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venerdì 17 luglio 2015

Educazione degli adulti e definizione di adultità

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Ricordo ancora i patetici tempi universitari quando i docenti dibattevano sull'annosa questione relativa al significato del termine-definizione: 'adultità'

..se esistesse una tale fase nello sviluppo psico-biologico dell'essere umano ed eventualmente quali aspetti fossero preponderanti e caratterizzanti dal farne una condizione-status distinguibile dagli altri. (infanzia, pubertà, adolescenza, post-adolescenza, senilità)

La questione: cos'è che determina l'essere adulti?
Ciò che rendeva piuttosto complesso dare una risposata era attribuire una età a questo passaggio in quanto a differenza della altri fasi dello sviluppo, anziché, essere caratterizzata da evidenti cambiamenti biologici fosse legata soprattutto a quello psico-cognitivo.

Il passo successivo perciò era domandarsi se fosse anche uno "status" comunque raggiungibile al pari degli altri conosciuti o se invece molti individui non divenissero mai adulti nell'arco di una intera esistenza.

Non mi ricordo in questo momento che conclusioni stringessero i docenti e non ho neanche intenzione di sforzarmi a farlo...temo che se me ne sono scordato e le loro teorie hanno attraversato da una latitudine all'altra la mia calotta cranica senza lasciare alcunché una motivazione ci sia...

...perciò meglio non indagare; non sia mai che trattasi dell'ennesima delusione la cui matrice è votata alla solita inutilità pragmatica.

Accontentatevi che vi dica che, ovviamente, l'età anagrafica per conseguire il grado relativo all'adultità è da considerarsi al pari di una rondine che non fa' necessariamente primavera!

Stabilire le fasi di sviluppo psico-fisico del soggetto in formazione 
Nell'ambito della educazione degli adulti o andragogia , perciò, è sempre importante sapere anche con approssimazione la fascia di sviluppo a cui  appartengono i discenti ai fini della calibrazione dei prodotti formativi che tenga appunto conto di dover centrarsi su altri e ben più precisi canoni di progettazione.

Indi ragion per cui è importante che a prescindere dalla standardizzazioni in questo senso già ampiamente documentate in letteratura un formatore-progettista della formazione sappia stabilire anche indicativamente se i soggetti in formazione siano da annoverarsi tra gli adulti.

 CONCLUSIONI 
Personalmente sono convinto che sia giusto in ambito formativo render meno astratti i confini per stabilire tale status sociale mentre si può rimanere lascivi in altri settori dello scibile.(arte, sport, ecc.) dove invece non è necessaria tale focalizzazione.

Perciò, chi è da intendersi, soggetto "adulto"?

Ritengo valevole solo una risposta, ovvero:
"l'adulto è il soggetto che è capace di valutare le conseguenze delle proprie azioni, virtualizzandole ancor prima di compierle nell'ambiente reale/sociale e socializzato ed il cui pensiero riflessivo sia in grado retrospettivamente di auto-valutazioni di stampo critico-oggettive e quanto più possibili di utilità comunitaria.

E tutti gli altri? 

Questo è un blog di web learning design mica di psicologia....