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martedì 28 marzo 2017

Intervista a Luca Nicola - Consulente di comunicazione Content specialist Copywriter blogger

intervista luca nicola blogger copywriter
Intervista a Luca Nicola copywriter-blogger di www.lucanicola.com, su: copywriting, blogging, social media - networking, comunicazione, formazione, content marketing, digital.

Sapete quale è uno degli aspetti più belli nel continuare il mio percorso teso ad intervistare i migliori specialisti online? Oltre ad essere rivolto all'uso funzionale del blog ed a quello della scrittura per i professionisti web è la possibilità di riuscire ad avvicinare la persona che vi è dietro alla figura professionale ed instaurare così una collaborazione che seppur breve da modo di capire se vi è una comunione d'intenti ed interessi ma soprattutto di percepire aspetti altrimenti invisibili nelle dinamiche online.

Questo è il personal branding nella sua forma più pura, quella assoluta che prediligo e di valore, che amo e rispetto e le interviste sono uno strumento che mi aiutano a farlo. E poi mi diverto tantissimo - un po' meno i miei intervistati 🤥 - e non riesco a smettere.. che dite, quindi, alla luce di tutto ciò, si può mentire e scherzare assieme? Si può, si può, sono certo che si possa eccome!


Ciao Luca Nicola ti andrebbe di iniziare parlandoci di cosa ti occupi e del tuo
percorso formativo che ti ha portato ad essere la persona-specialista che sei oggi?

Ciao Antonio, scrivo testi per il business da molti anni e curo il mio blog Mela N dal 2012.
Come professionista in proprio ho lavorato con moltissime aziende e con tanti colleghi diversi: è stato questo processo continuo di confronto e sintonizzazione che mi ha insegnato – e continua a insegnarmi – veramente tanto.


La buona scrittura ci salverà da quella sempre più iper-tecnicizzata del web o
assisteremo ad un progressiva schematizzazione a favore degli algoritmi dei motori di ricerca? Come vivi questo rapporto con disagio, in modo conflittuale o arguto ingegno finalizzato a trovare la “scorciatoia” vincente?


Come scrivevo in un mio post di qualche anno fa - Te lo do io il copywriter - si aprono praterie di opportunità per copywriter, blogger e giornalisti, perché in un testo la differenza la fa e la farà sempre la capacità di progettazione. Con buona pace di algoritmi e robot.


● La soluzione può essere nel copywriting creativo?

Certo, a patto che non sia una creatività fine a se stessa. La scrittura che porta con sé un quid di inaspettato e di geniale sarà sempre la “mossa del cavallo” che farà saltare schemi e gabbie precostituite.


● Cosa ne pensi di chi sostiene che per fare content marketing è necessario ridurre la scrittura ad una forma talmente essenziale da sembrare quasi infantile?

Mi sembra un'estremizzazione. Sono un fan della chiarezza, dell'efficacia e dell'essenzialità applicate alla scrittura, ma i risultati concreti possono cambiare molto, a seconda del contesto in cui ci si trova a comunicare.


● Qual è il progetto più affascinante a cui hai partecipato? Mentre il più assurdo?

Il più affascinante è stato scrivere un libro di 200 pagine per raccontare i 30 anni di un grande azienda e fare un omaggio al suo fondatore e attuale Presidente. Il tutto a sua insaputa.
Il più assurdo è stato tanti anni fa, quando un collega mi ha spedito a lavorare su un progetto di comunicazione con un art director straniero, che parlava un italiano stentato e pretendeva di scrivere lui i testi.


● Anche tu come me hai due nomi hai anche una doppia personalità tipica del
professionista della scrittura online come essere blogger e copywriter al contempo?


Il copywriter è sempre stato il mio lavoro, mi sono calato più di recente nei panni del blogger. Non so se sia un caso di doppia personalità, di sicuro mi diverto moltissimo a fare entrambe le cose!


● Pensi che il blog sia uno strumento necessario alla tua professione se non indispensabile e perché lo hai aperto?

