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lunedì 17 novembre 2014

Web Usability : Auto-Test

web usability design
usabilitygeek.com
Okkei... l'informatica è piuttosto ostica ancora adesso da capire, il web design è lontano dalle vostre mire ed il personal computer nonostante gli sforzi del grande Steve ancora proprio non ne vuole sapere di entrare nelle vostre grazie....

Quindi....cosa c'incastra questa introduzione con ciò che sto' per scrivere?

Anche niente ma mi piaceva compiere la cosiddetta entrata ad effetto per stimolare una riflessione per converso in cui questa volta anziché stigmatizzare la macchine compieremo un'azione di analisi e valutazione di una altra macchina semi-perfetta: quella umana.

Per avere l'illuminazione è stata sufficiente la mia quotidiana quanto mattutina attività di navigazione Web procedurale e quindi subconscia e rendermi conto che l'interesse non è un movente sufficiente per farmi leggere con attenzione riflessiva ciò da cui sono attratto.

Niente di nuovo direte voi dopotutto Jacob Nielsen questa criticità a ben vedere la pone tra le prime regole della Web Usability e non c'è da stupirsi quando chiudiamo una pagina dopo pochissimi secondi convinti di averla visionata quando invece per farlo sono stati necessari altre 2 o 3 successive chiusure con rispettive riaperture delle pagine in questione.

Quindi ancor prima che migliorare le vostre conoscenze in merito al Web Usability Design per le quali vi ricordo ho realizzato un Blog dedicato denominato WUD-Zone in cui sono presenti le principali linee guida dei maggiori esponenti mondiali del settore vi consiglio di auto infliggervi un Auto-test di usability su voi stessi per stabilire quanto in realtà vedete con gli occhi e quanto invece leggete con la mente.

Una stima in questo senso può essere certamente ottimizzata con una regola d'oro che va oltre la semplice osservazione ma consiste nel perpetuare una semi-attenta attività di esplorazione per ciascuna attività online in cui vi imbatterete stabilendo un numero di click minimo atto a farvi un'idea-opinione prima di abbandonarla chiudendo la pagina-navigazione della stessa.

Per esempio io ne ho stabiliti 3 ; ovviamente sta' a voi scegliere l'ultima decisione in merito a quali pagine di norma diano più informazione.

Esemplificando la "pagina About" è già un buon inizio a cui può seguire qualche link very smart posto nel footer per poi procedere in base alla vostra perspicacia.

Inoltre mappare visivamente le diverse zone in cui è divisa la "pagina-layout" (dal "header", al "menù", alle "sidebar" infine al "footer") ripetendole mentalmente mentre le si osservano/scansionate aiuta nel ricordarsi che ciascuna di queste parti sono costituenti di un insieme la cui visione è utile per trasmettere il messaggio del servizio che l'autore intende erogare/trasmettervi.

Attenzione non ho detto che trattasi di un metodo scientifico ma aiuta nel prendersi del tempo necessario per imparare a lavorare in questo settore e nell'apprendere dagli altri.

Quanto maggiore sarà la nostra capacità di osservare con capacità riflessiva quanto superiore diverrà quella di comprendere nel tempo a lungo termine; anche se non diverremo certo infallibili in quanto capiterà sempre di farsi un'opinione errata dovuta ai modelli mentali pregressi in base ai quali ci affidiamo quando valutiamo.

Oltre a WUD-Zone Blog anche nelle categorie Usability Design e Web Usability di questo Blog vi è sempre formazione gratuita ma soprattutto dai contenuti facili ed accessibili oltremodo opportunamente semplificati attraverso progressive riduzioni della complessità concettuali al fine di garantirvi sempre un servizio quanto più possibile: user friendly.

Il primo intervento di usability design su cui possiamo agire è proprio quello relativo ai nostri schemi mentali; è sufficiente applicare una leggera ri-visitazione del modus operandi inerente la navigazione Web per ottenere, già, ottimizzazioni implementative di assoluto livello.