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lunedì 4 agosto 2014

Il Tempo nella Formazione

Una vocina nella mia testa una delle tante  e con una certa insistenza mi sussurra : "Senti secondo me tutta sta' storia dell'educazione continua e permanente non esiste proprio.. insomma l'unica cosa vera è che sia una megalattica caxata..."

Eh come dargli torto? Altrimenti perché vi è l'esigenza di mantenere sempre i limiti di età per tutto? Per i diritti universitari, per la carriera, per le varie accessibilità istituzionali?
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Fissare dei limiti di età a me suona come dire che Steve Jobs a 50 anni era vecchio e che fosse in piena crisi creativa....questa selezione basata sul fattore età equivale a voler porre necessariamente un limite standardizzato a ciò che in realtà non si può certo né misurare né tanto meno  prevedere.

Sarà ma a prescindere dalle limitazioni temporali e le scadenza oltre a ritenere che sia giusto esperire per tutto l'arco della vita e della parabola esistenziale il mio percorso mi ha insegnato che esiste un tempo per ogni cosa.

Per queste ragioni ritengo che sia stata la conquista di un diritto basilare la messa pratica dell'educazione continua e permanente ma non condivido assolutamente che essa venga evangelizzata da talune istituzioni e poi al contempo non la applichino inserendo limiti temporali ai percorso-processi formativi della propria offerta formativa.
"Inoltre non capisco come nel 2014 i cittadini ne siano ignari ed ignavi!

Trattasi dell'ennesima contraddizione in termini all'italiana o di un preciso piano dei governi ovvero in una pianificazione di classe roba da teoria della cospirazione?

E' difficile non impantanarsi in un tale clima nelle sabbie mobili della teoria del complotto proprio perché i limiti temporali vengono mantenuti e difesi con una certa ferocia determinata;

dopotutto se non fosse di interesse particolare perché mai le Istituzioni non adottano un regime ben più liberale in questo senso? 

Sono anni che vi sono proteste a ragion veduta e ben motivate da prove oggettive sul fallimento di queste politiche; ma nonostante ciò ogni dannatissimo anno esse non solo vengono ripetute ma aumentano di numero e spesso a nostra insaputa.

Inoltre mi chiedo se in Italia sia realmente possibile imparare ciò di cui abbiamo bisogno o invece il divincolarsi tra corsi, corsetti ed Istituzioni non sia altro che un'ulteriore pratica la cui finalità è l'inequivocabile perdita di tempo!

Che la nuova fame nel mondo sia proprio questa?

Una volta mancava il piatto per mangiare oggi mancano tutti i presupposti per costruirsi una vita dignitosa data dall'Istruzione e poi dal lavoro mentre questi sono appannaggio solo dei soliti predestinati/privilegiati.

E Tu invece da che parte stai? Ritieni opportuna questa politica o invece anche tu pensi che pur essendoci un tempo per fare ogni cosa, comunque, l'individuo debba essere libero come supportato di principiare qualsiasi attività ex nuovo quando appunto decida di farlo?