi di spostare l'avatar per presentare il sito web la trovo lo soluzione migliore per scalare il carico cognitivo e giocarsela sull'immediatezza che meglio si presta ad un sito web rispetto ad un Blog.Nel caso di questi media quindi non vi è una gerarchia fissa ma è fluida e liquida al pari dell'eterogenea utenza ipotizzabile.
Certamente la componente su cui se la giocano è la loro capacità di attrattiva che può essere data dal singolo media o dalla loro azione combinata e sinergica.Infine vi è la componente dell'immediatezza che depone a favore di tutto ciò che è onnipresente nella home page.
Quindi l'avatar assolve alla stessa funzione dell'about ma potrebbe essere più attrattivo e anche più immediato sia nel fornire il messaggio che come riduzione dei click rispetto a dover aprire una pagina.
La traccia audio poi nel campo about riduce minuti di navigazione trasformandoli al netto della loro utilità con una riduzione ulteriore e sgravo cognitivo dato dalla visione del Video Tutorial.Il testo scorrevole ad intermittenza può anche fornire un aiuto a coloro che navigano il sito le prime volte con disattenzione e ad un primo sguardo non leggono tutte le funzioni presenti o non le sanno cercare perché con expertise bassa.
Come potete vedere le relazioni possibili possono essere molteplici alcune che avevo realizzato nel mio Blog erano a puro scopo esemplificativo magari ho forzato talune catene di relazione ma adesso la versione attuale del layout del blog che coopera e collabora al fine di presentarmi e presentare la mia attività rimanda una versione molto meno dimostrativa e penso ben più efficacie e coordinata.

Molte di queste prove sono state realizzate anche perché si sono mescolate ad una sperimentazione durata 6 mesi sulla manipolazione dell'attenzione attraverso la gerarchizzazione delle immagine sfruttando le moderne strumentalizzazioni che si possono attuare con i contemporanei blog e siti web ma questo sarà argomento di un prossimo post.
Mi preme solo sottolineare che il denominatore comune è la finalità di entrambe ovvero progettare manipolazioni dell'attenzione per migliorare l'accessibilità,l'usabilità e la User experience.

L'obiettivo era rendere facile la navigazione e la trasmissione dei servizi coprendo il più largo spettro di utenza possibile che in soldoni corrisponde a chi arriva per la prima volta,a chi torna la seconda, a chi giunge per sbaglio o ci finisce al volo per pochi secondi e riuscire a trasmettergli i "messaggi-contenuti"che intendevo trasmettere io e non quelli che avvengono di norma di default a causa dell'architettura standard che offrono i layout dei Blog-Siti Web.