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martedì 10 febbraio 2015

I modelli educativi nella formazione

Anche i più liberali fra di noi non possono certo esimersi dal confessare di averi avuto almeno una volta a che fare nella vita anche suo malgrado con i modelli educativi; frutto di vere e proprie trasmissioni al pari di ceppi virali nelle genealogie familiari essi sono altamente complici del nostro modo di agire e di pensare determinando così di fatto altri modelli alla mercé di chi ci osserva ed interagisce con noi e che portano il nome di modelli comportamentali.

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Gli attori dei processi di trasmissione dei modelli/schemi comportamentali

Spesse volte corrispondono più a dei veri e propri schemi che ripetiamo probabilmente fino ai subdoli livelli dell'incoscienza ma ciò non ne riduce l'importanza cosciente in quanto comportano grosso modo la qualità delle nostre relazioni sociali.

Neanche a dirlo i primi tra virgolette colpevoli della trasmissione inconscia degli schemi comportamentali sono le figure genitoriali le quali appunto attraverso il meccanismo dell'emulazione ci fanno apprendere i propri di modelli educativi.

Essi costituiscono i modelli a cui rifarsi sino all'età scolare che nella vita contemporanea risultano essere sempre più precoci.

Perciò i modelli educativi installano nell'hardware del nostro sistema celebrale una sorta di programma che determinerà insieme al nostro potenziale genetico con altissime probabilità un mix condizionante per la nostra futura dimensione esistenziale da spendersi durante la traiettoria finita del percorso esistenziale e attraverso la quale con altissime probabilità ci approcceremo per soddisfare l'esigenza tutta umana di stare con altri simili altrimenti definita: 'necessità da animale sociale'.

Non solo aspetti positivi

Molti soggetti non riescono nell'arco di una vita a rendersi consapevoli di questo processo inconscio ripetendo anche modelli assai dannosi per la propria individualità a tal punto che se ne evince che coloro che emulino modelli sconvenienti ereditino anche la sfortunata sorte di dover compiere rispetto a chi invece ne emula di produttivi per il proprio Se' un percorso doppio fatto anche di una riprogrammazione di fatto atta a risolvere tali problematicità.

Poiché l'essere umano a prescindere dalla natura dei legami che intesse con i propri simili e a prescindere dal grado di interazione può vicendevolmente essere ora educatore-formatore ora soggetto in educazione è bene essere responsabilizzati in questo senso anche se nella fattispecie non si è specialisti della formazione almeno per scongiurare percorsi esistenziali frustranti al cospetto delle dinamiche già complesse ed alle volte indecifrabili aventi origine dall'intessuto sociale.

Incomprensione = disagio

Basti pensare a quante nature sincere e produttive a causa di incomprensioni caratteriali risultano allontanate dai contesti; oltre che strumentalizzate da coloro che cavalcando il demone della diversità sempre incompresa e marginalizzata ne fanno, appunto, motivo di esclusione.

Oltretutto già non è difficile imbattersi in individui la cui lettura del comportamento del prossimo è assai fallace perciò meglio ridurre la percentuale legata ai fraintendimenti al fine di garantirsi per lo meno un quieto vivere o una riduzione delle frizioni e dei contrasti.