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mercoledì 8 febbraio 2017

Anche i marketer hanno un'anima - intervista Andrea Cossovel

marketing advertising blogging copywriting
Intervista ad Andrea Cossovel specialista in marketing - advertising su: copywriting, blogging, formazione, comunicazione, SEO, web usability.

Quando ho contattato +Andrea Cossovel per proporgli l'intervista mi diceva di non essere ancora una voce autorevole nel web - a me questa cosa ha fatto subito sorridere - eppure il suo blog a me dice ben altro, perché come sapete mi baso sui contenuti che vi trovo pubblicati per poi procedere con inoltrare la richiesta per sapere se me ne concedono appunto una.

Sempre più "capitani di ventura" provano a solcare i mari di internet, navigare in queste acque non è certo affar facile la minaccia di seguire una rotta sbagliata è sempre in agguato tant'è che imbattersi prima o poi in un iceberg insito nella propria motivazione non è una cosa inusuale.

"Il rischio è di finire per rivelarsi solo una meteora passeggera magari pure luminosa e dalla traiettoria estesa ma pur sempre afflitta dalla volubilità di un fenomeno temporaneo. 


Per questa e molte altre ragioni a mio modo di vedere il blog resta uno strumento orientativo fondamentale per quelli come me a cui un semplice sito web non è più sufficiente per raccontare abbastanza sullo specialista online che intendo valutare.
Quindi il blog non è uno strumento accessorio-tangenziale o che fa da sfondo al sito web bensì il mezzo attraverso cui parlate del vostro business e guidate gli utenti per indirizzarli sui servizi che proponete online. Non sottovalutatelo e se proprio non potete ingaggiate uno specialista web per farlo curare-gestire a dovere!
Ma in fatto di marketing posso appena scaldare i motori meglio lasciare parlare chi realmente se intende eppure molto da vicino, vai +Andrea Cossovel - www.cossovel.com - illumina noi poveri blogger-copywriter, zoccolo duro, ancora non scesi a patti con la materia oscura che brancoliamo nelle tenebre e nei bassifondi delle SERP e proprio non vogliamo intendere che siamo tutti in vendita o meglio per lavorare prima dobbiamo riuscire a vendere il nostro prodotto.



Ciao Andrea Cossovel, rompiamo gli indugi e andiamo subito al ‘focus core’ del tuo blog. Ci parli di cosa si tratta il metodo conversion-rate?

Innanzitutto grazie per questa intervista, Antonio. Mi fa molto piacere essere qui.

Più che di metodo, direi che è il caso di parlare di approccio: destrutturante e focalizzato sui meccanismi, come la tua domanda. Il focus core è nella massimizzazione delle conversioni, è da qui che viene il nome conversion-rate.it 

Sotto il profilo strategico, la linea è davvero molto semplice: offrire contenuti di qualità superiore. Ti faccio un esempio di ciò che voglio dire: se vai a vedere la mia ultima risorsa, il post sulle tecniche di copywriting, troverai che la quantità di tecniche è di un ordine di grandezza superiore rispetto agli altri post sull'argomento

Non punto ad avere un blog con decine e decine di articoli mediamente interessanti. Quello che voglio è isolare degli argomenti specifici e attorno a questi creare la migliore risorsa online in assoluto. Preferisco un piccolo teatro con un pubblico selezionato e la scena tutta per me, piuttosto che un grande palco affollato e un pubblico rumoroso.

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Sotto il profilo della scelta degli argomenti (non so se è questo che mi chiedevi, nel caso dammi un calcio che la smetto subito) il concetto è la contaminazione.
Nel marketing si mescola tutto, ad esempio per fare ottimizzazione delle conversioni devi maneggiare una quantità di discipline e farle stare in equilibrio.
Quindi trovare nuove formule di mescolare idee e discipline è molto importante.

Un esempio: prendi la SEO. Ti viene in mente qualche tecnica che sia soltanto SEO? A me vengono in mente poche cose: tecniche di base non sempre molto importanti, impostazioni strategiche e naturalmente il black hat. La mia impressione è che generalmente i bravi SEO oggi sappiano anche scrivere bene, coinvolgono blogger e giornalisti, fanno A/B test, social marketing, creano relazioni per fare link building eccetera.
Poi arriva quello che trova una formula esplosiva composta di SEO e metodologie di PR e dà uno scossone al mercato.

Questo è solo un esempio. Il punto è che oggi nel marketing le discipline si mescolano e sono interdipendenti come non mai.
Quindi c'è bisogno di approcci aperti e interdisciplinari, saper sposare le regole generali con le nuove tecniche, in modo flessibile e non dogmatico. 
Non è una questione astratta, c’è chi si fa molti soldi con questo trucchetto.


