Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

venerdì 13 settembre 2013

Apologia di un Ecologista dei Media

Apologia di Antonio Luciano
                         Il PRO.CESSO: 
Prima di tutto il prezioso Link di questo testo meraviglioso che come lo fu per Platone può esserlo per qualsiasi altro essere umano: D'Esempio.

Poi il processo che per comodità diventano semplici domande/dialogo in cui l'Accusa sarà riconoscibile al capoverso con una A-mentre il beh neanche a dirlo Em- come ecologista dei media.

Lo svolgimento del processo è al punto d'aver già svolto l'arringa accusatoria adesso dovrebbe seguire la mia difesa per la quale userò la forma dialogica tra due o più persone (interlocutori fittizi)al pari di come fece Platone per scrivere Apologia di Socrate e non quella canonica dell'arringa presentata dalla difesa.

A- Sa benissimo per quale ragione lei Em è in questo tribunale e credo che sia conscio della gravità delle Accuse che le sono state mosse nei suoi confronti. cosa ha da dire in sua discolpa?

Em - Che se le mie parole servissero a qualcosa non sarei certo qui a perdere il mio tempo.

A- Bene vedo che Lei non mostra certo segni di pentimento quindi possiamo anche procedere con le domande.

Em- Sono pronto ad ascoltarla! Ma premetto che non dev'essere scambiata per arroganza non aver paura di ciò che non è vero...come si può temere ciò che non esiste?

A- Lei non è convocato qui per ascoltare..ma per dare anzi darci delle risposte!..Ma alle nostre di domande....non certo alle sue! Di cui tra l'altro già conosciamo le conseguenze! Eh l'avverto non è luogo questo per le sue provocazioni...se lo ricordi bene! Inizi ad aver rispetto!
Bene... procediamo!:

Ebbene lei sostiene che il digitale sia l'ancora di salvezza per il settore della Formazione è ancora sicuro di questa convinzione?

Em- Si!

A- Bene eppure accusa un mostro sacro come Facebook di non essere all'altezza ma si rende conto di quello che sostiene?

Em- Non ho mai sostenuto la scarsa qualità dello strumento bensì quella del servizio.

A- Quindi conferma di non avere fiducia nelle Tecnologie?

Em- Non ho detto questo casomai non ne ho nei confronti di quegli essere denominati umani che oggi mi costringono ad essere qui al cospetto vostro.

A- E lei come si porrebbe dinanzi al tema dell'Utopia nell' Ecologia dei Media? Essa come influirebbe sull'essere umano perché a quanto pare la sua non mi sembra che aiuti la prospettiva del nesso causale della sua discipline....(sorride sarcastico)

Em- L'utopia fa bene all'Ecologia dei Media come a tutto il resto del pianeta in senso Universale e lo è in quanto serve all'umanità intera per spingersi oltre... essa mira alla grandezza ma non attraverso l'oscura prospettiva di un despota in quanto il suo dubbio oscilla eternamente tra i due poli della convergenza e della divergenza come i poli di un magnete ma è anche capacità d'astrazione della virtualizzazione della migliore intenzionalità che origina da una visione d'insieme quasi sempre iconoclastica.

A- Bene ha appena confermato la mia ipotesi sulla sua condotta per sua stessa ammissione: lei sembra nutrirsi molto di utopie e poco di cose concrete come i suoi colleghi umanisti che invece hanno investito una vita intera per la comunità e le ricordo dei quali lei si è preso gioco mancandogli ripetutamente di rispetto specie attraverso l'uso delle tecnologie: ha qualcosa da dichiarare in sua discolpa?

Em- Ho solo cercato di fare il mio lavoro impegnandomi per conseguire un risultato soddisfacente per me stesso e di riflesso per la comunità. Questo comporta che per farlo al meglio bisogna utilizzare i moderni mezzi di cui si dispone sia per efficacia ed efficienza sia per sostenibilità obiettivo quasi primario che dovrebbero primariamente sostenere innanzitutto politici ed istituzioni almeno per il rispetto delle persone e del periodo che stanno attraversando.

A- Ah allora insiste mancando di rispetto..!

Em- Non intendo offendere nessuno ne tanto meno mancare di rispetto non è mai stata mia intenzione: preferisco investire il mio tempo non sprecarlo!