Per chi lavora con la scrittura il blog è un'occasione straordinaria per farsi conoscere e per sperimentare. Oltre a questo, ho aperto Mela N per diventare editore di me stesso e poter decidere in totale libertà temi e argomenti da trattare.


● Ritieni che il blog sia uno strumento anche per fare formazione o prettamente volto all’erogazione delle dinamiche comunicative? Che rapporto hai con la formazione? 

Il blog è uno strumento fantastico per testare nuove idee e per rendere omaggio all'intelligenza altrui. In questo senso, lo si può e lo si deve utilizzare per comunicare e anche come strumento di formazione. Il mio rapporto con la formazione? Ultimamente mi capita di farne sempre più spesso, in contesti anche molto diversi tra loro, e sempre con grande entusiasmo. Per me vale una regola aurea: il modo migliore per imparare una cosa è insegnarla.


● Il web pone gli specialisti che lavorano online spesso dinanzi ad un duplice ruolo double face in cui ora si è formatori e subito dopo soggetti in formazione come vivi questa particolare formula transitiva?

La vivo bene. Una delle cose che amo di più del web è la possibilità di poter fare autoformazione attingendo a una quantità impressionante di risorse gratuite e di altissimo livello: basta trovarle e poi prendersi il tempo per studiare e applicare.


● Pensi che il blogger per le aziende sia preferibile come freelance o interno
all’organico stesso dei dipendenti? Insomma ha ragione chi da’ il blogger
freelance in un futuro prossimo venturo per come spacciato-morto?


Nessuno meglio di chi lavora all'interno di un azienda è in grado di parlare dell'azienda stessa e del suo business. Per come la vedo io, il blogger dovrebbe formare le risorse interne per renderle autonome. Poi, in casi molto complessi e per realtà molto strutturate, far produrre testi direttamente a blogger professionisti può rivelarsi una scelta saggia e inevitabile.



● Cosa rappresentano per te le parole e che rapporto hai con esse?

Le parole sono il mio tramite col mondo, definiscono quello che sono in grado di pensare e molto di quello che posso esprimere.


● Dal web rispetto a quando hai iniziato a lavorarci ti senti corrisposto nella
soddisfazione delle aspettative che nutrivi allora o deluso? L’immagine che avevi in astrazione si è rivelata essere quella reale o invece è stata tradita? 


Il web mi appariva come un campo aperto e smisurato di possibilità, e in questo senso non ha tradito le attese. E' un arcipelago sterminato di ecosistemi di cui non si è ancora tracciata la mappa completa, anche perché i confini sono in continuo movimento.


● Nella tuo modo di vivere la tua professione del copywriter c’è uno spazio che rimane intonso quasi incontaminato da dedicare alla dimensione del sogno?

Sì, è lo spazio del non detto/non scritto, quello che non appare in superficie e non viene a galla. In una chiave onirica, disancorata dall'urgenza/esigenza di scrivere per un obiettivo e un committente, lo stile che avrei di mio è una cosa a metà strada tra l'aforisma e la riflessione poetica in prosa. Insomma, una cosa totalmente invendibile. Ma va bene così.


● Tra Consulente di Comunicazione, Content Specialist e Copywriter-blogger in quale ruolo ti senti più a tuo agio, ve n’è uno preponderante e se esiste c’è una gerarchia tra questi ruoli a livello propedeutico per svolgerli poi a livello professionale e da cui suggerisci perciò di iniziare per apprendere quelli che seguono?


Capovolgerei la sequenza: il copywriter-blogger si specializza nella produzione di contenuti e, a furia di misurarsi con situazioni, esigenze e clienti diversi, diventa un consulente di comunicazione. Nel mio caso considero il tutto un unicum: il fulcro è la scrittura, l'ascolto il primo ferro del mestiere.


● Quante ore dedichi al giorno per scrivere? Ti ci trovi nella considerazione che
afferma che un vero copywriter non smette mai di pensare ed è sempre teso alla ricerca della trovata perfetta?


