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domenica 12 febbraio 2017

Storytelling: esemplificazione mortifera

storytelling comunicazione blogging
Un post in cui prende corpo un mix tra storytelling, copywriting e blogging con un gioco di parole che fa' da finale. 

Storytelling: con tutto questo teorizzare il rischio che si corre è di perdersi nelle citazioni e voler spiegare una cosa che poi è tutt'altro che prodotto di teorizzazioni, insomma si finisce per non farla!

Come con il sesso più se ne parla e + dopo viene male, anche se non è mica sempre vero, lo storytelling sono sempre più fermamente convinto che venga bene quando fuoriesce dalle budella, naturale, istintivo senza forzature.

Non ho detto che non si debba lavorarci su', ovvio, tuttavia gli abili narratori raccontano con una naturalezza che non appartiene ai pessimi bugiardi, sono loro a non reggere la differenza tra verità e finzione e a dimostrar così di non saper vivere il raccontato. Tant'è lo sentono quasi sempre in prima persona finendo per fraintendere lo storytelling ma anche la più blanda delle riflessioni esistenziali.

Ma se c'è immedesimazione l'obiettivo è stato raggiunto comunque non importa come ed è questo a mio avviso il meccanismo "perverso" ma anche affascinante di saper raccontare e di riuscire a farlo appunto attraverso la narrazione di storie.

Ora è possibile nel blogging far incontrare e convivere sotto il medesimo tetto di un articolo di un blog copywriting e storytelling?

Secondo me si, e ci proverò in questo post se poi sarete di un parere diverso, discordante ma anche concorde promettetemi che me lo farete sapere attraverso i commenti, e su dai... 😜


Il Testimone

Veder aggirarsi tra i corridoi della facoltà questa sottospecie di stacanovista frustrato di neanche quarant'anni alto perché il metro e novanta lo superava eccome tutto curvo ingobbito nella sua tristezza anziché ad un giovane professore promettente faceva piuttosto pensare ad un "non giovane" sfigato che si trascinava in miniera e non ad insegnare a classi dove la percentuale di densità femminile fatta eccezione di un gay non contemplava forme di antagonismo alcuno.

Deambulava per i corridoi dell'ateneo con una borsa in una mano, spettinato, il corpo affogato nell'abito d'ordinanza tale era la sua magrezza ed un atteggiamento perennemente assorto nei pensieri e quello sarebbe dovuto essere un uomo tranquillo da serena vita accademica?
Così conciato appariva come un poveraccio preso allo strozzo da una banda di inflessibili aguzzini.

Eppure sto' pezzente uno stipendio d'oro a casa lo portava senza ombra di dubbio alcuno, nessuno a fargli concussione, cazzo aveva da crucciarsi ed avere quella faccia appesa e triste tutto il giorno proprio non si capisce.

Cupo, sempre cupo e ancora più cupo.. ma sopratutto pensieroso, insomma afflitto sempre e comunque dai pensieri come stessero lì tutti a tormentarlo.

Al posto suo molti me compreso si sarebbero sentiti vincitori della lotteria con la sorte: super stipendio e zero responsabilità in un bagno di patata.

Eh si proprio un destino infame il suo alzarsi la mattina con comodo, fare il mestiere barra desiderio della propria vita, essere iper pagati.. tòh a voler proprio trovare un problema - ma questo è solo affar mio e non suo - è che faceva lezione ad una masnada di capre.. insomma non proprio quello che si direbbe un ambiente stimolante!

Evabbuono manco fossero lupi dalle zanne affilate.. al massimo la più cattiva era una rompi di quelle esaurite mica una delinquente fresca di evasione dall'istituto di correzione, mah..

Poi arroccatosi dietro la sua scrivania che pareva piuttosto un condor quanto era ingobbito e proteso in avanti eccolo che inizia a snocciolare tutta una serie di menate noiose all'inverosimile, il che nel suo schema è indice dell'inizio della lezione.

Poi ci siamo è matura, due o tre ore di pippone modello recita buddista al limite del monologo.

