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sabato 27 luglio 2013

La Tecnocrazia

Effetti speciali della tecnocrazia
Lo so lo so che suona come una ripetizione ma se andrete avanti con la lettura cercherò di essere graffiante ed incisivo al pari di un assolo di chitarra elettrica..aggiungo per chi ha speranza a lungo termine sul lasciamolo sfogare... di lasciarla andare più o meno poeticamente alla deriva...

..perché un maniaco ossessivo non molla e adesso non sarò poetico ma entrare nel delirio di una tale fonte di energia corrisponde a venire a conoscenza di una forza della natura pari ad un uragano.

Ma ognuno fa le sue scelte d'altronde come dicevano gli indiani ci vuole onore e coraggio per dire che oggi è un buon giorno per morire!

Allora andiamo subito al dunque: L'italia è un paese TECNOCRATE la dimostrazione l'abbiamo avuta con chi è andato al governo l'anno scorso e che provenivano tutti da posti di comando nelle varie Istituzioni che rappresentano tutti i settori amministrativi  pseudo-utili che governano la nostra miserrima esistenza.

Finalmente a prescindere di tutte le giustissime teorie inerenti la nostra penosa situazione politico amministrativa l'unica realtà inconfutabile è stata la materializzazione della mia teoria sulla tecnocrazia.

Senza ipocrisie questi personaggi oscuri emergevano alla luce e senza neanche dover scomodare l'offesa o l'ingiuria è la storia a chiamarli con l'appellativo che si sono guadagnati = TECNOCRATI! 

Mio Dio ho i brividi sono al pensarci il nostro paese va in malora e chiamiamo coloro che hanno condotto una vita da tecnocrati in cui in nome dell'interesse ed i freddi numeri hanno sempre schiacciato la componente umana perché essi sono come gli ho già descritti. 

Il paradosso è che siano questi a parlare di progresso ed innovazione quando come ho già spiegato sono loro stessi la ragione della nostra arretratezza ed immobilismo.

Il loro mantra è A morte i Creativi!!

E NON può essere altrimenti: tutto il loro operato è basato sul sotterfugio e l'intrallazzo come potrebbero mai loro promuovere l'innovazione quando è proprio quest'ultima che rappresenta la maggiore minaccia alla status quo?

Comunque per me questa evidenza ha sancito la fine dell'ipocrisia o per lo meno del giochetto speculare che ha coinciso con la fredda e sterile rassegnazione di vivere in un paese in cui non vi è speranza alcuna di farcela!

Per non dire poi la capacità anzi l'incapacità che ha la nostra classe politica che per risolvere una situazione critica anziché affidarsi a dei creativi delega a dei tecnocrati la missione di salvarci quando questi sono la parte più sterile del nostro paese ma che comunque alla fine conduceva già le danze solo che lo faceva sotto mentite spoglie.

Questo comunque non dev'essere un'articolo generalista bensì settoriale con particolare riferimento al settore delle Scienze della Formazione quindi passo direttamente ai paradossi ipocriti di questo sistema educativo basato sulla tecnocrazia.

Tanto per cambiare colui che mi aprì gli occhi sui tecnocrati fu sempre il testo Ecologia dei Media di N.Postman del quale vi consiglio la lettura è un libro capolavoro e adesso avete anche la possibilità di leggerlo On-line evito di riportare le sue parole che processavano senza pietà quello che era stato il passaggio dall'istruzione di stampo semantico verso quello delle statistiche e delle misurazioni attraverso le attività di test e di esami e il cui verdetto decretava la necessità di una riforma del metodo e delle strategie d'insegnamento che dovevano tornare allo sviluppo nello studente sia della capacità d'interpretazione che dell'attribuzione di senso e di significato.

Quel che stupisce dell'opera di Postman è non solo la capacità di critica ma e soprattutto quella di problem solving in quanto offre le soluzioni a tutte le questioni con le relative giustificazioni un approccio che oggi è raro da trovarsi come l'acqua nel deserto o come l'astinenza per il Re.

