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sabato 20 luglio 2013

Una frase poetico-sintetica dedicata all'Ecologia dei Media

Bert Stern l'uomo che nella fotografia è un ecologista dei media
Qualche giorno fa stavo guardando questo documentario su Bert Stern e a parte l'essermi sentito emotivamente appagato dall'aver conosciuto questo splendido artista attraverso un documentario così lodevolmente sintetico ma anche intimista il fulcro del senso che ho recepito dal suo messaggio è stato ben più illuminante...anche della sua essenzialmente geniale fotografia! 

Stern non dico nulla di nuovo se sostengo che per esprimere la sua arte usasse la macchina fotografica e che essa rappresentava perciò il suo medium e che quindi tutti attribuiscano il suo talento nella maestria di maneggiare tale strumento che poi è lo stesso passaggio che si potrebbe commettere nel momento in cui si analizza l'operato di un ecologista dei media..

.il suo talento potrebbe sembrare il prodotto delle sue abilità informatiche.

Ma Stern invece al pari di ciò che disse Marshall McLuhan quando sosteneva che il medium è il messaggio chiude il documentario con questa frase per sintetizzare la sua arte:


"La mia fotografia non sono io non è il soggetto che fotografo ma è la rappresentazioni di ciò che vi è nel mezzo ....di quello spazio che vi è tra i due"

Così ho pensato a quanto questa frase potesse essere adattata all'Ecologia dei Media che non è rappresentata dal servizio internet o dall'utente finale ma dalla distanza che intercorre fra di essi e che essa cerca sempre di avvicinare e ridurre il più possibile.

Aggiungo che questo potrebbe sembrare una banalità ma che può anche incarnare un esempio di ragionare in modalità trans-disciplinare e di quanto questo nella conoscenza umana possa ridurre le distanze avvicinando addirittura l'arte alla nostra vita quotidiana.