Non c'è un quantitativo fisso: scrivo piuttosto velocemente, ma penso tanto a quello che voglio dire e a come progettare un testo. Il nostro cervello lavora molto in background, per cui in una qualche misura è vero che chi traffica attorno alla parola non stacca mai. Più che di “trovata perfetta” parlerei però di ricerca del modo più efficace per fare arrivare il messaggio (e non è detto che sia un testo).


● Da copywriter per quanto tempo cerchi la frase “perfetta”, quanto ti capita in media di lambiccarti il cervello per trovarla ed infine provi anche tu puro piacere quando ci riesci?

Scrivo di getto, leggo e rileggo più e più volte con tenacia, e poi correggo e modifico finché non sento che il tutto suona bene. E quando ci arrivo sì, provo quel puro piacere che somiglia molto a una calma sorridente.


● Quanto sono importanti i social-media network per il copywriting-blogging?


Lo sono molto, a partire da Facebook che, ci piaccia o no, è la piattaforma distributiva a tutt'oggi più efficace in termini di risultati.


● Cosa ami più del tuo lavoro e quanto rasenta o si allinea alla passione?

Mi piacciono i tre verbi necessari per praticarlo: ascoltare, approfondire, imparare.


● Cosa ti senti di suggerire a chi pur cimentandosi nella tua stessa professione anche dopo un periodo considerevole di tempo di pratica si trova impantanato in un periodo di stallo-crisi di quelli della serie mollo tutto?

Domanda difficile, a volte la soluzione potrebbe essere davvero quella di mollare tutto. Due-tre crisi sono capitate anche a me. E forse è proprio questo il punto: devi passarci per fare una sorta di salto evolutivo, guardarti dentro e capire quanto è importante per te, come persona, fare quello che fai. Se riesci a non farti paralizzare dallo scoramento e dal terrore, le risposte le trovi, riscopri la passione e ti si aprono nuove opportunità e nuovi orizzonti.


● Come ti sei sentito nel ruolo dell’intervistato anziché in quello dell’intervistatore?

Spremuto come un limone... ;-) Dai, scherzo, mi hai fatto delle bellissime domande e mi sono divertito un sacco!


Nicola Luca aka Luke Nick solo una domanda mi sono scordato di farti, ovvero cosa provi quando ti dimentichi una trovata, un'idea; per me è un roba, nel copywriting, da buttare fuori di testa e purtroppo non c'è attrezzatura che tenga per non rischiare di incappare nella spiacevole ed incresciosa situazione, perlomeno nel mio caso. Quando accade sono spacciato, punto. Prima mi rimane addosso come un senso di incompiutezza misto a tensione imbevuta di curiosità irrisolta per lasciare poi il posto solo ad uno di soddisfazione frustrata e nervosismo acuto. Magari tu avevi una cura a disposizione.. e adesso sono vittima del mio stesso problema per ben due volte suonate, a sto' punto temo capirete il mio disagio.

Ma stavolta non è proprio la stessa cosa, perlomeno a questo giro essermi dimenticato di fartela - la domanda - quasi mi fa' piacere. No non sono impazzito è perché così lascio spazio all'immaginazione ed a parte i tanti tentativi possibili sulle risposte che ho cercato di darmi mi restituisce comunque una sola certezza ad accompagnarli, ovvero è che lo avresti fatto con simpatica ironia e profonda leggerezza a dispetto di una profondità riflessiva unica e sconcertante quanto è originale.

Da autore la cui scrittura è univoca ed inconfondibile, alla pari di un campione nello slalom gigante, ti sei svincolato con leggiadra maestria e svariati virtuosismi rispetto ai numerosi paletti-interrogativi a cui ti ho sottoposto.

Sei forte Luca Nicola, mi sono divertito tantissimo anch'io! A tratti ho sentito di venir giù anch'io insieme a te a capofitto nella discesa, roba che non c'è GoPro che tenga!!

E poi adesso almeno ho una scusa per la prossima spremuta, e non si tratta di fare certo riferimento a tutta una serie di domande irrisolte ma se di limone si parla, alludo solo a quello che ci berremo assieme, magari con un Campari. 😉

1-Leggi
Pensa-2
3-Apprezza
poi
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