Permettimi una curiosità ho visto che anche tu come me provieni da una formazione prettamente umanistica eppure lavori sul digitale nella gestione e cura dei contenuti di un blog. Questo è traducibile come un aspetto peculiare o una manchevolezza rispetto a chi detiene invece una formazione prettamente tecnica? In che misura ritieni esse convivano nel web? È possibile che il blog sia il crocevia tra le scienze umanistiche e tecnico-scientifiche?

Non credo che sia la formazione di base a determinare il successo o meno di un’attività nei media digitali: se ti interessa una cosa te la studi e poi la sai, punto. Ora più che mai, vista la facilità di reperire informazioni. Insomma non la vedo tanto una questione tra discipline tecniche o umanistiche. Piuttosto la questione è se hai la voglia di fare dell’apprendimento uno stile di vita oppure no. Solo questo è rilevante secondo me.

Detto questo, avendo in realtà ricevuto una formazione sia tecnica che umanistica, la mia impressione è che le nozioni tecniche siano utili per fare le cose che vuoi fare, quelle umanistiche imprescindibili per aprire orizzonti e scegliere direzioni. Come dicevo non serve avere un master. Basta andare su Youtube, scrivere “Aristotele” e dopo 5 minuti sei più ricco. Facile no? 

Sulle potenzialità dello strumento blog e della rete in generale, penso che siano totali. Non voglio ripetere il solito discorso sull'esplosione della conoscenza, vorrei però dire che secondo me arte e scienza hanno sempre convissuto benissimo: tutte le arti sono straordinari banchi sperimentali e serbatoi di tecnica, al contempo tutte le scienze si nutrono di momenti creativi e grandi sforzi di caparbietà.
Trovo molto utile distinguere l'attività di ricerca da quella di applicazione tecnica. Ma questo è un altro discorso.
Per tornare a noi, credo che la rete o i blog siano un fantastico crocevia, non solo tra arte e scienza e tecnica, ma tra tutti gli ambiti del sapere. 


Che percorso formativo hai seguito per maturare le tue competenze spendibili sul web?

Se parliamo di competenze informatiche le basi le ho ricevute alle scuole superiori. Anni dopo ho seguito un corso di multimedialità e poi ho continuato da autodidatta. 
Marketing & affini  invece, tutto da autodidatta: libri e blog offrono una ricchezza inestimabile a un prezzo nullo o ridicolo. E poi mi ha aiutato l’esperienza nelle agenzie: ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di professionisti di altissimo livello che mi hanno insegnato molte cose.


Da dove nasce la tua passione per il marketing e quanto il blog è da ritenersi come strumento asservito alle finalità che tale ambito si propone di conseguire?

La mia vera passione è il business, veramente. Da dove nasca non ne ho memoria. 
E come mai? Provo a raccontartelo con una storia...
Da bambino ogni settimana mia madre mi portava a messa. E fin qui è tutto abbastanza normale, dirai tu. 
Il punto è che quando arrivava il momento delle offerte, io mi mettevo a calcolare il volume dell’incasso sulla base di parametri che fissavo sommariamente: il volume delle presenze e una stima di offerta media che facevo spiando quelli vicino a me. Avrò avuto sette anni. 
Me li ricordo benissimo quei momenti. Anche l’ordine di grandezza dei miei calcoli mi ricordo. E certamente erano sbagliati. In difetto. 
Ma a me, allora così piccolino, quelle cifre sembravano enormi. E poi lo sapevo che la mia stima era pessimistica.
Avvenne così che una domenica, di ritorno dalla messa, pensando a tutti quei soldi, dissi: “Mamma, ho deciso. Da grande voglio fare il prete”. 
Lei è quasi svenuta. Per fortuna le è bastata una domanda per capire come stavano realmente le cose. Ma per un istante ha pensato a una vocazione precoce. Questo me lo ha rivelato anni dopo. Ah, le mamme...


Quanto è importante il web design affinché un blog possa convertire? Vi sono degli aspetti che suggerisci da enfatizzare utili allo scopo? 

Dunque, dal punto di vista della sola estetica l’importanza del design dipende molto da chi lo fa e moltissimo dal pubblico a cui punta. Fermo restando che una buona grafica non guasta mai, un blog rivolto ad architetti può aver bisogno di canoni estetici molto più curati di un blog rivolto a ingegneri informatici. Però questa polarità si può invertire se il blog per gli ingegneri è della Apple e quello per gli architetti è un grossista di piastrelle. È solo un esempio, forse un po’ brutale, giusto per capirsi.

Dal punto di vista dell’usabilità, dell’interazione e dell’esperienza d’uso, in linea di principio ciò che conta di più è che il blog non sia organizzato in modo strampalato e che abbia i richiami all’azione abbastanza evidenti e in punti strategici.

Sempre, dico sempre, il web design è di un ordine di importanza inferiore alla strategia e ai contenuti.

Un suggerimento? Usa più richiami all’azione in punti diversi e possibilmente con diversi argomenti di conversione. Vedi alla voce “lead magnet”.

Conversion rate marketing about convertire
Conversion Rate: cos'è?


