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mercoledì 22 ottobre 2014

La formazione evoluta

formazione professionale web learning offerta formativa marketingOsservando i vari blog che mi interessano presenti nel Web che fanno formazione sulle più svariate tematiche non ho potuto fare a meno di notare una costante la quale anche se non sempre presente di manifesta in molte attività online.

Siccome sono un appassionato di Web trovo la possibilità di documentarmi un enorme privilegio e non sono certo immemore della frustrazione che provavo quando la miriade di domande che mi ronzavano in testa rimanevano irrisolte/frustrate o appese in attesa di risposta sin dalla più tenera età visto che Internet allora non esisteva.


L'attuale stato del'arte del Web riferito alla formazione

In effetti, a parte gli esperti di settore, il Web è divenuto per i grandi numeri dell'utenza una sorta di oracolo a cui porre domande di tutte le tipologie e per ogni evenienza; chissà forse un giorno le riposte saranno esaustive ma sfortunatamente per il momento ancora  non siamo giunti a questo livello.

I blog perciò assolvono in parte a colmare questo spazio-mancanza e si occupano di tematiche che rispondono all'aspettativa delle persone o almeno ci provano.

Il problema è che molti saperi assolvono a formare solo un livello già avanzato ed evoluto di utenza.

Poco male se pensiamo che nel Web esistono tante realtà quanto meno sufficienti a contro-bilanciare questo squilibrio; basti pensare a quello invece esistente e resiliente nel mondo tradizionale della formazione, il quale, nonostante tutto continua a resistere e ha resistito per un'eternità di anni.

Almeno la formazione Online realizza prodotti formativi molto più accessibili/sostenibili con la peculiarità di coprire potenzialmente già in astrazione un maggior numero di livelli di expertise dell'utenza.

Diciamo che in Attesa del Web semantico l'offerta formativa online probabilmente è penalizzata proprio da questo rapporto di interazione con la macchina-intelligenza artificiale algoritmica dei browser la quale ha tanti pregi ma ahimè il difetto di non privilegiare ed enfatizzare certo gli aspetti peculiari di Internet. Le conseguenze sono che solo gli utenti esperti hanno accessibilità alle migliori risorse mentre i grandi numeri dell'utenza di norma meno o poco esperta ne sono esclusi e tagliati fuori.

Ma Dici a me? Hai qualche problema? Hei dico a te! ....Dici proprio a me? (monologo della Formazione Tradizionale)

Diversa è la situazione analogica che invece di rivolge spesso a limitati target di utenza e spesso non offre competenze propedeutiche in settori che altrimenti si rivelerebbero subito utili per la vita del soggetto.

Oltretutto il paradigma della formazione tradizionale è inverso: ovvero ha l'abitudine di rovesciare la responsabilità formativa esclusivamente sul soggetto-individuo in quale durante la sua esistenza sin dalla nascita naviga in un caos di corsi dislegati, corsetti vari ed attestazioni nonché certificazioni in attesa di incerta utilità.

Questa realtà resiliente e resistente risulta aggravata dalla situazione tutta nostrana che vuole il mondo analogico tradizionale distinto rispetto a quello digitale e che reputa quest'ultimo un affare che ancora si può tranquillamente rinviare.

Eppure le agenzie non registrano certo il tutto esaurito e la formazione aziendale è ritenuta una sconveniente quanto inutile perdita di tempo da parte di quasi tutti i dipendenti. (ovviamente quasi tutti tranne i ricattabili ed i ricattati s'intende quelli sono esclusi.)

Soluzioni pratiche non metafisiche 

Ma questa volta esiste un anello di congiunzione tra analogico e digitale: i grandi numeri dell'utenza.

Sono essi il business da coinvolgere e per avvicinarli alla formazione l'unica soluzione è partire dal rispondere alle loro esigenze come vuole la prima regola del buon marketing (che poi non è un settore che dev'essere cosi alieno e distale da quello della formazione):

"rispondere innanzitutto a ciò che l'utenza vuole e non a quello che nel caso della formazione impone il sistema pena conseguire un penosissimo quanto fallimentare flop!

Come fare?


Accessibilità, Propedeuticità e Spendibilità questi sono i tre punti cardine-parametri su cui incentrare la progettazione dei prodotti formativi la cui offerta formativa sarà calibrata sulla domanda dell'utenza data dai grandi numeri del mercato e non viceversa ovvero dai piccoli numeri del sistema.

Ed eccoci tornare al punto d'inizio in cui i blog possono tornare utili a tutti gli addetti ai lavori ed assolvere a questo incombente compito di distribuzione di massa; il cerchio si è chiuso...i tempi per meditare sono scaduti già da un pezzo.