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venerdì 6 febbraio 2015

La Diversità nelle dinamiche formative

coaching formazione training dinamiche interpersonali
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Si può essere in qualche modo per caso contrariati verso coloro che sostengono che la diversità non sia percepita come problematica anziché un valore aggiunto?

La continua azione omologante del 'sistema', le dinamiche comportamentali date dalle istituzioni e dalle figure in esse più rappresentative non lasciano certo spazio a golfi di tolleranza verso questo particolare status mentale.

Diversamente a come invece vorrebbero farci pensare media e quant'altro possa generare e diffondere un messaggio 'educativo' a favore della diversità intesa come atteggiamento discriminante rispetto alla mono matrice identitaria di massa se non addirittura motivo di successo per lo meno artistico la mia esperienza mi porta a pensare ad intere aree geografiche del nostro paese totalmente depresse in questo senso in cui appunto essa è addirittura messa alla berlina ed al bando.

Diverso per esempio potrebbe essere semplicemente un percorso mentale al fine di risolvere un problema senza dover chiamare in causa necessariamente categorizzazioni assai note come quelle razziste eccetera eccetera.

Il diverso alberga già in noi, è parte del nostro stesso incarnato; scegliere di esternarlo e di viverlo può essere motivo di alienazione con susseguente marginalizzazione da cui fioriscono le note personalità 'borderline' che abitano le derive esistenziali altrimenti note come zone per disadattati socialmente.

Già dall'accettazione o meno comunitaria ha origine il diverso il quale può trovarsi a subire tale ruolo sociale perfino suo malgrado che per giunta può derivare addirittura da scelte che non sono di stampo personale.

Erroneamente si percepisce la diversità come una sfida alla 'status quo' decifrandolo/interpretandolo come una sorta di comportamento dell'individuo a seguito di un atteggiamento di ribellione nei confronti del'ordine costituito mentre invece essa è talune volte frutto di una forma mentis irrinunciabile per il soggetto al pari del vostro modo, appunto, scusate la ripetizione: "soggettivo di ragionare".

Per questa ragione il diverso non è altro che una persona come gli altri che tenta di sopravvivere adattandosi alle dinamiche interpersonali analogamente a ciascuno di noi solo che le attua diversamente.

Ancora, bisogna pensare che egli compie lo stesso uno sforzo come gli altri ma proprio perché diverso è costretto a trovare percorsi adattivi ben più complessi e difficoltosi che non coloro che sono omologati a prescindere o comunque differenti.

In tutto ciò non vi è alcun atto di coraggio ne di ribellione: trattasi solamente di mera sopravvivenza.

Ne consegue che è senz'altro interessante ed affascinante come di rilievo carpirne le diverse chiavi di lettura che egli sviluppa per leggere la realtà ed interpretarla ricordandosi che comunque di quest'ultima non ne esiste una universale ma tante visioni quante sono le personalità esistenti su questo pianeta.

"Molte chiavi risolutive potrebbero celarsi semplicemente in questa tipologia di tecnica inversa di analisi ed interpretazione dei ruoli sociali e delle comunità di pratica.

Coloro che invece hanno paura temono proprio ciò che dovrebbe essere rispettato ed analizzato con maggiore attenzione proprio in virtù del bene comune preferendo, invece, di manipolare le comunità per mantenere il controllo e la subordinazione di diritto e spesso gerarchizzata immeritatamente e senza alcuna meritocrazia afflitti come sono da resilienza interiori verso il progresso e da manie di persecuzione dovute al loro senso-complesso di inferiorità.


Alla fine, quindi, chi merita la marginalizzazione colui che reo della maggioranza democratica compie razzismo o colui che in minoranza subisce e che comunque non nuocerebbe a nessuno pur se integrato?

Questo aspetto speculare pensate come lo vive il 'diverso' il quale non ha certo alcuna categoria o minoranza a cui aggrapparsi...immaginate la sua solitudine oltretutto non naturale ma indotta da soggetti che perseguono finalità egoistiche ed autoreferenziali oltre che narcisiste e per giunta applicate con la violenza della prepotenza e l'egoismo solo del proprio tornaconto personale .

Inoltre è altresì vero che la democrazia rappresenta la prima forma-architettura di gestione delle comunità che attraverso il suo funzionamento crea di riflesso derive e zone buie dedicate a quelle poche personalità giudicate come dissidenti e perciò allontanate.

Essa perciò non fa' il bene dei molti in nome del miglior compromesso equamente distribuito bensì favoreggia quelle soggettività che gioco forza si possono permettere di porsi come maggioranza costituente manipolando anche il consenso che poi si rivela essere per il disinteresse di tutti eccetto una ristretta elìte dominante.

La democrazia uccide la diversità ponendola sempre in una posizione svantaggiata di vulnerabile
minoranza indebolendone ciò che invece dovrebbe enfatizzare; derubando per impoverire, depauperando anziché arricchire l'animo umano.

Umiliando e mettendo in disparte coloro che pensano diversa-mente il progresso si arresta all'inedia delle prepotenze 'di fatto' e badate bene esse non esisterebbero in quanto hanno origine solo da dinamiche artificiali e che non farebbero parte di questo mondo dato che facenti parte solo di organizzazioni-comunità deviate.

Se non educhiamo alla differenza come valore per cambiare prima noi stessi e poi per riconoscerci nell'altro/prossimo continueremo a mortificare quell'aspetto peculiare che da sempre ci ha spinti a cambiare le cose per poi cambiare noi stessi e di riflesso infine per cambiar il mondo preferendo di lasciarlo in mano a coloro che, invece, non intendono modificarlo per soffocarsi in maniera silente al loro volere ed alla loro volontà.

La democrazia non rispetta le differenze dal momento in cui tramanda il messaggio diseducativo che:
"in nome di una maggioranza si ha sempre ragione e che quindi la prevaricazione è un risultato garantito in quanto basti polarizzarsi per tutelarsi da eventuali complicazioni.

Detto diversamente stigmatizzando un singolo si va poi a soddisfare sempre e solamente un singolo che non è detto poi si riveli più conveniente rispetto a colui che viene appunto penalizzato; ma del resto si sa' che sono sempre dinamiche manovrate dal potere e dal ricatto come dalla vile diffamazione.

E' bene ricordare che alla volte la voce di un singolo ha salvato migliaia di persone!