Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

lunedì 3 febbraio 2014

Tutorial technology

gerarchia attenzione layout grafici siti web blog
Per l'esemplificazione il vecchio layout è visionabile a questo Link























A questo giro l'immagine è Extra large per agevolar-Vi&Mi nella stesura di questo Post...prima di procedere aggiungo un breve legenda dei colori e sul significato attribuitogli nell'immagine sovrastante:

Al punto esclamativo punto di convergenza da cui ogni freccia parte corrisponde il punto focale dell'attenzione altrimenti detta zona in cui il vostro sguardo osserva nel momento in cui lo puntate verso un monitor(prossimale).
Ad ogni tonalità differente corrisponde un media differente (Testuale,Immagine,Audio,Video,Audio-Video,Animazione) mentre il colore verde rappresenta il passaggio-delega attraverso il quale avviene quello che ho denominato a carico cognitivo scalabile di stampo Cross-multi-mediale.
In un certo qual senso questo Post ha delle analogie con la manipolazione dell'Attenzione ma non è mia intenzione affrontare questa tematica con questa profondità di campo nelle righe che seguiranno...lo dico non per giustificarmi ma solo per correttezza verso me' stesso sia per ricordarmi di approfondire che per riportare la visione che mi si è palesata davanti agli occhi nel momento in cui per contrasto ho tracciato la mappa visiva data dalle linee verdi nell'immagine protagonista di questo articolo.

Attenzione e carico cognitivo sono due aspetti che concorrono al conseguimento dell'obiettivo che qualsiasi designer si pone in fase di progettazione di un layout ovvero che l'utente riesca a raggiungere  gli scopi-finalità dell'autore del sito web-blog.

Però essi hanno lo spiacevole inconveniente di porsi spesse volte in contrasto ed in antitesi. Semplificando l'equilibrio anche in questo caso è la via giusta a cui aspirare e il giusto sta' nel mezzo questo perché se si abusa troppo dell'attenzione si ottiene inevitabilmente l'effetto contrario che interessa all'autore di un'attività web traducibile con l'innalzamento critico del livello di sovraccarico cognitivo  aka overload al quale con alte probabilità conseguirà è un probabile incremento del rischio potenziale di abbandono; per converso è anche vero che se non la si cattura con mezzi la cui azione è almeno sufficiente per essere efficace non si ottiene invece alcun effetto con il medesimo rischio di dispersione.

Perciò essa oscilla tra due poli diversi agli opposti tra il troppo-tutto ed il niente ed il cui squilibrio a favore di una o dell'altra criticità rischia di condurre al medesimo risultato che equivale all'essere ignorati perché non siamo stati sufficientemente incisivi o perché abbiamo irretito i sensi e poi la mente di chi osserva.
Una soluzione a questo tipo di problematica è il cercare di realizzare una progettazione che nel più breve tempo possibile alleggerisca il carico cognitivo pur essendo carica di appeal e/o di attrazione.

Bisogna considerare che coloro che navigano potrebbero giungere alla nostra home page o un'altra pagina a caso dopo ore di navigazione e perciò già vicini al livello prossimale dato dall' overload o possono essere dei novizi con poche ore di navigazione e quindi poco pratici a rilevare la posizione della mappa delle funzionalità per convenzione o per esplorazione del layout ed è per queste ragioni che è necessario far convivere più soluzioni alternative che creino una gerarchia-mappa mentale al fine di ricoprire più casistiche possibili di User experience.
La specificità delle mappe mentali di ciascuna pagina studiata per soddisfare la necessità bidirezionale di raggiungere un equilibrio tra posizioni-percorsi e mente che osserva è un argomento che intendo approfondire in quanto può contribuire a far conseguire obiettivi anche complessi dalla navigazione per tutti i livelli di propedeuticità esplorativa.
Semplificando bisogna ridurre al massimo il rischio potenziale di  non conseguire gli obietti/servizi che l'autore-web master si era proposto in fase pregressa di progettazione e per farlo va limata innanzitutto la componente temporale che è sporcata spesse volte da due criticità: o perché si impiega troppo tempo (lettura di troppo testo,assenza di tutorial misto immagini-video-testo-audio,scarsa chiarezza del messaggio,ridondanza delle sollecitazioni sensoriali attraverso multimedia aggressivi o che generano confusione per assenza di progettazione di una gerarchia dell'attenzione)o perché il messaggio appunto non è facile da comprendersi.
La soluzione arriva su entrambi i fronti attraverso l'uso coordinato e sinergico di più media che riducono sia il tempo di navigazione creando dei format diversi in cui si può leggere-vedere-ascoltare e si riduce il carico cognitivo non delegando lo sforzo ad una comprensione esclusiva e si ottiene maggiore chiarezza con un numero superiore di particolari esemplificativi-descrittivi ed esplicativi.