Usi WordPress come CMS per il tuo blog, è la piattaforma di blogging ideale per incrementare le conversioni? Perché l’hai scelta a dispetto delle altre?

Ci sono molte valide piattaforme e le conversioni dipendono più da cosa dici e come lo dici che dalla piattaforma che usi. Wordpress per un blog è fantastico perché ha un magnifico pannello di gestione, perché è nativamente strutturato per i blog e soprattutto perché ha una straordinaria comunità di sviluppo che permette una grande capacità di espressione anche a chi non è esperto di programmazione. Ecco, bisogna solo stare attenti a non esagerare con gli accessori e stare attenti che non compromettano la velocità di caricamento delle pagine: quella sì che è un fattore di conversione.


Quale capacità non deve mancare ad un copywriter per riuscire a convertire con i suoi testi?

Se devo racchiudere tutto in un’unica capacità, penso all’empatia. Chi legge o ascolta i tuoi testi è sempre una persona. Sembra banale ma vedo che questo viene spesso dimenticato in virtù di una visione meccanicistica dei processi di conversione.
E poi non credo che l’empatia sia un dono di natura. Si impara. Tra l’altro mi pare che il copywriting sia una delle migliori discipline per farlo.
Se posso aggiungere qualcosa, secondo me sono indispensabili anche altre capacità: la sintesi, l’autocritica, la capacità di imparare dagli altri “smontando” la loro comunicazione, la voglia di sperimentare… e naturalmente la capacità di leggere tutto il mio post sul copywriting!


Nel tuo ambito di competenza viene prima il marketer che c’è in te o il blogger-copywriter?

Viene prima il marketer, il copywriting è una delle discipline che uso e di cui tratto. Una delle più importanti devo dire.

Hai un libro-testo che ritieni essere un must have per la professione del blogger-copywriter o che ti ha particolarmente ispirato in generale per diventare lo specialista unico ed univoco che sei al momento online?

Per il copywriting consiglio “the Ultimate Sales Letter” di Dan Kennedy. 
Mi ha ispirato molto “Il business senza segreti” di Richard Branson, forse anche perché mi ha colto al momento giusto.


Dal tuo profilo Linkedin emerge che sei uno specialista web di lunga data quale suggerimento ti senti di dare a chi ha iniziato a cimentarsi con un blog perché non si imbatta subito con risultati sconfortanti? 

Sì. Innanzitutto bisogna separare lo sconforto dai risultati. Sono due bestie diverse e vanno domate con strumenti diversi. E poi fare tonfi è inevitabile, la cosa importante è cercare di capirli. Quindi il mio consiglio è di stabilire sempre degli obiettivi, anche se sommari: la cosa peggiore è non raggiungere qualcosa che non si sa cos’è.
Un’altra cosa importante è verificare che ci sia interesse nell’argomento che vuoi trattare - e magari anche la concorrenza su quel tema - prima di mettersi a scrivere. Utili strumenti per farlo sono Buzzsumo, Google, la Moz toolbar, solo per citarne alcuni.


Hai valutato di fare ulteriori prodotti formativi da erogare online avvalendoti di format alternativi in aggiunta ai post del tuo blog come podcast, eBook, web book, ecc.. ?

Certamente. Su conversion-rate.it ci sono già alcune risorse scaricabili gratuitamente, che andranno aumentando nel tempo. Per il futuro più in là ho in mente prodotti più compiuti e complessi.


Prospettive per il futuro? Dai dacci qualche anticipazione.. 

Video tutorial, prossimamente sulle You Tube frequenze...


Grande Andrea! 😃 Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente appena ho finito di redarre l'intervista, piacevole da leggere, sintetica a tratti pure divertente ma densa di contenuti, dritte e spunti interessanti oltre che preziosi. Mi sono divertito.. questa è la formazione trattino comunicazione che adoro e prediligo; non solo la trovo coinvolgente ma è capace di veicolare i messaggi senza peso alcuno per un apprendimento così incisivo che si fissa al pari di un tatuaggio nella memoria a lungo termine.
Quando parlo di comunicazione e formazione che si incontrano trovando la loro soluzione di sintesi nel blog alludo proprio ad un risultato di questo genere e l'aspetto di cui sono più soddisfatto - ma non diteglielo 😜 - è che sia avvenuto proprio ad opera di un "marketer" che il paradigma imperante vorrebbe vedere come lontano da tali standard passatemi il termine ibridati, ovvero, nei panni degli specialisti impegnati a conseguire solo vendite a tutti i costi.
Ehe eh.. dunque, anche gli specialisti del marketing hanno una anima?
No credo sia tutto riducibile ad una questione di questo calibro quanto piuttosto sia imputabile ad un mix di talento, abilità e capacità intrinseche al professionista stesso ed Andrea Cossovel lo è e ci riesce, punto e basta anzi no: bravo e complimenti!! 😉


Che fai te ne vai e non condividi?
Eh..NO!