Quindi ho deciso di evitare di fare il parallelismo tra ciò che sto scrivendo e l'autore che ho appena citato perché è un libro che si apre a più interpretazioni ma non perché offre questioni aperte ma per come è stato scritto per la sua struttura logico deduttivo induttiva in cui emergono oltre alle nozioni semplici nozioni più profonde che sono relegate alle capacità semantiche del soggetto che lo legge e lo interpreta e questo fa si che in base alle vostre capacità si possano dipanare vari livelli di complessità. Appunto non è un libro per tutti!

Anzi è un libro per pochi che dovranno agire per il bene di tutti!

La speranza è che questi pochi domani saranno sempre di più....anche se temo che non avverrà..

Quello che fare invece è sollevare alcuni interrogativi sui paradossi del sistema tecnocratico a cui i despoti tecnocrati chiedo di rispondere...che anche in questo caso come sempre temo loro non faranno...perché loro sono quelli che non devono rendere conto mai a nessuno:

  • In un sistema scolastico come quelli italiano in cui l'avvenire del soggetto è lasciato alla sorte che senso ha mantenere un Test di ammissione alle Università?
  • Se questo test di ammissione non è attitudinale a cosa serve farne uno di cultura generale?
  • A cosa serve insistere con il fare gli esami a pappagallo a memoria durante tutti il percorso scolastico con particolare riferimento all'università anche quando gli studenti di un corso sono 4 gatti quando questo metodo non fornisce alcun riscontro sulla qualità della preparazione dell'allievo? Gli esami non devono essere una certificazione numerica ma una fase di apprendimento ulteriore di chiusura del processo di studio che scaturisce dal confronto delle competenze acquisite da parte dello studente/discente con quelle del professore che a regola dovrebbe essere se non superiore almeno stimolante la capacità critica e quella di approfondimento.
  • Perché viene mantenuto il sistema di valutazione numerico quando anziché essersi dimostrato un approccio Costruttivo esso è specie in Italia Bloccante e paralizzante nonché demotivante e profondamente ingiusto? I numeri non sono e non possono e non potranno mai rivelarsi un sistema equo di valutazione.
  • Tutti i test a cui ho partecipato e sono tanti non hanno ne capo ne coda che senso ha continuare a farli fare da degli incompetenti che poi non soddisfatti ne falsano anche i risultati? Questo sistema rende i test altamente traumatici al pari di un'esperienza negativa che detta in altre parole corrisponde a che senso ha scervellarsi (che equivale a stressarsi) per dare risposte a domande astruse per poi vedersi ingiustamente bocciati? Sembrerebbe che l'obbiettivo di questi test sia selezionare in partenza coloro che si scoraggiano a seguito di ripetute delusioni...!
  • Che senso ha continuare sempre in Italia con quest'idea delle certificazione delle competenze quando essa non viene applicata se non per falsificare i reali valori in campo con il risultato di fottere solo ed esclusivamente chi possiede realmente le competenze per far passare chi non le ha?
 CONCLUSIONI 
Tutte le domande sono poste con ingenuità ma il senso lo so io come lo sanno molti di voi compresi quei vili vigliacchi che per prendere un votino più alto senza sapere una cippa ma solo perché sono dei lecchini costringono le persone oneste e di buona volontà a vivere una condizione umiliante e distruttiva di immobilismo senza futuro!

Ma probabilmente alla maggioranza questa problematica non li tange e c'è da farsi una domanda inerente la causa di questo andazzo ovvero risiede nella ragione per cui  sono fatti tutti della stessa pasta (anche se non lo dicono in cuor loro lo sanno) perché siamo una nazione di senza palle o i grandi numeri sono costituiti da individui/persone che non hanno sviluppato neanche lo spirito critico sufficiente per rendersene conto?