Tono borioso e stilettate saccenti non riescono ad accendere un silenzio narcolettico di sottofondo in un incalzare di continue citazioni che poi danno seguito ad altre citazioni, a cui succedono ulteriori citazioni in aggiunta ad un sottofondo barboso di faziose ed inutili per quanto eleganti/ colte citazioni e bla, bla, bla.. e che 2 maroni.

Quando d'improvviso una voce ruppe la monotonia della sua litania, dal fondo dell'aula al pari di una freccia taglio l'aria sino a trafiggere la cattedra fu così improvvisa che a molti parve di sentirla fendere l'aria.

Era una domanda inattesa, tagliente, radioattiva quasi caustica ed era rivolta proprio al professore niente di trascendentale imponeva al docente solo di metterci del proprio per rispondere e suonava giusto così: potrebbe farmi un esempio? Intendo pratico perché temo proprio di non aver capito..

blogging storytelling comunicazione

Esemplificare fa male allo storytelling
Lascio correre cosa accadde in seguito perché si sa i docenti umanisti sanno sempre cosa rispondere in occasioni di questo genere (sporadiche) spesso è una risposta di convenienza roba da repertorio stantio una scusa per riprendere rapidamente la lezione e scansare l'interruzione giudicata come inopportuna mentre più di frequente chi non sa fare le cose risponde con l'eleganza rubata ad una citazione di comodo. Di quelle che quando le senti sono come i peti quelli senza senso che bruciano solo le narici. Asfissia a parte il punto è un altro ovvero stabilire quanto si sia rivelata soddisfacente la mole di citazioni con cui ha ricoperto il povero studente.
Di solito chi maneggia questo tipo di strategie pensa di mettere a tacere chi ha difronte umiliandolo facendosi scudo della sua ignoranza come se detenesse questa sorta di potere atto a sottrarre l'energia dell'avversario per farsela propria indebolendolo così pubblicamente, dopodiché riprendono il proprio tracciato.

Ciò che importa invece è che da quel momento quel povero disgraziato - con la sua pessima idea di porre un semplice quesito - non solo aveva messo in una posizione critica il docente ma acquisì di diritto nella sua classifica personale una posizione di sentitissima antipatia.

Presto gli sarebbe costato due/3 punti all'esame, oltretutto perfetto e pure creativo mentre i suoi colleghi ebetini ovviamente risultarono essere tutti da lode.

Si potrebbe dire che la curiosità non paga di certo ma anche la sola teoria non offre molte alternative, anzi non da proprio alcun scampo!


Contenuti di una noia mortale

I docenti che millantano inebetiti skills umanistiche sono ipnotizzati dalle loro teorie e sappiate che nella loro mente queste gli tornano tutte; le domande per loro suonano come confutazioni, i dubbi come delle offese quindi nel dubbio fate come loro - gli accademici ed i guru - citate, citate e se avete o percepite eventuali scricchiolii che possono minacciare il vostro status datemi retta citate ancora.


Perché se non citate non siete nessuno

Fondate il vostro credo sull'inaffondabile sicurezza che si erge dietro a ciascuna delle citazioni altrui lasciate gli esempi pratici a chi ha da lavorare per campare e ci mette la faccia o ci prova per riuscire a fare qualcosa di proprio.

Anche ai poveri che dipendono dall'altrui giudizio, poracci loro si che sono messi male..

MORALE: va bene imparare dai migliori, apprendere dagli altri ma chi abusa troppo in questo senso corre il serio rischio di non avere ma sopratutto non fare mai qualcosa di proprio.

Anche nel copywriting la libera intraprendenza non è vietata, adesso consacriamolo in questo post con una frase di sintesi di quelle ad effetto:

Chi pensa di vivere per sempre passandolo a citare finisce che per farlo rubando agli altri il talento per tirare a campare, understand?


e/o per finire inevitabilmente di assumere questo aspetto,

citare scimmia storytelling comunicazione blogging

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