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lunedì 15 febbraio 2016

Intervista a Chiara Bandelloni specialista E-Learning | Inbound marketing Strategist

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Intervista a Chiara Bandelloni E-learning specialist - Inbound Marketing Strategist su: blogging, web learning, formazione online,  content marketing, e-learning, storytelling, comunicazione.

Di norma una presentazione all'intervistato è quella parte di testo che un blogger usa per meglio distribuire gli spazi bianchi di una pagina web;

è una sorta di "aperitivo" che faccia da apripista ai piatti forti che seguiranno...

Già spazi bianchi ma non in questo caso in cui devo ragionare piuttosto su quelli che mi rimangono perché Chiara Bandelloni ci ha rilasciato una super intervista carica di contenuto e tanti spunti interessanti.

Ovviamente, anche questa volta ci tengo a precisare che trattasi di un'intervista di uno pseudo-blogger (io/me medesimo) ad una blogger che si avvale al 110% del media-blog:

'Webtelling' per fare formazione/comunicazione online.

Perciò niente apnee, rilassate la respirazione e prendetevi il vostro tempo e ne uscirete con un'ulteriore prospettiva sul mondo del blogging, nella fattispecie sulla formazione-comunicazione online e più in generale del web maturata da una specialista/professionista e-Learning ed Inbound Marketing Strategist.


Chi é +Chiara Bandelloni?

Sono una genovese classe 1984 e di professione faccio l'instructional designer. Tradotto, significa che progetto corsi e-Learning partendo dal materiale testuale a disposizione fino a creare contenuti multimediali, erogabili su diverse piattaforme.
Dopo aver frequentato il liceo classico sono approdata a Scienze della Comunicazione, dove mi sono laureata nel 2009.
A dispetto delle critiche spesso mosse a questa facoltà, ritengo mi abbia fornito buone basi per conciliare i miei studi classici con la passione per il web e le nuove tecnologie, facendo da trampolino di lancio per quello che è poi diventato il mio percorso professionale.
Alla fine del 2009 ho iniziato a lavorare in un'azienda, dove sono diventata 'responsabile' del settore e-Learning e dove ho imparato tutto quello che può servire per sopravvivere nel mondo del lavoro.
A inizio 2016 ho iniziato la mia nuova vita come libera professionista, una scelta soppesata e fortemente voluta, che spero di riuscire a portare avanti nel migliore dei modi.


Chiara, come nasce la tua passione per l’e-learning?

Avevo appena iniziato a lavorare nella già citata azienda come programmatrice Java, passando le giornate a decifrare schermate di codice.
Un giorno il mio capo mi prese da parte e mi chiese se volevo continuare su quella strada o se volessi prendere in mano la gestione della formazione a distanza per uno dei nostri principali clienti. 
Non ebbi il minimo dubbio.
L'e-Learning mi permette di conciliare le potenzialità della tecnologia con la creazione (o rielaborazione) dei contenuti, con la possibilità di comunicare qualcosa di utile a chi ne fruisce.
In pratica, racchiude in sé  le cose per cui ho studiato e che più amo fare.


Hai una tua idea di E-learning? E’ la stessa presente in letteratura, diversa o altrimenti quale?
Nel corso di questi anni ho continuato sempre a studiare e approfondire il settore, anche leggendo i blog di esperti come Tom Kuhlmann (uno dei miei guru) e tenendo d'occhio le community.
Grazie a questo confronto continuo, mi sono resa conto del divario enorme che esiste tra la concezione di e-Learning che mediamente abbiamo in Italia e quella del resto del mondo.
Un approccio completamente diverso, non solo nella considerazione che ha questo settore all'estero (da noi rimane marginale ed è considerato il primo ramo da tagliare via in caso di problemi economici...), ma anche per le tecniche che vengono applicate.
Quasi tutti i lavori con cui ho avuto a che fare fino a oggi, vedono il corso come una successione di schermate di testo, separate da una serie infinita di bottoni “next”.
Le interazioni che solitamente riesco a integrare seguendo queste linee guida si limitano a scritte a comparsa, animazioni e qualche gioco opzionale che intervalla i vari capitoli.
Ecco, questa modalità è considerata la peggiore (anche da me), in quanto noiosa e con un'efficacia praticamente nulla in termini di apprendimento.
I corsi migliori sono quelli che permettono di “esplorare” i contenuti, lasciando all'utente la libertà di scegliere il proprio percorso, e replicando gli scenari reali con le loro problematiche, lasciando che chi svolge il corso trovi le soluzioni seguendo le scelte messe a disposizione.
Sono i concetti che stanno anche alla base della gamification, che per fortuna inizia a farsi lentamente strada in Italia.
Naturalmente un approccio di questo tipo implica un investimento di tempo e risorse più ingente, il che costituisce attualmente il principale ostacolo alla sua diffusione: 

"parliamo di un contesto dove si cerca di risparmiare il più possibile, spesso a discapito della soddisfazione di chi i corsi li dovrà effettivamente fare



