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mercoledì 27 agosto 2014

Usability e Senso di Colpa

psicologia del design usability
www.quipsicologia.it
Per quanto ingiusta possa essere la vitaccia non aspettatevi di vedere alcun equilibrio come se esistesse qualche legge di compensazione che infatti non è proprio roba di questo mondo se non altrimenti presento solo in qualche programmazione di stampo neuronale di natura preimpostata nella nostra genetica; già anche il senso di colpa non è ne' equamente distribuito ne' tanto meno appannaggio dei colpevoli.

Equilibrio ed arbitrarietà non sono qualità di questo pianeta, e se qualcuno contesta questo dato di fatto facendo leva sull'indiscutibile presenza delle terminologie nei vocabolari probabilmente è più facile che le porti come prova degli antichi astronauti alieni che ad un occasionale quanto improbabile inciampo nelle casualità dell'esistenza.

Facciamo un esempio: ultimamente si è verificato l'ennesimo episodio di plagio e furto intellettuale perpetuato nei miei confronti eppure coloro che lo hanno fatto non si stanno certo preoccupando delle conseguenze bensì del materiale futuro che sto' producendo belli pronti ad appropriarsene. Mi pare evidente che il senso di colpa si sia trasferito per l'ennesima volta dai colpevoli alla vittima che allo stato attuale delle cose si pente amaramente di aver prodotto letteratura originale. Meglio fissare il soffitto della propria camera da letto luogo di prigionia intellettuale e giusta punizione alla sua anima sovversivo-creativa pensa lui e la vita di rimando lo condanno con un tassativo quanto greve:  ben ti sta', Pirla!


Il "Transfert alla Rovescia" da psicopatologia del design degli oggetti.

Non fatevi ingannare dall'introduzione questo post farà riferimento solo al senso di colpa di derivazione prettamente dall'uso degli oggetti di uso comune e nella fattispecie al loro design.

Analogamente al senso della mia filippica iniziale sulla prospettiva dei valori alla rovescia di questa esistenza i designer compiono questa inversione di responsabilità scaricandoci attraverso gli errori manifestatesi nei loro progetti-oggetti il più subdolo dei transfert psicologici inerenti il senso di colpa in cui l'utenza anziché maledire i diretti responsabili maledice se' stessa attribuendosi dei veri e propri complessi di inferiorità intellettiva e cognitiva dati dalla non comprensione delle meccaniche di utilizzo.

Questo meccanismo è così radicato nella nostra psiche da essere divenuto quasi subconscio in cui da una parte i progettisti in nome di una funzione da loro preferita e spesse volte con implicazioni derivate dal marketing sacrificano una corretta usability e dall'altra gli acquirenti ovvero i  futuri user continuano a non prestare attenzione durante il processo di acquisto finendo così per trascurare proprio così quest'ultima che poi è la peculiarità più importante.

Esiste una soluzione?

Concedetevi almeno il lusso di scegliere ciò che dovrete usare e basate le vostre ponderazioni e valutazioni proprio su questo aspetto; basta che chiediate al negoziante di poter prima provare gli articoli per giudicare il vostro grado di soddisfazione relativo alla usability.

Se state già pensando che molti non sono in prova, avete ragione, dovremmo ribellarci e chiedere di poterlo fare; i test non devono essere nobili e gentili concessioni e lussuose opportunità da parte dei Brand bensì il punto di partenza su cui giudicare l'acquisto.
I marchi non dovrebbero temere ne' il confronto con i competitor ne' la presa di contatto con l'utente finale anzi incentivarla per meglio enfatizzare i punti di forza.

In definitiva: qual'è il "core" del Post?

Attraverso poche righe abbiamo quindi spiegato il senso di colpa che ci lega agli oggetti ma anche quanta poca importanza affibbiamo all'Usability dato dal loro design basandoci appunto sulla nostra chiamiamola "distrazione" nel compiere acquisti che poi dovremmo quotidianamente usare e che probabilmente in molti casi potrebbe anche essere causa di dinamiche le cui conseguenze potrebbe rivelarsi assai pericolose oltre che magari limitarsi ad essere solo frustranti.

Però se come me siete decisi a prendere in mano la vostra vita e trasformarvi se non da dominati a dominatori degli oggetti che vi circondano vi invito a seguire i prossimi post in cui approfondiremo la tematica sino al conseguimento di un livello accettabile di consapevolezza.

Crediti e Quote: POst liberamente tratto ed ispirato dal testo "La Caffettiera del Masochista" di Donald Norman