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domenica 9 ottobre 2016

Storytelling: l'amico in fondo al cuore

Storytelling cuore amore amicizia prigionia blogging
[...C'è chi dice che non esista la libertà ma solo un'idea di essa e che ci manchi in verità un qualcosa di impalpabile sono nel momento in cui ne veniamo privati, una teoria che trova dopotutto fondamento quando la vita contemporanea ridotta al netto comporta la quasi l'assenza di minuti trascorsi sotto la luce del sole ed il dover impazzire per colmare quel vuoto che solo la fame sa regalare tra un pasto ed un altro.

Essere prigionieri di un ruolo a prescindere

La routine è un continuo succedersi delle medesime operazioni in cui ad essere dato a morte certo non è solo il bieco romanticismo, la sua immaginazione quasi oramai una forma di perversione la quale non può perdersi neanche dietro la speranza di un autentico miraggio al soldo del cambiamento ne tanto meno dipendente dalla volontà, chissà forse è per questa ragione che taluni uomini cercano di mutare.. ma se la realtà intorno a loro non compie il medesimo sforzo a che pro farlo?

In questo senso la galera è una rassicurazione una certezza di trovare alla sera un letto su cui dormire ed un pasto per sfamarsi e perché no anche l'occasione per un sociopatico di farsi due amici, una sorta di garanzia contro la solitudine altrimenti impossibile nella vita da "liberi".


La libertà è forse recitazione? 
Quando invece, lui si sentiva prigioniero esclusivo della sua mente, dei suoi ruoli e personaggi in un incalzare ripetitivo e monotono di eventi e deliri vari per una psicosi finale che avrebbe fatto assai volentieri a meno di vivere.. fuggire era forse un'alternativa?

L'avrebbe aiutato a sopravvivere per evadere da tale fotocopia della vita reale facendo un patto con un riflesso di sé se non altro come protagonista diversamente vivo delle proprie storie?  [...]


Memoria, storie e storytelling

Ciascuno di noi ricostruisce con la propria memoria il vissuto creando così storie, tanto che addirittura il medesimo evento esperito da due persone diverse produce altrettante versioni differenti, una storia quindi ha tante chiavi di lettura poi quanti sono coloro che la odono e non necessariamente l'autore ha l'obiettivo di trasmettere attraverso di essa un 'messaggio' o perlomeno quel messaggio universalmente riconosciuto dai + ma è suo obiettivo ed abilità cavalcarne l'immedesimazione toccando vari punti chiave e corde delle personalità al fine di attecchirvi con la loro parte più profonda e stimolare dunque una reazione qualunque essa sia compreso il rischio di generarne una avversa e risentita per quanto non voluta ne' desiderata.

Voglio dire che l'interpretazione di una storia nello storytelling è appannaggio del lettore e passa per la sua comprensione - attribuzione di significato che è libera e non necessariamente corrispondente al senso/messaggio che l'autore intende trasmettere ed infondervi.



Perché faccio storytelling 
Perché ho inesorabile bisogno/necessita di esercitarmi alla scrittura magari nel frattempo farlo pure divertendomi e provando piacere, per il resto quindi niente messaggi subliminali né impliciti né tanto meno intrinseco-semantici ognuno è libero di dare le chiavi di lettura che meglio crede magari sospinto da quel motore potente il cui innesco avviene agganciandosi attraverso il meccanismo dell'immedesimazione ma lungi da me avere intenzioni subdole o persino mire losche.

L'unica 'messaggio' è che ho necessità di scrivere ed esercitarmi a farlo nella fattispecie sul mio blog canale che necessita d'essere rimpinguato pena altrimenti sentire il calendario editoriale piangere, perciò sperimento e mi sono dato alla storytelling.

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[...Un uomo passa tutto il tempo a scrivere, farlo è il suo rifugio ma anche la sua prigione, il mondo rimane tutto fuori anche se ogni suo tentativo è speso per infilarcelo dentro.. [...]


3° personaggio: l'amico

Allora amico mio, come va? Jesus, che dire ..ho perso la stabilità nel lavoro, negli affetti, per giunta sono preso per le palle dal mio editore e da una banda si psicopatici uniti da legami tutt'altro che tribali...

..Beh direi che è magnifico, caxo ti invidio, insomma niente limiti, orari da giustificare... e quant'altro, niente seccature, vincoli di nessun genere  ..amico puoi alzarti la mattina e decidere cosa fare senza nessuna condizione ne' limite alcuno, WOW beato te!! ..Si bello mi piace, dai sono felice per te, eh ehe.


Toccato il fondo ne esiste sempre 1 + profondo

In fondo al cuore esistono profondità mai viste ancora inesplorate dai più e che solo il legittimo proprietario di quel muscolo può percorrere fino a toccarne le viscere, chi dice di sapere che vi è un solo fondo si sbaglia e non sa quel che dice perché ve n'è sempre uno posto più in giù al di sotto di esso.

I relitti che popolano le profondità dell'anima che un uomo pensa di conoscere in un dato momento della propria esistenza vanno prese per buone solo se il suo percorso dovesse cessare in quel preciso istante, l'unica è la fine lei sola può essere salvezza rendendoci così ignari, perché solo loro non sapranno mai quanto è profondo il dolore quello che non trova e non ha fondo alcuno nel cuore.


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