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martedì 6 maggio 2014

Blog : Guestblogging Proprietà Privata e Muscoli

proprietà privata open source copyright
www.lynxlab.com
Aspettando l'Eldorado del Open Source la Rivoluzione Italiana e le ghigliottine mi chiedo spesso il perché di come mai tutta l'attenzione si concentri solamente sul codice e poco altro quando nel Web i contenuti e la letteratura fanno molto più rima con futuro...eppure i mezzi/strumenti ci sarebbero e sono ben maturi e vivere in questo contesto con una tale consapevolezza è come voler vedere il battistero dallo spioncino di una serratura...aggiungo in assenza di ossigeno.

Mi sono già espresso in merito sulla proprietà privata e su cosa essa rappresenti come sul Copyright e ho risolto il tutto decretandola come una questione fra ladri di polli e quelli di biciclette. Oggi ho intenzione di tornare sui miei passi ma con un riferimento un po' più personalizzato ovvero riferito a ciò di cui ho fatto tesoro dai percorsi esperienziali di derivazione dai miei ultimi progetti in Rete.
E' una questione territoriale avere un Blog nella terra dei ladri di merito? Parrebbe di si...o almeno al sottoscritto somiglia a qualcosa del genere in cui i proprietari di blog ad autore singolo o multi sino ad adesso al massimo si aprono al Guest Blogging..

.dalle mille condizioni e regole da rispettare con scarse garanzie di risposta alla vostra richiesta/candidatura a cui vi è tra l'altro l'obbligo di allegare di norma la vostra proposta fatta di titoli e brevi sintesi delle tematiche che intendete trattare che in soldoni è traducibile nel rendere note le vostre idee creative.

 Già queste le proposte sono proprie queste...

Anche i più altruisti che dichiarano guerra alla chiusura delle cultura e lunga vita alla cooperazione e la collaborazione alla fine albergano in progetti che sono tutto tranne che Open vuoi per caratteristiche intrinseche della piattaforma misto ad egoismo di base vuoi per quel vizio tutto italieco di cui i portatori sani sono proprio i docenti accademico-universitari che tendono a sposare e professare ideologie solo perché risultano le sole ad essere di avanzo rispetto a quelle operanti e dominanti anziché invece portare il buon esempio basato sull'altruismo della condivisione. Non è difficile imbattersi in docenti che evangelizzano il sistema scolastico curricolare e poi sono proprio quelli che attuano le condotte classiste peggiori che possano essere applicate o esperti e-learning che non usano e i canali sociali e quant'altro sino al ground zero della formazione.

 Così per osmosi pari pari nel Web capita di inciampare in slogan promettenti..come quello che mi è capitato poche ore fa' che recitava: "Chi divide perde, chi condivide vince" che poi all'atto pratico richiede la solita formula valida per divenire autore anzi no per consegnare il materiale alias contenuti nelle mani del proprietario..ovviamente lo dico in buona fede..

...néh...ovviamente prima dovrete divincolarvi tra mille spunte da compilare..sia mai che sfugga qualcosa...perciò dovrete dare miliardi di condizioni ed in cambio: nessuna garanzia di pubblicazione! Bisogna dire che anziché essere meramente pretenziosi nella pagina dedicata al form per la candidatura almeno la buttano sugli scenari futuribili intrinsechi alla natura dell'ipotetico contenuto in astrazione...

- possibile che con i sogni che aspirano così al futuro non si pensi invece a tranquillizzare con un minimo di garanzie orientate al presente?

- Non mancano in molte delle pagine "Diventa Autore" la garanzia che riceverete una risposta si ma di che genere?

- Tipo un grazie non ci interessa e chi si è visto si è visto?

-E in base a quale atto di fede posso pensare che i miei contenuti non ti siano serviti per alimentare i tuoi scopi caro redattore?

Anche armati delle migliori intenzioni diventa difficile non avere la paranoia specie quando trattasi di produrre, lavorare e rischiare di buttare un contenuto alle ortiche con il risultato che spesso chi ha voglia di iniziare si paralizza e casomai non ci prova nemmeno.

