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martedì 18 aprile 2017

Intervista a Fabio Salvatore Festino - blogger

intervista blogging formazione comunicazione web writing
Intervista a +Fabio Festino di www.viverescrivendo.it, blogger su: blogging, formazione, comunicazione, scrittura, web writing.

Ho appena ricevuto la email di Fabio, con allegato il file dell'intervista ed è sempre un misto di gioia e curiosità che non si placa fin quando non la leggo. Il suo messaggio:

Ciao Antonio!
Ci ho messo un po' ma l'ho finita. Scusami tanto per il ritardo. (aggiungo, n'è vero!😊)
P.s.
Belle domande! Stimolanti.


Sapete già come la penso a riguardo, i complimenti sulla qualità dei contenuti mi friggono i neuroni. Poi leggo le risposte e si completa l'opera, Fabio mi sei piaciuto: sei distaccato quel tanto che basta nei confronti della vita seppur profondo come si conviene ad uno scrittore. Da sempre i contrasti mi fanno morire di curiosità, come scavare nelle cose per trovare livelli ulteriori al mio e magari andare anche più a fondo. Solo un'intervista dai contenuti personali consente di reggere un'introduzione così inusualmente semplice, scevra di ulteriori aggiunte e per cui è sufficiente lasciare parlare le risposte.


Ciao Fabio come consuetudine di va di iniziare a parlarci di cosa ti occupi, delle tue passione e magari anche del tuo percorso formativo?

Ciao Antonio e grazie per l’intervista. Per vivere faccio l’impiegato in un porto turistico ma impiegato è un termine che mi sta un po’ stretto.
Direi che sono più un jolly. Principalmente mi occupo del customer service dei clienti del porto e li aiuto nelle loro necessità.
Seguo il cliente dal contatto attraverso il sito internet-blog dell’azienda che ho rifatto utilizzando WordPress, alla firma del contratto di ormeggio. Tra le altre mansioni ci sono quelle di addetto alla pompa di benzina, (ebbene si, faccio pure quello). Mi capita anche di risolvere piccoli problemi all’interno dell’ufficio riguardanti i computer, la posta elettronica, le stampanti, la rete... Insomma tutta la parte IT.

Le mie passioni: scrittura, web, tecnologia, da poco anche lo studio di una seconda lingua.

Il mio percorso formativo è piuttosto semplice, dopo la scuola dell’obbligo mi sono iscritto all’istituto tecnico commerciale, (la vecchia “ragioneria”), anche se il mio rapporto con la scuola è sempre stato travagliato. Sono stato sfortunato e ho trovato professori non all’altezza e purtroppo come accade anche ora la didattica era già vecchia. Mi sono diplomato per il rotto della cuffia e l’agonia finì.
Poco prima di partire per il servizio milit…pardon civile, ho frequentato nel 1998 un corso che formava “tecnici di produzioni multimediali in rete internet”: in pratica formava web designer.
Era tutto nuovo e interessante e mi sono appassionato al web.
Ci voleva poco a capire che era il futuro. Purtroppo vivo molto fuori dalle città, qui internet e facebook hanno preso piede da poco e non sono stato abbastanza determinato a continuare nella mia crescita in questo campo. Ora su internet trovi praticamente tutto, nel 1998 tutto quello che trovavi era in inglese e se non lo si masticava per bene si faceva fatica ad emergere.


Parlaci di come sei passato dalla passione per la scrittura a fare blogging? Come ti trovi e quali differenze hai incontrato?

Dopo i problemi avuti con la scuola e gli insegnanti ho messo da parte la mia passione per la scrittura per molto tempo. Dopo un percorso introspettivo personale che è durato più o meno dieci anni mi sono riappropriato di me stesso e delle mie passioni, scrittura compresa. Ho iniziato con le cose che mi appassionavano da bambino e quindi ho ripreso piano piano a scrivere e a interessarmi al web (mi sono sempre piaciuti i computer che quando ero piccolo erano (ZX Spectrum, Amiga e IBM) al marketing all’information technology. Ho iniziato e continuo tutt’ora nel modo più semplice utilizzando il blog come diario personale che mi permetteva di esprimermi senza avere troppa pressione addosso. Era il mio modo per esorcizzare paure e timori. Ora seguo anche il blog dell’azienda e quello della mia coach anche se faccio fatica a “farmi dare materiale” su cui lavorare.