A- Quindi dovremmo buttarci nel fiume solo perché lei sostiene che ciò che dice sia sufficiente a guidarci...?Non le sembra di fare per converso quello che critica ai suoi accusatori? Ovvero di manipolarci per andare verso la sua folle direzione un luogo di asocialità ai margini della società e di sicura perdizione? Insomma poi i risultati gli abbiamo visti con le tecnologie e sono risultati spesso dannosi se non disastrosi come la bomba atomica, vari fenomeni di alienazione e tante altre tragedie....; ha qualcos'altro da aggiungere?

Em- Non ho mai detto che dobbiamo abbandonare la vecchia strada per la nuova ma di abbracciarle insieme ed entrambe in quanto esse si intersecano non si escludono questo è stato l'errore troppo a lungo commesso da parte dell'analisi fatta dagli umanisti nei confronti della tecnologia . Il risultato è quello di avere due settori separati con le conseguenze palesi che ne sono derivate un aumento dei pericoli e delle minacce per la sicurezza dell'umanità e la situazione certo non migliorerà da sola fin quando sragioneremo così. Quindi allo stato attuale sintetizzerei la situazione con da una parte abbiamo dei superstizioni gli umanisti e dall'altra dei dissidenti gli informatici ditemi voi dove potremmo mai arrivare con una situazione come questa nel nostro paese...

A- Mi sembra chiaro e che non vi sia molto da aggiungere a ciò che ha appena detto è evidente che lei non cerchi alcuna conciliazione ne tanto meno predichi una politica dell'incontro esercitando ciò che crea divisione e contrasto...

Em- Questo è uno sbaglio che commettono coloro che mi accusano e che mi hanno portato qui a dovermi difendere per il prezzo che mi è stato imposto per essermi posto nella terra di mezzo dell'incontro tra le due posizioni diverse e contrastanti...Costoro mi e ci condannano alle conseguenze del loro pregiudizio dovuto alla politica dell'intrallazzo e della vera corruzione delle giovani menti e non alla scelta che deriva dalla riflessione sui più alti valori etici dell'umanità e della conoscenza.
Chi non ha paura della conoscenza si pone dinanzi ad essa in maniera aperta non fa chiusura non condanna chi non la abbraccia a priori.


A- Ricapitolando lei sostiene che l'utopia sia un bene necessario al punto tale di impiantarla nelle menti giovani e del suo prossimo ma allo stesso momento sostiene che un colosso dell'Informatica come lo è al momento Facebook sia un esempio negativo non le sembra che si contraddica da solo sostenendo l'abbandono della visione tradizionale per appunto abbracciare un qualcosa che è la conferma di ciò che essi stessi e aggiungo obiettivamente sostengono?

Em- Infatti non ho avanzato alcuna pretesa di fiducia cieca ma di un cammino su quella lastra fragile di ghiaccio che è la conoscenza dell'uomo in eterno conflitto tra la tradizione e l'innovazione ciò che intendo con l'abbracciare l'Ecologia dei Media è intraprendere innanzitutto un approccio il meno possibile pregiudiziale nei confronti della tecnologia ma stando sempre ben attenti ai rischi che hanno da sempre portato i fondamentalismi nelle culture. Essa deve ridurre la distanza tra macchina ed uomo ma anche tra gli uomini che poi altro non sono che i cittadini di questo terra/pianeta e non i padroni.

A- Fa riferimento alle religioni?

Em- Anche... perché non dovrei....

A- Perché lei non è certo un uomo di religione un prete o quant'altro se non erro...insomma non credo che lei sia nella posizione di dare insegnamenti morali...figuriamoci di fare prediche!

Em- Eh...me ne guardo bene...

A- Eppure non resiste tutte le volte a questa tentazione che con il passare delle domande mi e ci appare sempre più il delirio di una sua personalissima vocazione. D'altronde non è certo una novità conosciamo bene il suo blog e se lei è qui è principalmente per questo motivo!...Le confesso che personalmente ritengo le sue riflessioni al pari di monologhi che finiscono spesso nella retorica e a suonare come l'invadente melodia dell'arroganza!!

Em- Non lo dubitavo...non vedo comunque che interessi potrei mai avere....

A- Beh il suo stesso capo di accusa parla chiaro! La storia delle nostre civiltà non mente sull'operato di certe mire e di chi le professa...che di certo non si sono rivelate democratiche o interessate al conseguimento del bene comune!

