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venerdì 8 aprile 2016

Un formatore non piange

formazione blog blogging comunicazione

Chi segue il mio blog sono certo che è oramai al corrente forse sino alla nausea di quanto ci tenga ad evidenziare il legame intrinseco tra formazione e comunicazione che ha luogo quando uno specialista adopera un blog a livello professionale.

Il legame tra formazione e comunicazione non è scontato
Anche se può sembrare banale oltre che assai scontato per i puristi del settore il concetto appena espresso non è poi così chiaro nella mente di tutte le utenze che pur utilizzando quotidianamente piattaforme di blogging al fine di apprendere nozioni ed informazioni a loro utili paiono diniegare tale evidenza empirica pur palesandosi dinanzi ai propri occhi.

Una parentesi la mia, anche se breve, che ci tengo a spendere a favore di una consapevolezza tributaria rispetto a ciò che prima il web e poi i blogger quotidianamente ci offrono in termini di risorse e tanti altri aspetti potenziali per fini formativi.

Oltremodo, ritengo il blog uno strumento capace di far fare al formatore dell'ottima auto-analisi terapeutica in virtù delle sue caratteristiche tecnico-peculiari come delle sue origini ataviche in cui dal blog dedito all'autobiografia siamo giunti addirittura sino a quello contemporaneo di stampo corporate.


BLOG = + scrivi + il pensiero riflessivo si implementa
Una piattaforma di lavoro in cui l'esercizio alla scrittura non solo consente di affinare le capacità comunicative multi-mediali ma genera anche una sorta di flusso continuo di reiterazione a livello
riflessivo/ concettuale in cui i risultati si misurano con registri ed indicatori diversi da quelli consuetudinari, ovvero quelli della: crescita emotiva.

Probabilmente è proprio a causa della mancanza di un legame evidente tra la comunicazione e la formazione che molti specialisti anziché preoccuparsi della propria offerta formativa disperdono preziose energie per lamentarsi ad esempio dei troller i quali di norma poi sono seguiti subito a ruota da quella cattiva pratica insita, a dir loro, nel rilasciare commenti negativi ed ingiustificati nello spazio dedicato sotto ai post.

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La paranoia ingiustificata dei blogger rispetto ai troller
Ma a proposito di quest'ultimi mi sono chiesto: è giusto annoverarli sempre e solamente a ragioni distruttive?

Magari sono figli di una medesima cattiva forma di comunicazione la quale ho origine di riflesso come riposta al nostro carattere così tronfio e chiuso da oscurarcene invece la vera natura il cui scopo probabilmente non è sempre fine a se' stesso ma cela una criticità nella nostra capacità di auto-analisi.


Un formatore converte un aspetto critico in un punto di forza
Ha già approfondito al questione dei commenti negativi e le relative metodologie per non cadere nei tediosi quanto oziosi vortici limacciosi della critica fine a se' stessa perciò il "messaggio" di questo post e tutt'altro ed intende focalizzarsi su un aspetto che per quanto evidente non è poi così scontato e che differenzia il vero formatore dal comunicatore come chi aspira a diventarlo o apprende per farlo ed è la capacità iper desensibilizzata nei confronti delle critiche distruttive come quella invece ipersensibile rispetto a quelle dal potenziale costruttivo (anche se celato).

Una capacità di analisi che trascende la forma - modalità - registro comunicativo dell'interlocutore ma anche una forma mentis aperta ed un atteggiamento/ approccio rivolto primariamente verso l'auto critica piuttosto che la condanna.

"Il risultato di questo processo è un equilibrio emotivo al di sopra delle parti o comunque assai ferrato e stabile che resiste alle provocazioni


 CONCLUSIONI 

Perché a mio parere quando si fa' formazione attraverso un blog una tra le prima cose da tenere a mente è che il formatore tra le sue multi-competenze-skills è innanzitutto un motivatore che fa' coaching, un mentore online che per primo si dovrebbe ergere ad esempio e non a narratore onnisciente dall'atteggiamento sterile ed autoreferenziale.

Perciò, in definitiva, un formatore non piagne!


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