Ho letto da coetaneo, con immenso trasporto il tuo post “I miei prima 40 anni’ mi ha colpito molto l’immagine che hai dato del tempo che passa che ci fa vedere il passato con occhi nostalgici quand’invece dovremmo ricordarci come riuscivamo a vivere al netto la nostra vita allora, in questa riflessione ci ho visto la differenza che corre tra vivere la vita e raccontarla, ecco ad oggi la tua scrittura ha risentito in un qualche modo di questa distanza percettiva, analisi speculare che hai maturato?

Credo che un po’ ne abbia risentito ma credo anche che sia una situazione/sensazione passeggera. Quello che volevo sottolineare è che a volte “perdiamo tempo” pensando e invece dovremmo soltanto agire. Adesso.


Non ho potuto fare a meno spulciando il tuo calendario editoriale che anche tu hai una predilezione per il format delle interviste, perché? Che tipo di valore ritieni apporti al blog ed ai lettori?

Perché credo che il confronto e la curiosità siano “sinonimi” di crescita ed evoluzione. Condivisione e conoscenza sono un valore aggiunto della società e non possiamo prescindere da questi.


Ho sempre pensato al blogging come ad un riflesso condizionato della scrittura mentre al web writing come ad uno incondizionato, tu di che opinione sei?

Ti posso dire sicuramente cosa penso delle due “definizioni”:
Tenere un diario è una cosa che facciamo da bambini, chi più chi meno, quindi diventa più naturale continuare a farlo anche dopo seppure con strumenti diversi.

Il web writing è invece il nome che diamo noi ad una serie di regole di scrittura per scrivere in un determinato “ambiente”.


Mi sono appena iscritto alla newsletter quanto la consideri importante per il tuo blog? E’ un servizio indispensabile, tangenziale o accessorio?

E’ indispensabile se la si vede in funzione di crescita del blog e di creazione di un seguito affezionato e targetizzato. Per ora visto che devo ancora trovare una vera nicchia è qualcosa di tangenziale…Se proprio devo dirla tutta vorrei utilizzare quella di mailchimp che avevo fino a qualche mese fa, alcuni problemi tecnici però mi hanno bloccato fino ad ora, purtroppo ho fatto un’errore da principiante. Ero troppo intento a trovare un’immagine accattivante per il blog, tralasciando i punti più importanti per la crescita di un blog: I contenuti.


Cosa ti cattura di più di chi fa Storytelling e quale ritieni essere ‘l’X Factor’ che ne fa un motore così potente per il marketing?

Fare bene storytelling è l’X-Factor per il successo di un blog. Non credo ci sia un X-Factor all’interno di questa pratica. Bisogna essere in grado di raccontare storie nel modo più spontaneo, genuino, emotivo e trascinante possibile, cercando di essere il più chiari possibile. Questo è quello che fa la differenza.


Nel blogging qual'è quell’aspetto che ritieni magnetico ai fini della cattura dell’attenzione dei lettori-utenza online?

I post che preferisco sono relativamente brevi, (non più di 500 parole), facili da ricordare, che parlano di storie in cui ci possiamo rispecchiare, con una buona indentazione. Odio i “muri di parole”. I copywriter e gli editor sono quelli che preferisco, ultimamente seguo una editor inglese molto brava e i suoi articoli mi catturano ogni volta. Sto seguendo un corso di inglese e leggerla mi permette di migliorare la scrittura ed il vocabolario…


Ancora, ve n’è uno che lo rende unico rispetto agli altri media online?

Bella domanda. La completezza di informazioni ed il fatto di essere cross-platform, mi spiego meglio. All’interno di un blog puoi inserire e far convergere tutti gli altri media. In più ti basta un indirizzo web da ricordare e non un indirizzo del tipo youtube.com/bla bla bla.. o facebook.com/…ecc ecc


Quante ore dedichi alla scrittura al giorno? Quanto tempo invece vorresti dedicargli?

Sempre troppo poche. Ed è un aspetto che devo migliorare. Posso dirti che ci dedico un paio d’ore a settimana ma vorrei riuscire ad arrivare entro un anno ad almeno un paio di ore al giorno.