Se siete interessati ad approfondire vi consiglio la lettura inerente le relazioni ed i rapporti tra i media dedicati ai tutorial e alla formazione che usciranno nei prossimi giorni in cui affronterò queste tematiche.

Una riflessione sui prossimi argomenti:
E' abitudine anzi cattiva prassi non considerare la parte testuale un media e riconoscerlo come il  più importante.Le soluzioni che vanno trovate non sono ristrette alla sua semplificazione-riduzione all'essenzialità...

La grana peggiore è che il testo manca di immediatezza,è per palati fini,e massacra le povere pupille sfinite di coloro che navigano ore su ore e sono stremati e sempre sull'orlo dell' overload cognitivo mentre i poco esperti spesse volte non riescono neanche a navigare causa cattiva usability dei media Blog-Sito o portali e servizi vari.

Perciò l'intervento del progettista della formazione deve essere centrato su queste Criticità. Altri professionisti invece gli danno addirittura troppa importanza (al testo) sopravvalutandolo;

allora il giusto qual'è?

Eh difficile dirlo e sostenere teorie in questo senso valevoli universalmente:l'unica risposta che mi sento di dire che anche io sono soggetto a provare fatica a fine giornata nel leggere molte fonti e risorse specie se molto approfondite e complesse...chi lavora sul Web sa che continuamente intervengono interferenze capaci di interrompere la concentrazione (come le email,le telefonate,le chat ecc) e che il processo produttivo è fatto di un'infinita di flussi creativi e della fatica che si prova per riprendere quando si viene interrotti e cosa significhi ricordarsi cosa si stesse studiando e l'idea che ne stava nascendo o era già nata.

Inoltre visto che in rete preferisco studiare che avere le notizie voyeuristiche cerco di suddividermi il lavoro e sgravare così il mio carico di cognitivo sempre al limite dell'overload e abuso di stress ma nonostante ciò rimane sempre un'attività critica e assai faticosa.....quindi la mia domanda è:

può la progettazione della formazione risolvere o attenuare queste problematiche? Può manipolare l'attenzione attraverso l'uso dei nuovi media?

Dopotutto quotidianamente siamo coinvolti continuamente in questi tipi di processi che agiscono anche contro la nostra volontà cosciente in ecosistemi dove la nostra Attenzione è coinvolta maggiormente rispetto al Web in cui è ristretta e si ragiona in termini di Layout e pollici dello schermo perciò è alquanto ingenuo pensare che non avvenga la medesima cosa.

Ovviamente il nostro scopo è ben più nobile di vendere e mira a rendere prodotti per l'apprendimento e servizi usabili ed accessibili.Successi misurabili in qualità e non in quantità ma anche in base alla efficienza ed alla efficacia nel conseguimento dell'obiettivo prefissato in fase progettuale.

Eppure anche se lo schermo è così piccolo il nostro sguardo sembra poter fare sempre poche operazioni alla volta ed in un arco-limite di tempo molto ristretto.

Molte volte la mente vede senza che l'occhio percepisca coscientemente altre proprio non riesce a vedere:questa tipologia di criticità colpisce anche i prodotti formativi come i Podcast i Video-tutorial e le parti testuali nel momento in cui vengono rimediati in altri Web-media (social network,siti,blog)?

E' necessaria un'attenzione e un intervento da parte del Progettista della Formazione?
O invece basta completare la loro corretta implementazione  informatica per conseguire i migliori risultati auspicabili e il massimo in termini di riduzione delle Criticità?
Esistono anche soluzioni originali e non stereotipate in questo senso?
Segue...