L’E-learning è richiesto dal mercato del lavoro attuale? 
Parliamo di un settore di nicchia, che richiede competenze specifiche e per il quale c'è sempre più richiesta: 
la formazione a distanza è sempre più utilizzata, in quanto pratica ed economica rispetto alla formazione in aula.
Oltretutto, la maggior parte dei corsi italiani che si trovano attualmente online sono molto basilari nella forma e nella struttura, senza grandi elaborazioni grafiche o azioni interattive al loro interno. 
Ci sono ampi spazi per coloro che decidano di specializzarsi in questo settore e rifarsi, anche solo in parte, alle tecniche da me precedentemente descritte, creando dei prodotti di qualità elevata. 
🎯➤ Un consiglio-suggerimento che mi sento di dare è anche quello di studiare bene l'inglese: non solo perché la maggior parte dei materiali online si trova in questa lingua, ma perché si crea la possibilità di lavorare anche con clienti stranieri, ampliando molto il proprio mercato di riferimento.


Quali sono i principali strumenti-software-applicazioni che ti senti di suggerire per fare E-learning? Ve ne sono web application/Online?
Intanto c'è da dire che al momento non esistono software gratuiti che si avvicinino anche solo lontanamente agli strumenti a pagamento disponibili sul mercato. 
Il panorama attuale impone un investimento economico iniziale in tal senso da parte del Instructional Designer
Il prodotto -offline- che reputo più valido è 'Articulate Storyline', sul quale è basata anche una florida community chiamata 'Elearning Heroes' un vero punto di riferimento per chi lavora in questo settore e mia continua fonte di ispirazione. 
Subito dopo cito 'Adobe Captivate', sul quale ho lavorato per anni: 
i suoi punti deboli rispetto ad Articulate sono la maggiore pesantezza del software e una community un po' meno vivace (e vi assicuro che quando vi trovate a gestire dei bug in fase di produzione senza un adeguato supporto sono dolori...)
Esistono strumenti che permettono di lavorare direttamente online, ma si tratta sempre di programmi a pagamento (il primo che mi viene in mente è 'Udutu')
Per quanto riguarda gli LMS (le piattaforme online che gestiscono i corsi), il panorama gratuito è più ricco e offre soluzioni come 'Moodle', a mio parere uno dei più versatili e completi in circolazione. 
Degni di nota anche 'Blackboard' e 'FormaLMS', quest'ultimo nato dal progetto 'Docebo', dopo che una parte della community ha voluto continuare a svilupparlo in chiave open. 


Che differenza corre tra uno specialista in E-learning e un apprendista-newbie che si da al "fai da te"?
La dedizione nei confronti dell'aggiornamento continuo e il fare pratica, sporcarsi le mani con lavori reali in diversi contesti.
Leggere tutti i giorni blog e articoli di settore e cercare online esempi da cui poter prendere spunto, quest'ultimo è un punto fondamentale per migliorare la propria tecnica.
Partecipare alle community è un ottimo modo per dedicarsi alla propria crescita professionale: consiglio il già citato 'E-learning Heroes', ricco di risorse gratuite, frequentato dai maggiori esperti del settore (Tom Kuhlmann, David Anderson ed altri) e da colleghi con cui crescere e confrontarsi.
'E-learning Heroes', inoltre, lancia con cadenza settimanale delle sfide a cui invita a partecipare i suoi membri, importanti sia per esercitarsi e mettere in pratica le conoscenze acquisite, ma soprattutto per trarre ispirazione dai lavori altrui caricati. 

"Anche curare un blog, dove condividere le proprie conoscenze e i propri progressi, è un notevole incentivo per coltivare questo impegno/ formazione continua

Infine, cercare di analizzare i propri corsi una volta conclusi, chiedendo un feedback a chi li ha svolti per individuare i punti di forza e quelli di debolezza. 
La messa in atto di tutte queste pratiche delinea una netta differenza tra un professionista serio e chi si occupa di e-Learning in modo occasionale o superficiale, facendo il minimo indispensabile per la consegna del lavoro richiesto.
Non mi piace parlare in termini di “specialisti” e “apprendisti”: 

"dovremmo essere tutti apprendisti nell'approccio a questo lavoro, abbiamo sempre qualcosa da imparare e migliorare.

Se vogliamo elencare le competenze di base, occorrono: 
 A) una buona padronanza della lingua italiana (e/o inglese), visto che si parla di creazione di contenuti, B) dimestichezza con gli strumenti informatici - qualche base di programmazione non guasterebbe - ed in termini di qualità può fare la differenza avere D) buone capacità grafiche, nonostante in rete si trovino molte risorse gratuite.


Quali sviluppi/anticipazioni per il futuro prevedi nell'ambito dell’E-learning?
Dopo il peso sempre maggiore assunto dal e-Learning nel corso del 2015, destinato ad aumentare sempre più anche nel 2016, le tendenze future del settore sembrano orientarsi verso l'integrazione di tecnologie come Google Glass, Oculus Rift, Apple Watch
ossia su strumenti esterni utilizzati per arricchire l'esperienza formativa e renderla sempre più slegata dai device tradizionali.
Si parla comunque di tendenze ancora lontane dalla realtà italiana.
Più vicini a noi sono, invece, la gamification, che riscrive totalmente il modo di costruire i corsi, e i sistemi basati sul Cloud, di cui 'Docebo' è un ottimo esempio.