Credi possibile che la scrittura possa essere anche figlia di un processo il cui atto finale non è necessariamente un prodotto da offrire agli altri bensì da dedicare a noi stessi?

ASSOLUTAMENTE SI. Io credo con ogni cellula di me stesso.


Credo nel potere catartico della scrittura che consente di recuperarsi progressivamente attraverso di essa, la pensi anche tu così?

ASSOLUTAMENTE SI. E’ stata ed è tutt'ora la mia salvezza nei momenti bui. Ora che l’ho ritrovata non la mollo più.


Il blog può aiutare in questo senso a crescere per mezzo dell’attività da dedicare alla sua cura-gestione? Insomma una sorta di: ‘Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta?’

Certamente si e anzi lo consiglio a tutti… Che dici facciamo un libro a quattro mani ?


Tra coloro che si lasciano vivere alias gli zombie vittime dell’abitudine e chi decide di vivere la vita in prima persona protagonisti del farlo in funzione del cambiamento qual è l'aspetto principale che li differenzia e divide? Potranno incontrarsi un giorno o non avverrà mai?

Il problema è che cambi se lo vuoi fare. E devi volerlo veramente, c’è da mettersi in gioco ed in discussione prima di tutto. Poi avviene il cambiamento e ti assicuro che non è affatto indolore. Se volete veramente cambiare c’è da prepararsi a piangere, perché ci si scava dentro così a fondo da arrivare a conoscere lati di noi stessi che possono anche spaventarci…ma anche a sorprenderci in modo assolutamente positivo.


(Segue la domanda precedente) Specie in Italia stante le opinioni personali: i primi sono convinti che tutto sia inutile da fare e perciò non fanno mai niente mentre i secondi che non si possano accettare le cose specie quando vanno male cosicché gli immutabili danno addirittura di sovversivi e criticoni ai rivoluzionari creando di fatto e spesse volte una maggioranza apatica e schiacciante, oltre che un malcontento per quei pochi che la realtà castrante gli sta stretta e vorrebbero cambiarla; cosa ne pensi di questo tipo di democrazia sociale “tipo” del tutta italiana?

Ok. Generalizzo:
credo che siamo un popolo che adora piangersi addosso, ci piace proprio criticare gli altri piuttosto che fare qualcosa per cambiare le cose o la propria vita. E' molto più facile criticare la situazione che trovare una soluzione. Aspettiamo che cada dal cielo ma quello che ci accade molte volte è figlio di quello che facciamo noi.
Spesso mi vergogno veramente di essere italiano; in questo caso guardo al passato e mi concentro su tutte le cose buone che abbiamo fatto. Ci siamo solo persi. Abbiamo bisogno di un po’ di “educazione” ecco, la nostra rinascita potrebbe partire dalla scuola, una scuola innovativa che non sia più nozionistica ma si basi sull’esperienza sul fare, sul provare…In Italia l’errore è punito. Sbagliare è crescere.
Quante volte un bambino cade prima di imparare a camminare? La scuola deve essere la mano dei genitori che ci aiuta a rialzarsi e ci indica la via…
Torneremo un grande paese quando avremo una grande scuola.


Il web così com’è ti ha deluso nelle aspettative, piacevolmente sorpreso o dato solo conferme?

Mi hanno deluso le persone che lo usano…
Alla fine mi ha dato conferme. Dipende tutto da come lo usiamo. E’ sempre stato così.


Dacci un’anticipazione futura - questa domanda l’ho rubata dai tuoi testi - a quando l’uscita del tuo primo libro?

Se non esce un nostro libro a quattro mani? ☺ Un anno.
Spero…

Ho già un'idea da tempo e sono felice di aver appena letto la tua ultima risposta, sono certo che avvieremo presto svariati progetti con la scrittura "di mezzo". Molte risposte non dico le avrei date come te ma le ho sentite mie parimenti ad una delle versioni papabili che avevo per la testa, difficile mi accada, al massimo tra blogger è stata quasi sempre una comunione d'intenti.

Quindi alla tua proposta rispondo con un netto: YESSSSSSSS!! Sei un coautore ideale.

Per il momento, invece, ti ringrazio per la disponibilità, la puntualità e ti faccio i miei più sentiti complimenti, Fabio Festino. 😉


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