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venerdì 28 luglio 2017

Un blogger in un mare di.. parole

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Cosa sono le parole per me? Attenzione questo post è una banale forma di onanismo comunicativo.

Nuoto in un magma di parole mi si appiccicano alle dita, a volte credo di aver preso la corrente giusta quando invece stento a rimanere a galla, altre mi trascinano a fondo per poi rendermi alla superficie con il fiato sottratto, quello tipico che manca prima di riaffiorare.

La parole sono come le carte, talvolta una lotteria. Può essere che la sorte ti giochi un buon tiro. E’ che a furia di averci a che fare, con le parole, persino un refuso si può trasformare in un’idea geniale quando invece era discriminato ad una condanna.

Insomma non è come giocare con il C-4 o che so io trapanare un dente ad un paziente, e guidare un autobus.

Ma adesso, ora come ora è come se fossi in un vicolo. Almeno non è cieco.

Ed è la mia città quella natale che sa di cantieri e decadenza ad avermici rinchiuso.
Il tempo per lei si è fermato, sempre uguale e fedele a se stessa è tale e quale a prima, congelata ad una sorta di modello di revival fatiscente.

Un tizio che litiga con una tassista nella solita disputa tra automobilisti mi ci ha infilato quasi per fastidio, se ti sforzi un attimo mi puoi vedere lì che saltello nell’intento di trovare un marciapiede. Sono sempre più merce rara quest’ultimi a Firenze, ti può capitare di negoziarli perfino con le biciclette, più frequentemente di essere investito da uno smartphone con proprietario a seguito.
La strada è una striscia di asfalto che si restringe per poi girare secca a sinistra. Pare buio prima di svoltare ma è solo l’effetto del sole ce l’ha su con le tue retine.




Cartelli, pubblicità, negozi, insegne vomitano parole, un mare di parole denso come il caramello a cui l’ispirazione non può che rimanere incollata.
Una colata magmatica con una forza trascinante colmo di detriti - derive cognitive, paranoie, perversioni, ossessioni e manie - si attacca ai neuroni come una chewing gum ai denti.

A stento poi resisterle, ma in un attimo ne sei preda, poi sei in balia della sua corrente morbosa.

Puoi tentare di scrollartela via, ma è al sapore di cola cola, e anche se puzza di monossido sa di opportunità e nuove idee, almeno fin quando non ti ci sei allontanato, perché prima quando ci vivevi faceva rima con stagnazione.

Dammi retta socio la tranquillità non si baratta, ne si compra.

E’ solo una questione di tempo, forse già di ore, perché ascoltami, fallo adesso..

..hai cambiato vita, blogger e non nuoti più in un mare di.. ma in un oceano di parole.