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venerdì 12 settembre 2014

Usability Design : Paradossi e Idiosincrasie

Quando ho iniziato a scrivere quest'ultima serie di post dedicati al design non sapevo come nelle più elementari storie di psicoanalisi quando sarebbe finita e a che punto sarei arrivato una volta pervenuta la conclusione del percorso di indagine introspettiva;

già perché proprio di quest'ultima si tratta quando quotidianamente ci rapportiamo ed interagiamo con gli oggetti che ci circondano e senza neanche accorgercene nostro malgrado un'infinità di schemi concettuali realizzati dai un designer passano dalla esteriorizzazioni intrinseche degli oggetti-strumenti all'interiorizzazione nei nostri sistemi cognitivi facendo leva sui nostri modelli mentali.

Detta così temo che sia facile compiere a sua volta l'ennesimo errore di valutazione in cui nuovamente si fa' presente l'ennesima forma di "transfert" finendo così a non sapere chi incolpare se la nostra mente con i suoi processi cognitivi così pieni di meccanismi a volta rigidi, a volta flessibili e non esenti da idiosincrasie e paradossi nonché satura di limiti prestazionali o i designer spesso dipinti anche a ragion veduta o come colpiti dalla sindrome del genio ahimè anche incompreso o da vittime di un sistema economico che in nome del business non ammette certo negoziazioni.

Design Usability Psicologia cognitiva
www.pianetaebook.com

La potenza intrinseca del Design

Quante emozioni, pulsioni e motori sociali si celino dietro il design vanno ben oltre il nostro strato cosciente; esse sono così potenti da poter puntare direttamente dritte sino al subconscio basta pensare al narcisismo, ambizione, successo, gusto, azione subliminale giusto per citarne alcune che subite nel loro insieme ci portano a provare tanti dubbi e forse porsi un'univoca domanda:

Ma mi ci vuole uno psicologo per affrontare tutto ciò e casomai pure uno bravo?

Ecco che per rispondere alla domanda chiamo in causa l'uso di questo canale mediatico: il Blog che con il suo fare pratico ed il piglio ancor più pragmatico consente di affrontare la tematica con un taglio ben meno da psicologia pura come fanno gli autori che ho studiato in merito rendendo così credo o almeno spero più accessibili gli aspetti importanti da conoscere rispetto al design degli oggetti. Almeno il registro comunicativo dovrebbe rivelarsi più easy.

L'obiettivo che persegue il mio Blog in merito al tema del Design

Accessibile dovrebbe fare rima come facilmente interpretabile e per quanto riguarda gli oggetti di uso comune non c'è niente di più facile che aver chiamato in causa la quotidianità come le incomprensibili istruzioni per aprire i finestrini poste sulle targhette metalliche dei treni in cui sporgersi può significare anche perdere la vita o il fornire la spiegazione sulle ragioni per cui i sistemi di misura sono standardizzati in maniera differente asseconda della posizione geografica che oltre a generare la consolidata poco chiarezza e confusione è dovuta all'elaborato sistema di standardizzazione mondiale ed all'iter che esso deve seguire; insomma credo che non sia necessario citare tutte le esemplificazioni che sicuramente sono riaffiorate già nella vostra memoria esperienziale e che vi farebbero rispondere alle domanda con un sonoro invito anche poco formale ma assai fisicamente cruento e violento atto a spedire con estrema solerzia proprio coloro che gli oggetti li progettano.

Pseudo-Conclusioni

Non si dice che conoscenza = libertà?

Casomai in questo caso di giudizio, ma anche di interpretazione in cui è bene essere coscienti che Designer e User sono accomunati dall'indissolubile legame biologico della mente umana la quale si manifesta e si materializzerà sempre attraverso la realizzazione di oggetti strumenti si spera sempre più perfetti nel loro ruolo di ponte tra azione ed effetti e di interfaccia tra artificiale e naturale ed il loro reciproco rapporto.