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venerdì 30 giugno 2017

A proposito di Hashtag, come usarli su Google+

hashtag google plus social media
Hashtag: tutti li usano, alcuni ne abusano altri li ignorano, ce chi li elogia e chi li demonizza, eppure a qualcosa servono, vediamo a fare cosa.

E se volessimo fare senza?

No problem!  

Sopravviverete lo stesso 😜


Un Hashtag (#) è un tipo di etichetta o tag per metadati utilizzato su alcuni servizi web e social network come aggregatore tematico, la sua funzione è di rendere più facile per gli utenti trovare messaggi su un tema o contenuto specifico. Un utente può creare o utilizzare un hashtag posizionando il carattere hash (cancelletto #) davanti ad una parola o una frase (senza spazi) del testo principale di un messaggio; successivamente la ricerca di quel hashtag restituirà tutti i messaggi che sono stati etichettati con esso, esattamente così recita Wikipedia.


Nella definizione di Hashtag è implicita la sua utilità funzionale per gli utenti che così facendo attraverso il proprio contributo personale generano un servizio ti tipo tassonomico che prende il nome di content curation per supplire all'attuale incapacità dei motori di ricerca di poter fare ricerche e susseguenti scelte selettive su base semantica, ovvero detto diversamente di ragionare come noi umani.

L'uso degli Hashtag si sono così diffusi rapidamente su tutti i social media e network ove fosse possibile condividere contenuti al fine di organizzarli.

Fermo restando che ciascuno di essi avendo le proprie regole di funzionamento, algoritmi diversi e pubblici differenti necessita di una strategia personalizzata dacché si è reso necessario analizzarne un eventuale uso plausibile su di ogni piattaforma.

Il recente studio di TrackMaven, dal titolo The Best Hashtag Strategies for Social Media che ha analizzato più di 65.000 post sulle principali piattaforme (Facebook, Instagram e Twitter) ha cercato di dare una risposta dagli interessanti dati ricavati circa il diverso uso degli hashtag su ogni singolo social media.


🔗►Per vedere questi dati potete farlo insieme a +Davide Pozzi nel post del suo blog intitolato: 'Come usare al meglio gli Hashtag'


Perché un post sull'uso degli Hashtag in Google Plus?


Dalla lettura dei commenti presenti nella parte sottostante al testo dell'articolo ho avuto l'idea di scrivere questo contenuto e più precisamente da un link di approfondimento che Davide Pozzi consigliava per approfondire l'uso degli hashtag sul social media Google Plus in quanto nella trattazione dello studio appena citato era rimasto escluso.

🔊 Un autentico peccato visto le enormi potenzialità di quest'ultimo social orientato come è prevalentemente in ottica business, come alla creazione di community.

Vediamo di cosa parla il post che ho menzionato entrando maggiormente nel particolare.


Come usare gli Hashtag su G plus per avere maggiore esposizione


Google Plus è organizzato in cerchie, gli hashtag consentono di far oltrepassare i limiti che esse creano ad un contenuto rendendolo visibile salvo che non sia scelto di condividerlo in 'privato', quindi perché mai dovremmo rinunciare questa garanzia di visibilità aggiuntiva così da raggiungere meno persone?

In sintesi come Google Plus processa gli Hashtag è assai differente rispetto agli altri social media - come era lecito aspettarsi - ma soprattutto quel che cambia è la loro utilità per gli utenti che dovranno usarli.

Google+ utilizza un sofisticato algoritmo che sembrerebbe includere la rilevanza degli hashtag cosicché da consentire una visualizzazione degli interessi condivisi anche se provengono da persone che non sono nelle proprie cerchie.

Il risultato è di riuscire a mettere in contatto due utenti anche se non si conoscono e quindi non risultano connessi prettamente in base ad un ambito di interesse comune.

Se l'algoritmo di Google rileva l'uso dei medesimi Hashtag, ai follow servirà l'aggiornamento relativo nei propri Home-stream.

Gli Hashtag su Google+ esulano dalla funzione consuetudinaria funzionale alla content curation per filtrare i contenuti in base alla parola chiave cui si riferiscono e li utilizza per esplorare un argomento piuttosto che curarlo.

Quando si cerca un hashtag all'interno Google+ quest'ultimo seleziona automaticamente gli argomenti di tendenza legati ad esso; sono questi risultati "relativi" che fanno la differenza su Google+ utili per conoscere l'attualità di diversi aggiornamenti, nonché i collegamenti esistenti tra argomenti e coloro che li hanno scritti.

Per incrementare l'esposizione di un post è possibile usufruire di interessi condivisi attraverso la ricerca di un hashtag per scoprire di quali argomenti correlati la gente sta parlando e di quali hashtag correlati stanno facendo uso, per poi utilizzarli per far comparire i contenuti negli aggiornamenti futuri cosicché avrete una migliore possibilità di fare appello ad un pubblico più ampio con più probabilità di presentarli nei loro feed.



CONCLUSIONI

Gli hashtags sono uno strumento che va preso seriamente e da usare solo per rendere un servizio utile. Non sono consigliati usi emozionali, scanzonati questo tipo di "hashtagging" non ha molto senso quando si sta cercando di estendere la portata di un contenuto incrementandone la gittata social.

Categorizzare attraverso l'uso di Hashtag equivale a fare un servizio aggiuntivo per gli utenti volto ad organizzare ulteriormente gli aggiornamenti dei contenuti rendendone più facile la fruizione per le persone interessate su di uno o più specifici argomenti.

Per ottenere questo tipo di risultato è necessario che gli hasthag siano quanto più centrati possibili rispetto alla corrispondenza tematica che devono rappresentare e non certo sulle emozioni.

Gli Hashtags dovrebbero avere perfettamente senso, aggiungere trasversalità all'argomento e anche fornire un contesto. Così facendo e se si seguono tali orientamenti vi sono più probabilità di essere visti da un pubblico più vasto.


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