Che definizione daresti di ‘Web Learning’ e quali differenze trovi rispetto al E-learning?
Vedo il Web Learning come un tipo di evoluzione del e-Learning e non come un elemento separato.
Il Web Learning delinea un tipo di apprendimento che va oltre il singolo file 'SCORM' e l'LMS, per estendersi al web tutto, alle possibilità di autonomia che offre muovendosi tra risorse, siti, blog e piattaforme diverse.
L'approccio più vicino che conosco in ambito di e-Learning è quello del 'Four-door Model', dove le persone hanno la libertà di fruire dei materiali nella modalità e nell'ordine desiderato, attingendo anche a risorse esterne.
Anche il formato 'Tin Can', che è l'evoluzione dello 'SCORM', va in questa direzione: permette di tracciare una varietà di elementi diversi non necessariamente situati all'interno della piattaforma 'LMS'.
Probabilmente in futuro la formazione online saprà sempre di più integrare il meglio di entrambi gli approcci.


Da blogger che ruolo dai al blog inteso come strumento mediatico per il tuo ambito di lavoro professionale?
Vedo il blog come il cuore pulsante del sito di un professionista, che a sua volta ne costituisce il biglietto da visita sul web e, oramai, nel mondo.
Studiare un calendario editoriale, trovare approcci e contenuti sempre nuovi e condividere le proprie competenze, significa dare alla propria nicchia quello che cerca e impegnarsi per diventare i punti di riferimento del proprio settore; questo porta a 2 benefici:

  1. Tenere viva la propria motivazione, impegnarsi a confrontarsi con gli altri mantenendosi sempre aggiornati;
  2. Fare in modo che sia il lavoro a trovare te, non tu a cercare il lavoro.
Per questo ritengo il blog uno strumento fondamentale e la sua cura una parte integrante della propria attività professionale.


Cos'è l’inbound marketing? Attualmente come vedi la situazione Italiana rispetto al 'inbound marketing'?
Il concetto che sta alla base del 'Inbound Marketing' è quello che ho già citato parlando del blog, ossia fare in modo che siano i clienti a trovarti senza doverli andare a cercare.
- Questo come si ottiene? 
Con la creazione di contenuti interessanti, che rispondano ai bisogni del nostro target di riferimento, una presenza curata sui social network, l'ottimizzazione SEO e una buona strategia di email marketing.
Strettamente connesso al 'Inbound Marketing' è lo 'storytelling', che permette di trasformare i valori di un brand (o di un professionista) in una narrazione in grado di toccare le corde emotive dei lettori.
Sono competenze che mettiamo già in pratica curando un blog e promuovendolo in giro per la rete, cercando di fidelizzare i nostri lettori.
In Italia possiamo vantare persone molto competenti in questo settore e sempre più brand stanno iniziando a capire come l'approccio tradizionale di una pubblicità che interrompe la fruizione dei contenuti non funzioni più.
Anzi, un comportamento di questo tipo irrita i navigatori, che ignorano questo tipo di messaggi e cercano autonomamente le informazioni che rispondono alle loro necessità.
Occorre saper intercettare i loro bisogni e catturare il loro interesse con contenuti di qualità.
Se poi aggiungiamo che i lead ottenuti con l'Inbound Marketing costano mediamente meno della metà rispetto a quelli provenienti dal marketing tradizionale, ci sono tutti i motivi per credere che assumerà sempre più importanza.


Chiara mi sembra evidente che tu ami il web e nutri una forte passione per esso; perciò, ti senti di avere una spassionata fiducia in questo mezzo mediatico o hai radiografato anche dei difetti, magari delle metastasi sistemiche, delle criticità?
Sono spudoratamente di parte, lo ammetto. 
Del web vedo soprattutto il potenziale: fornisce accesso a infinite possibilità di informazione e conoscenza, apre a innumerevoli contatti, permette a chiunque ne acquisisca dimestichezza di mettere in luce la sua professionalità.
I suoi schemi evolvono sempre, stimolando a mantenere quell'attitudine mentale volta alla crescita continua, il contrario di quello che si verifica in molti posti di lavoro tradizionali.
Di fronte a questo potenziale, le sue criticità mi paiono irrilevanti.



Conclusioni & Ringraziamenti

Grazie Chiara! 😊

Innanzitutto, ci tengo a confessarti che ho appreso tantissimo dalla tua intervista, l'ho trovata oltremodo istruttiva, ricca d'indicazioni e preziosi suggerimenti.

Sono certo non tradirà l'aspettativa dell'utenza, oltretutto, contemplata in tutte le sue accezioni-variazioni-sfumature di expertise.

Caratteristica quest'ultima di fondamentale importanza nella formazione online intesa in tutte le sue possibili declinazioni.

Ma soprattutto grazie del tuo tempo, che so' essere già poco e che con molta probabilità ho appena fatto in tempo a sottrarti, in visione ed all'insegna di un 2016 rovente da freelance super richiesta! 😉