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venerdì 7 marzo 2014

Cultura digitale o digitalizzazione della cultura?

digitale cultura istituzioni politica italia
Trasparenza, Coerenza e Chiarezza sono i tre termini su cui ruoterà il tema di questo Post ma sono anche le caratteristiche sulle quali non solo baso la mia fidelizzazione ad un servizio Web ma costituiscono con i tre capisaldi su cui voglio che i servizi Web istituzionali siano fondati.

Delle prese dei fondelli all'italiana dei portali inutili che funzionano a tratti e della manipolazione degli stessi per offrire disservizi e dei soldi che ci costano sarebbe l'ora di finirla; se dev'essere così meglio che si torni indietro nel tempo e che spariscano in modo tale non solo di risparmiare ma anche di non farsi venire ripetuti attacchi di bile!

A distanza di qualche giorno riprendo a scrivere questo post.. seminascosto tra le bozze ,com'era, rischiava di finire nel dimenticatoio.I due termini nel titolo potrebbero sembrare interdipendenti ed uno la consecutio dell'altro ma nel nostro paese mai dare per scontate anche le più banali delle operazioni-processi consequenziali.

La sostanziale differenza tra queste due processi-atti è che la cultura digitale quella che io promuovo insistentemente consiste nella trasmissione di un messaggio ben preciso atto a rendere più meritocratica e sostenibile attraverso la trasmissione dei valori della condivisione (da cui derivano cooperazione e collaborazione) la società mentre per digitalizzazione della cultura è intesa banalmente la trasposizione/passaggio-processo di conversione dalle matrici analogiche a quelle digitali.

La digitalizzazione della cultura nel nostro paese è soggetta a contraffazioni e manipolazioni e perciò non è da intendersi solo come processo di replicazione ma come un uso strumentale delle implementazioni rese possibili attraverso le peculiarità degli artefatti digitali.Spesso si assiste a servizi pubblici che nel Web non solo non sono affidabili ma creano manipolazione dell'informazione ancora più capillare e facilmente falsificabile di quanto non facessero già con i mezzi dei media tradizionali. 

Il Web non manca di essere spesso al centro di polemiche risentite anche di certi noti personaggi politici che come ho già scritto in altri post li ritengo interventi che aborro nel loro totalitarismo antidemocratico ...questo tipo di polemiche ruotano intorno allo stesso grado di livello culturale presente nel nostro paese da parte del sistema istruttivo tradizionale secondo cui la questione sarebbe riducibile al malinteso che si crea tra la cultura digitale e la digitalizzazione della stessa e che riduce il tutto al fare leva sul trucchetto/gioco speculare tra questi due tipi differenti di questioni che inoltre sono afferenti a due ambiti diversi. 

Il messaggio relativo la cultura digitale si rivolge alla promozione delle modalità di formazione e professionalizzazione attraverso le moderne tecnologie invece la digitalizzazione della cultura fa riferimento al fenomeno di dissenso incontrollato che ha comportato la trasposizione analogico-digitale che ha fatto emergere casistiche di insofferenza sociale di stampo etico e morale nella fattispecie riferite alla condotta tenuta in Rete. 

Certamente si tratta di avere a che fare con fenomeni mediatici con cui molti personaggi pubblici non amano fare i conti ma che fanno parte della normale evoluzione-passaggio dal media televisivo la cui forma di diffusione era di stampo gerarchico-verticale (uno molti) a quella di Internet in cui è orizzontale e perciò molti verso molti. Come in tutti i contesti della vita esistono aspetti deteriori e margini di miglioramento! L'aspetto che invece non è accettabile è la disinformazione che attuano personaggi con potere mediatico che a loro volta sono disinformati (sono gentile e generoso!)cavalcando errori concettuali che a loro volta generano pregiudizi e mala-informazione per il proprio tornaconto specie quando il loro incarico li dovrebbe vedere ,invece, impegnati per il bene pubblico!

Ecco io auspicherei ad opera di personaggi che investono cariche così alte ed altisonanti che il loro operato non si riduca solamente ad una litania ed un lamento di sotto fondo volto all'eliminazione di una problematica attraverso la strada più breve che tutti conosciamo bene in Italia ovvero quella coercitiva ma che sia caratterizzato da un intervento più profondo e che per lo meno prima si documentino. 

Questo significa che anche se promuovo l'uso del digitale ciò non mi deve annoverare tra i villani coloro che non hanno un'etica o che la smaterializzano-reificano in base all'ecosistema in cui si trovano ad interagire o peggio ancora che hanno problemi con la relazione vis a vis ma che faccio parte di quella controcultura che intende estendere la propria curiosità, manifestare la propria voglia di fare-intraprendenza attraverso le possibilità che il digitale offre per converso rispetto alla limitatezza della dimensione analogico costrittiva censoria delegittimante ed immobile di cui ahimè non faccio parte ma mi ritrovo quotidianamente incastrato e lo stesso verso senza "in. 


Per queste ragioni produco contenuti e strutture informatiche!


Questa è la cultura digitale che promuovo e per cui lotto sempre e comunque sacrificando tutto il mio tempo. E non agisco certo a discapito della vita analogica che amo e rispetto come l'ossigeno per i polmoni ma non possa certo negare di sentirmi da essa tradito poichè dopo una vita di tentativi ed azioni ancora non mi permette come non mi ha mai concesso di godermela!! Desidererei recuperare la relazione ma essa non esiste!! Anzi ho esaurito la fantasia in questo senso... 

