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domenica 13 novembre 2016

Ma sei duro? Non esiste il content marketing sicuro!

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Se decidi di fare sempre e solamente blogging sicuro poi però non lamentarti che il tuo content marketing ne risente, talvolta per toccare il cielo con un dito devi rischiare!

Ovvia ne abbiamo dette fin tante, se non perfino troppe sin'ora sull'affascinante mondo del blogging, il web writing più in generale ed altrettante su come il content marketing si leghi a ciascuna delle due attività appena citate ma ho trattato al quanto poco come stabilire nuovi standard o trovarne per praticarlo con successo comporti avere coraggio, tanta applicazione continua ed un indomito senso di non appartenenza al confortevole e rassicurante senso di sicurezza altrimenti noto come sindrome dell'abbandono della confort zone la quale rende improbabili strizzoni celebrali al povero blogger-web writer malcapitato quando si ribella contro se' stesso per lasciare i sicuri lide delle proprie tematiche preferite e predilette che tratta quotidianamente con perizia, ricercatezza stilistica ed infinita tranquillità per volgere il proprio sguardo altrove non dove ti porta il cuore ma verso guarda cosa bisogna fa' per tirare a campare.


Confort Zone e blogging: 2 aspetti nemici del Content Marketing
La confort zone in cui eravate soliti gravitare come blogger che si limitavano a trattare solo ed esclusivamente argomenti a loro prediletti ed attinenti alle proprie conoscenze è oramai appannaggio del passato quando per vivere bastava aggrapparsi a fare blogging "sicuro" mentre oggi il content marketing equivale a farlo senza protezione alcuna, quasi moderatamente ed equilibratamente spregiudicato capirete perciò i rischi che questo comporta specie se percepiti lato committenza ansiogena date le convinzioni ferme e rassicuranti che le vede ingaggiarvi.


Il content marketing non è solo un contenuto che vende ma la vendita del contenuto stesso
E' innegabile però che essere blogger non significa essere degli educatori e che l'attività di evangelizzazione debba essere delegata a ben altre figure professionali, una volta lo spietato mondo pubblicitario era solito chiamarli account ad oggi comunque si lascino nominare è necessario che se ne occupino parimenti a come avveniva allora puntando sulla serietà e la capacità dell'ignaro content marketer da una parte e dall'altra sull'abilità-capacità di saperlo vendere in base alla reale aspettativa attesa nei confronti del suo talento e dei risultati che può produrre.
Ma questa non è certo l'america di quegli anni ruggenti le sigarette vietate e l'alcol sul lavoro ha una reputazione peggio dell'olio di palma.

Per questa ragione è opportuno dire che il content marketing non si limita al solo contenuto che vende ma è anche l'attività presente a monte utile a venderlo che ne fa un prodotto da intendersi così completo, altrimenti son dolori e poi siamo costretti a sentire quegli eterni lamenti/litania di chi condanna il content marketing a pratica farlocca che appunto non funge.

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Il content marketing non prosciuga comunque i tuoi soldi-risorse
Bisogna anche però tenere a bada gli entusiasmi perché per i miracoli è bene presentarsi altrove riempire un blog di contenuti mirati al marketing non garantisce di riflesso di divenire gli imperatori esclusivi del web talune volte si può essere presenti in maniera preponderante, altre in porzione minore attraverso contenuti più esaustivi o meno l'importante è esserci mantenendo una presenza costante nei ritmi di pubblicazione e di qualità tecnica in cui sia contemplato nella cura-gestione del calendario editoriale di un blog un corollario che spazi dai contenuti evergreen a quelli dalla rapida obsolescenza passando per quelli corti e quelli lunghi con annesse tutte le variazioni creative che le infinite declinazioni al blogging consentono ad un autore web di poter con perizia interpretare.

Affidare la gestione del content marketing ad uno specialista perciò non va misurata a garanzia di risultati immediati ma come un investimento distribuito sul lungo termine.
+Francesca Anzalone è piuttosto chiara in merito sul perché sia conveniente rivolgere lo sguardo verso il web e non altrove per gli investimenti-business futuri a fronte di un incremento significativo del 10% degli utenti presenti online.


Per il resto pare che ancora non ci siano regole ben definite e se per alcuni tutto ciò può essere ragione destabilizzante senonché addirittura angosciante io lo trovo altamente affascinante oltre che gratificante ma ci vuole coraggio, la testa dura e un'insana propensione al complicarsi l'esistenza fingendo di non ascoltare quella vocina insistente che continua ad intimarvi sul chi ve lo fa' fare difficile com'è già di per se?
E per cui risponde che è meglio restare a fare blogging "sicuro".

Sta a voi decidere se sia meglio garantirsi così un non futuro o iniziare a lavorare sin da adesso per avere poi una propria figura professionale oltretutto assai richiesta, d'altronde oramai lo sanno anche i muri: la sicurezza sventuratamente, oramai, non garantisce da tempo alcunché!

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