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venerdì 19 luglio 2013

Copyright introduzione agli strani casi che..

plagio nel web 3.0


Ma se sono tutte coincidenze e del resto le mie come sempre vi ricordo sono fiabe dell'età moderna
e dunque prendetele come tali anche se ogni favola ha sempre una sua morale...un abbraccio....

Penso che molti di voi riconosceranno una certa familiarità nelle parole che ho scritto o per lo meno un richiamo alla memoria...lo scopo per cui l'ho adoperate è sfruttare la duplice lama del significati impliciti che esse incarnano..quasi due facce della stessa medaglia che oramai potremmo definire quasi una zona non più di confine ma appartenente alla concezione del quotidiano delle nostre menti a prescindere dal nostro orientamento filosofico personale.

Ah giusto dimenticavo l'autore della frase iniziale per chi NON lo avesse riconosciuto si è proprio lui Adam Kadmon

Si può tranquillamente distinguerla dal Mistero in quanto sappiamo che qualcuno opera per determinare gli eventi e lo possiamo fare leggiadri liberi da quel peso che è la giustificazione che ci viene addotta ogni volta che palesiamo un dubbio o una perplessità anche dal più vicino dei nostri fratelli e che risponde al marchio di complottismo!

Ma vi è un aspetto che non dobbiamo e possiamo trascurare e sono i fatti i risultati che al di là delle spiegazioni e delle teorie prodotte per spiegarli sono il risultato manifesto di un qualcosa che accade e tutto ciò ha poco a che fare con la superstizione. Questo perché domani potrebbe accadere a noi e si proprio a te e non sapere più a che santo votarsi se non a farsene una ragione e dire che in effetti si tratta dello "Strano caso di...in cui si è verificato che..."

Certo che avremmo la possibilità di lasciare tutto al caso sempre che ce ne rimanesse la possibilità perché alle volte potremmo rimetterci il futuro ma anche la vita stessa...ecco perché vale la pena sempre di indagare su ciò che non comprendiamo...le rapide giustificazioni quelle basate sulle risposte superficiali e sul senso comune ed alla mistificazione quelle si che sono superstizione! Chi cerca di capire non deve essere né ghettizzato né tanto meno stigmatizzato e poi infine esorcizzato come personalità paranoide.

In un precedente Post avevo anticipato la trattazione di vari casi che mi sono accaduti da quando ho iniziato a lavorare nel Web o tra analogico e digitale.

Per la precisione gli avvenimenti sono quattro il cui grado di gravità è distribuito nel seguente modo: un avvenimento gravissimo con prove certe e tre che generano fortissimi dubbi ma molto meno gravi per quanto comunque aprano una nuova frontiera della spinosa questione relativa al Copyright in Internet.

Certamente non dico niente di nuovo quando tratto quella sensazione che ha origine nel momento in cui vi trovate ad assistere ad un'idea che avevate già avuto precedentemente nel momento della sua materializzazione davanti ai vostri occhi come è inutile dirvi come vi sentireste se avreste prova che il luogo o la persona che l'ha fatto per voi la conoscevate o ci eravate entrati in relazione o in contatto precedentemente.

Siamo arrivati alle conclusioni che poi non sono relative il Copyright ma solo il post di presentazione che invece è un articolo di apertura della serie di 4 puntate che intitolerò "Lo strano caso di...". 

No non me lo sono dimenticato di solito a questo punto metto un poì di peperoncino giusto per invogliarvi quindi vi svelerò alcuni degli attori coinvolti e che sono Zuck già proprio quello che ha fatto i miliardi mettendo insieme come nessuno aveva fatto mai  il bianco ed il blu poi una rivista internet famosa di cui non faccio il nome ma di cui mi servo abitudinariamente, un paio di agenzie web che guarda caso hanno a che fare con la formazione di quella prodotta tanto per cambiare senza formatori ed infine un portale web learning il più grande d'italia e un'Università nella fattispecie una facoltà di scienze della formazione che se mi seguite ed avete navigato il mio sito non avrete problemi ad identificare.

Temo che anche in questo caso ce n'è per tutti i gusti almeno per non annoiarvi anche se avrei più piacere a raccontare la bellezza dell'umano operare e non sempre le più deplorevoli  bassezze.