Ma al peggio non v'è mai fine e volendo possiamo anche andare più a fondo alla questione perché se andiamo a vedere le prove concrete e manifeste che abbiamo del guest blogging in Italia è una pratica di ginnastica tipica da era del Ruffianesimo.

- Ora mi domando ma credono che le persone siano così stupide? Che il Web sia solo una questione ristretta ai confini Italiani?

Se le cose devono essere così dichiaro la pratica del GUEST BLOGGING morta e defunta se mai è stata viva e che abbia mai proliferato qualcosa di buono: cosa che dubito assai!

Ovviamente tutti gli Web influencer staranno a sciorinarci gli innumerevoli vantaggi di questa pratica specie se sono editori o proprietari di blog personal o multi-autore...e chissà perché poi all'atto pratico però si prodigano ad elevarsi come gli unici proprietari della Rete il cui giudizio è capace di includere come escludere dalla sacra regola della visibilità=soddisfazione attraverso la pratica dell'oscurantismo.

Anche nel Web in Italia tanto per cambiare:

"l'importante è apparire! Non essere casomai lo è il nome... 

Ma anche sparire se non sei come dicono loro... perché vale solo la dura legge imposta dai blog con un certo seguito...che neanche a dirlo ovviamente si professano tutti amanti del Web....che a quanto pare non dev'essere lo stesso che intendo io ovvero basato sulla condivisione e l'apertura della cultura. Ovviamente il loro vantaggio risiede proprio nel fatto che proprio per il nome che essi portano la maggior parte dell'utenza non gli resisterà rimanendone sedotta il ché genera una spirale di esclusione a danno proprio di quei progetti che hanno difficoltà a decollare e a farsi conoscere per ragioni di notorietà.

Se una soluzione possibile pare essere l'arruffianarsi adulando queste realtà per converso la questione non si riduce ad un fattore di moralità e perciò a mantenere una linea integralista ma al piacere di produrre ed al senso di libertà che si prova nel mantenere il proprio style specie se originale e proprio per questo a rischio di essere danneggiato se contaminato da scelte di compromesso.

Invece io dico che una possibilità di trasformare il guest blogging in una pratica estinta esiste già: basterà che seguiate le traccie che lascio dietro di me in ciascuna delle mie attività online...dopotutto chi ha fame non esiterà a scavare...e a trovare ciò che cerca in quanto le mie teorie intrise di ideali sono già divenute progetti aperti e partecipativi, perciò evito di scadere nella retorica del messaggio auto-promozionale...un link può bastare.

Per quanto riguarda gli altri gli attori che popolano la Rete se si comportano così per disattenzione e pigrizia mentale dico che è l'ora di cambiare perché questo è il Web e non la trasposizione delle proprie rivendicazioni e gelosie analogiche e che "la Rete siamo noi e la stiamo facendo noi" e le persone che vogliono contribuire meritano qualcosa di più ad iniziare dalla trasparenza, la coerenza e almeno delle garanzie basiche che tradotto significa quelle di cui proprio non si può fare a meno se non si è della razza con il sangue Blu per sopravvivere non dico lavorare e non cadere nella depressione paralizzante tipica dello stato da anti-pragmatismo totalizzante!

La risposta che vorrei vedere in voi alle mie azioni e provocazioni non è l'esercizio della proprietà privata e un mostrare i Muscoli ne tanto meno una guerra tra quartieri ma anche una sana competizione che verga all'apertura dei contenuti e della cultura. Io ho la forza sufficiente a farcela da solo ma gli altri no merita provarci altri-menti ci seccheremo: prima o poi sarà un passaggio inevitabile!

Dare un'opportunità per vedere se c'è un minimo di speranza è un tentativo che vale la pena di fare ed un valido motivo per combattere l'egoismo e costruire qualcosa insieme, non mortificare il talento e non abbattere la voglia di fare!