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giovedì 6 novembre 2014

Donald Norman : Psicologia degli oggetti quotidiani e nevrosi

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L'ultimo testo-manuale che sto' leggendo in merito all'usability design è neanche a dirlo la versione dell'anno scorso da parte di Donald Norman della "Caffettiera del masochista".

L'autore ripercorre i concetti di allora in chiave più moderna e attraverso termini assai più semplici e contemporanei quindi anche se può sembrare una ripetizione delle prima versione così non è; questo perché nella precedente edizione la letteratura era tutt'altro che semplice da comprendere ed intuitiva in quanto comportava una impegnativa attività riflessiva tanto da risultare in molti punti tutt'altro che spensierata ed agile ma piuttosto complessa ed articolata.

In quest'ultima versione quindi l'autore oltre ad aver trasposto i concetti dagli oggetto del del passato a agli oggetti contemporanei ha attuato una revisione della letteratura effettuando ulteriori riduzioni della complessità concettuale realizzando così una semplificazione di fatto finale del contenuto.
Non è certo un lavoro facile quello del semplificare se vi può consolare comunque il testo non si è ridotto quantitativamente come mole di pagine bensì è aumentato in virtù di un incremento delle tematiche e delle parti esemplificative tra l'altro sempre abbondanti per facilitare la comprensione.

Dopo quest'ulteriore esempio di usability applicata al media testuale sono sempre più convinto di quanto sia necessario conoscere i meccanismi dell'apprendimento e come abbisogna soddisfarli per fare un buon libro con una letteratura che anziché sviluppare lacune e dubbi rafforzi le nuove conoscenze apprese attraverso i due aspetti peculiari dell'apprendimento: la reiterazione continua e la decontestualizzazione.

Nel frattempo ne sto' approfittando anche io per ripercorrere la stesso processo-percorso bensì con occhi differenti rileggendo così ciò che avevo precedentemente appreso attraverso però un altro bagaglio di competenze maturate nel frattempo solo che con un Donald Norman che mi fa da tutor-assistente è tutta un'altra cosa.

La conoscenza dopotutto è anche una continua rivisitazione del bagaglio di quelle precedentemente apprese esso fa' parte di un processo esistente a prescindere dalla nostra volontà; non che voglia indorarvi la pillola non è mia intenzione è solo una auto-riflessione educativa-formativa sulle dinamiche istruttive e di addestramento una sottospecie di deformazione personale.

Apprendere è anche insito nello sforzo continuo di riadattare alle dinamiche sempre diverse e contingenti le conoscenze che altrimenti apparterebbero ad una vita obsolescente barra scaduta e fuori contesto.

Visto che quest'ultimo è l'aspetto determinante affinché le conoscenze siano utili o meno è facile procedere con il resto dell'operazione che vuole sempre da una parte una teoria e dall'altra la sua applicazione pratica ed infine una tecnica che poi a sua volta diviene tecnologia se la prassi viene mantenuta nel tempo.

Spesse volte si corre il rischio che la teoria divenga non più valida a fronte di una pratica che ne comporta la condanna ad essere superata; non è questo il caso dell'Usability Design che anzi trae ancor più vigore e validità se opportunamente traslata agli oggetti d'uso comune contemporanei.

Perciò da questa rilettura e questa riedizione oltre a disporre di una maggiore potere esplicativo del plesso-complesso teorico e concettuale possiamo giovare anche della capacità-competenza dell'autore maturata nell'arco di un ventennio circa e che non dimentichiamo essere il migliore specialista nonché padre fondatore a livello mondiale che si occupa di questo ambito della psicologia cognitiva.
Insomma anch'egli ha compiuto il proprio percorso di rivisitazione con occhi sincronici del percorso diacronico della propria esperienza di analisi e studio.

"Altro che dinosauri!! Taluni menti non invecchiano mai e sufficiente solo spazzare via la polvere...per un design eterno che non risente del passare del tempo...

Comunque con piglio più pragmatico e fare meno poetico la differenza sostanziale con la prima versione è che in questa troverete perfettamente integrati nel tessuto concettuale tutti gli aspetti più caratterizzanti degli altri testi scritti successivamente alla prima edizione i quali simboleggiano anche il percorso prospettico dell'autore nonché la visione teorica in merito alla scienza del design; il più importante dei topoi risale al testo "Emotional Design" in cui la progettazione diviene emozionale e non più meramente tecnico-scientifica poiché essa stessa frutto intrinseco di ciò che contraddistingue la nostra natura nel mondo animale, appunto: le emozioni.

Intese come messaggio intrinseco all'uso-usabilità, capaci di veicolare esplicitazioni dei modelli concettuali anche tra i più complessi attraverso facilitazioni la cui chiave è di matrice cognitivo-comportamentale sempre sul limite tra il conscio ed il subconscio ma tesa a soddisfare quella risposta adattiva ambientale il cui differenziale della specie è, altresì, insito nella evoluzione attraverso la capacità che trascende il sentire per consentirci così sempre di farci valutare al fine poi per il design e restringendo il campo agli oggetti di farci scegliere cosa usare e cosa, invece, scartare.