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giovedì 27 novembre 2014

I tempi della Formazione Web

formazione training scienze della formazione progettista formatore
corpirimediati.wordpress.com
Anche se il titolo prende spunto dal film "Il tempo delle mele" non è sulla falsa riga sentimentale del film che fa' leva bensì sulle dinamiche dell'apprendimento presenti nel Web e sui tempi tanto cari al carico cognitivo che si esprime attraverso il rapporto tempo : impiego-dispendio di risorse per conseguirlo.

Preso un po' più alla larga i "tempi" necessari alla formazione risentono da sempre anche della relazione intrapresa con gli strumenti-mezzi dedicati allo scopo e dalla precedente attività di design dei progettisti.

Il Web altro non è che la rimediazione di tutti i precedenti media altresì divenuti più immediati ma non per questo non mediati che anche se può suonare come un bieco gioco di parole vuole puntualizzare lo stretto legame che la formazione ha con questa tipologia di strumenti-mezzi i quali avvalendosi delle dinamiche comunicative erogano e trasmettono da sempre conoscenza.

Ciò che seguirà è una sorta di reportage delle esperienze che ho personalmente maturato attraverso le progettazioni che ho condotto negli ultimi anni trascorsi in Rete.

Passo in rassegna le principali Web application-Tools che adopero oramai di routine per i prodotti formativi che realizzo:

  • Slide: risentono della necessità di dover disporre di uno schermo per essere visualizzate e visionate rendendone oltremodo difficile la diffusione non pubblica pur avendo la peculiarità della sintesi concettuale. Utili ma anche poco navigate nel Web se non da utenti esperti mantengono il loro valore originario quando fruite in pubblico dinanzi a folle di spettatori; hanno giovato del Web piuttosto per la possibilità di condivisione in comunità-network come quelle di Slideshare e per la fluidità-portabilità immanente data dalla tecnologia cloud.
  • Podcast: a fronte di realizzazioni piuttosto veloci si consumano anche assai rapidamente; sono i più sostenibili oltre che ubiquitari eppure a livello cognitivo risentono di un discreto carico oltre che avere il difetto di annoiare quando sono troppo lunghi se mantengono un'unica frequenza per troppo a lungo. L'audio ci consente di fare altre cose mentre lo ascoltiamo come di attrarre l'attenzione ma risentono troppo del taglio radiofonico per alleggerire l'impegno al punto tale da poter essere scelti come fonte primaria tra i tools per la formazione. PodOmatic, Spreaker, Sound Cloud sono solo alcune tra le varie declinazioni possibili e se la fantasia non vi manca le possibilità possono sembrare pressoché infinite basta non finire a fare i "monologhi del formatore".
  • Video: nonostante sia tra i più impegnativi ironia della sorte è il più consumato; di difficile realizzazione e oserei dire che nonostante le capacità tecniche non "sia per tutti" presuppone un significativo carico cognitivo per la sua fruizione oltre che a necessitare obbligatoriamente di strumenti mediatici che richiedono un minimo esborso economico.
  • Multi-media: nel tempo ho sviluppato e maturato una mia teoria denominata : cross-mediale scalabile che in sintesi trattasi di progettare prodotti scalabili i quali implicano un'azione sinergica tra varie tipologie di media atta a favorire uno sgravo complessivo del carico cognitivo, una facilitazione attraverso la loro integrazione mirata la quale avviene solo dopo aver conquistato l'attenzione dell'utente-discente attraverso l'ingegnerizzazione strategica delle peculiarità di ciascuno di essi.
  • Immagini: necessitano di interpretazione semantica la quale deve decifrare le metafore che si celano dietro di esse. Constano un notevole carico cognitivo e si prestano a fraintendimenti del senso e del significato al punto tale di negare spesso il detto che un'immagine vale più di cento parole e quindi finire per rivelarsi se analizzate senza l'ausilio-supporto esplicativo o rafforzativo di alcun media come inaffidabili ai fini della garanzia della trasmissione del messaggio ai e per il conseguimento di obiettivi formativi.
    Geniali per la formazione sono applicazioni come thinglink che creano una vera e propria mappa multimedia in cui l'immagine di fondo funge da collante-mappa concettuale di sintesi ed in cui ciascun Tag appuntato su di essa asserve alla funzione da approfondimento possibile con link di qualsiasi genere (video, testuale, audio, foto, immagini).
  • Testo: il classico dei classici rimane il più esplicitante pur a fronte di una notevole fatica cognitiva complessiva specie per coloro che non sono certo abituati a leggere a monitor.
    Rimane quello su cui scommettere quasi a cuor leggero rispetto agli altri ma che per essere efficace ed efficiente in Rete richiede oltre che esercizio la conoscenza di regole e linee guida che sono valide solamente nel Web e diverse rispetto alla carta stampata. 

 CONCLUSIONI 

Perciò fate pure il vostro gioco dopotutto la formazione è pur sempre la manifestazione di un ménage à trois ovvero tra il progettista, il media ed infine l'utenza dove nei panni della prima figura maggiormente sarete creativi per ricercare la leggerezza e più sarete divertenti e più piacere procurerete a coloro che per apprendere pur applicando un maggiore carico cognitivo intrinseco al media adoperato non risentiranno del peso di averlo fatto; insomma un vero trucchetto speculare che trascende le affordance tecniche di ciascun di essi.

Allora non progetterete solo prodotti formativi ma praticherete pura magia!