Intorno a me da quando sono nato vedo solo persone intente a coltivare il proprio orticello e a non occuparsi di 10 passi più in la' dal loro loro naso per quanto questi individui sostengano il contrario.

...ma ho smesso di battere la testa contro il muro non solo perché è doloroso ma perché è da ritenersi pratica oziosa ed inutile..un'autentica perdita di tempo preferisco agire nelle e sulle cose che portano risultati anche sbagliati ma almeno tangibili e concreti pur essendo conscio che nel nostro paese questa condizione strizza nella sua tenaglia le persone di sana e buona volontà per sempre rendendoli....e tutto ciò è solo deprimente!!


IL MESSAGGIO

Fatte le dovute precisazioni per far compagnia alle maestrine tanto in voga in questa fase della storia italiota passiamo alla visione ideale che sarebbe il raggiungimento del tanto agognato equilibrio tra analogico e digitale in un paese che si libera della zavorra del passato e per una volta tanto smette di avere paura della paura e si concede di credere nel futuro quello pulito e smette di farsi le paranoie inutili che poi suonano da ipocriti se poi è palese che attuano quotidianamente condotte ben al di la' della moralità se ve n'è mai stata una e iniziare ad agire in nome del rispetto reciproco.


Il Digitale non è una minaccia ne' si è emancipato dalla nostra volontà almeno per il momento mentre per le ansie del futuro rispettabilmente comprensibili non è certo la coercizione ne' tanto meno la prassi del delegare incautamente ciò che trascuriamo a salvarci dalle inevitabili conseguenze;esse creano catene di irresponsabilità che a loro volta generano irresponsabili!! 

La tecnologia non è la causa dei nostri mali ma è pur sempre un prodotto dell'uomo e quindi è il nostro specchio presente e dei nostri atteggiamenti futuri.La coercizione punitiva a costo di essere ripetitivo non è certo la chiave risolutiva se non l'atto di creare una concausa alternativa che alimenterà solo il problema senza risolverlo.

Se la radice della nostro comportamento non cambierà offrendo coerenza e serietà i media risentiranno sempre di questi tipi di echi-voci del risentimento.


LA DEFINIZIONE


Dopo queste poche righe sul messaggio culturale due parole desidero spenderle anche sul significato della definizione di cultura nella fattispecie digitale dicendo che essa ha un legame da sempre molto stretto e di interdipendenza con i diritti dell'umanità e sulla libertà di espressione ed è per questo motivo che non può essere tolta o repressa;creare una corrente repressiva a cui deve obbedire e sottostare equivale alla mera stupidità! Per queste ragioni in nome dei miei diritti di pensiero e poi di espressione sostengo la mia personalissima lotta per l'affermazione di una cultura moderna pulita e meritocratica a prescindere dell'ecosistema in cui mi trovo ad interagire:il resto è sola follia ed è una situazione con cui non si può convivere o scendere a patti pur non essendo né un'integralista né un fondamentalista.



SOLUZIONI?

Innanzitutto coerenza da parte di chi ci amministra e dalle istituzioni!!! Basta con le minestre riscaldate ed i falsoni!

SOLUZIONI? Beh che stiano a passo con i tempi... i politici è inutile che predichino bene e razzolino male che tipo di risposta pretendono quando sono i primi a riportare trasporre la cultura analogica fallimentare punitiva impositiva e coercitiva nel digitale per generare sono assenso e forse anche consenso? Possono iniziare a produrre contenuti di qualità e esortare a fare altrettanto per il bene pubblico smettendo di usare internet per auto promuoversi tra iniziative fasulle ed auto-celebrative.

Il mettersi in vetrina non aiuta nessuno e forse viene percepito come un aggiungersi di un atto impositivo agli altri portatori della medesima matrice onnipresente nel modus operandi nell'analogico solo che viene fatto attraverso la comunicazione attraverso i social network/media che sono bidirezionali.

Il confronto dev'essere alla base..c'è chi sbaglia ma non è detto che la libertà nella testa di queste persone debba equivalere a rendere il mondo incivile.Punire per rimanere gli unici che maneggino la comunicazione: questo già lo fanno nella vita analogica ma nessuno può dirgli niente in un certo senso Internet lo consente ed accorcia le distanze: e qual'è la loro risposta? Punire!

Dire che gli altri sono incivili e che questa libertà va regolamentata e ristretta... Queste misure sono solo l'ennesimo atto di arroganza che non può essere accettato... Che evolvano altrimenti è meglio che spariscano dal Web non è la casa per loro..sono solo di intralcio e non sono utili per nessuno....prima ancora di promuovere una cultura digitale queste persone si devono documentare non delegare alle agenzie pagate con i soldi dei contribuenti...essi devono dare l'esempio allora poi potranno giudicare ed eventualmente  punire coloro che si comportano male o al di fuori delle regole stabilite in un'ecosistema. Se il loro diritto a coesistere nella Rete dev'essere tutelato lo deve essere anche quello dei cittadini se la libertà della parola che sfocia in menzogna e promesse non mantenute è tollerata dev'essere rispettata anche la libertà di dissentire. 

....forse lor signori non sono abituati al confronto? 

Questi soggetti si sono abituati a professare e perpetuare una cattiva comunicazione basata sul non confronto, la scarsa documentazione e l'inesistenza dialogica e tutto ciò non può essere portato e trasposto nel digitale con la stessa pretesa di come avviene nelle dinamiche analogiche... quando esso è fondato su un principio meritocratico e di mente aperta.