Em- Anche questa è una sottospecie di condizionamento che per converso ha creato la paura di ciò che invece dovremmo tutelare ovvero la libertà sempre e comunque di pensiero e la manifestazione di esso...e non come grande principio ma come facente parte del grande processo del rispetto dell'universo delle sue leggi da cui deriva la conoscenza....ed è forse questo il problema il vero atto di arroganza che permarrà a prescindere dalla mia condanna nel nostro paese e che consiste nel volersi porre al di sopra di tutto e tutti! siamo arrivati al punto in cui la tutela dell'atto criminale ha infuso una tale censura che sono le stesse leggi che dovrebbero difenderci dall'ingiustizia a finire per perpetuare uno stato di illegalità e ad amplificare questa condizione. Questo per me è porsi anche al di sopra delle leggi e pure di Dio!

A- Come si permette! Lei chi si crede d'essere...!! Prima dispensa consigli morali poi addirittura bestemmia! Ma si rende conto? Come osa!

Em- Certo che si! Come mi rendo conto che non sia un peccato sostenere che Zuckerberg che per quanto sia innegabile  sia riuscito a far raggiungere un livello successivo all'informatica non si stia rivelando un ecologista dei media attento al capitale umano bensì sia esso stesso schiavo del profitto che con una pseudo mentalità hacker abbraccia invece pienamente quella che possiamo definire a maggior ragione Utopia dannosa.

A- Eh cosa dovrebbe fare secondo lei morire di fame...?E poi forse rischio di ripetermi ma lei chi è per dirci ciò che è bene e cosa male?

Em- E infatti non lo voglio fare se non sollevare una questione aperta....ma come potremmo farlo d'ora in avanti se i filosofi della formazione non conoscono questi strumenti? Si tratta di Riflessione in un particolare ambito che deriva dalla ricerca, dall'analisi e dallo studio dal formulare ipotesi e stringere qualche tesi come si è fatto sempre per tutti i settori della conoscenza...proprio non capisco la ragione di così tanta apprensione .... Quando invece questo stato ansioso dovremmo riversarlo sulla guerra, le centrali atomiche e tutte quelle cose che sono reali....

A- Lei continua a fare il dio sceso in terra...proprio non vuole capacitarsi della sua situazione..

Em-  Non si tratta di giocare....questo non è un gioco dico solo che non sarà certo un social media a salvarci ne tanto meno un'altra innovazione tecnologica se non cambieremo noi per primi....

A- Offende nuovamente che ci governa? E per lo più anche Dio!

Em- No dico solo che costoro non li reputerò degni di tale ruolo fin quando il loro messaggio non sarà  tale da indurre tranquillità e da infondere fiducia al pari di una voce che guida il cui conforto sia pari ad una luce che illumina al fine almeno di tentare di offrire un percorso di vita costruttivo. Fin quando non si verificheranno queste condizioni l'utopia sarà sempre dannosa in quanto non reale ed irrealizzabile..

..questa è l'unica forma di utopia che ritengo dannosa per me stesso e per gli altri al pari della speranza tradita! Queste sono le parole il messaggio che voglio sentire dai politici e dalle istituzioni!
Inoltre ritengo che quest'attesa per alcuni del Messia come per altri la sua ciclica liturgia ci abbia danneggiati e continui a farlo....non dobbiamo delegare a timori del passato speranze in miracoli immanenti come a trend passeggeri la responsabilità del nostro futuro..

..l'unica cosa che abbiamo è la realtà o quella che presumiamo tale e la nostra evoluta capacità d'indagine e di analisi tutto il resto non è utopia bensì un atto di fede tra l'altro cieco!

A- Basta! Per favore basta così! E' più che sufficiente...lei conferma con le sue parole ed i suoi astrusi ragionamenti tutti i suoi capi di accusa che adesso ripeterò ovvero è accusato di corrompere i giovani, non riconoscere gli dèi della città e di introdurne di nuovi. Non ho altro da aggiungere se non la consueta domanda: Lei che si fa chiamare Ecologista dei Media come si dichiara?

Em- Risponderò solamente con una supplica allo status quo a non commettere sempre gli stessi atavici errori che poi creano sempre i soliti martiri e a smettere di essere bravi nell'unica cosa che hanno sempre perpetuato ovvero salvare la faccia per non dire coprire il kiulo lasciando fare invece le cose specie quelle che riguardano l'avvenire della nostra civiltà a chi veramente le sa fare; prima che sia troppo tardi! 

Poi di smetterla di perseguire e ammazzare coloro che hanno il coraggio di prendersi responsabilità per il bene comune e sobbarcarsi sulla spalle quel peso che loro evitano vigliaccamente per vivere le loro comode vite passandole a difendersi e a crogiolarsi a non fare niente speculando sulla sofferenza umana che arrecano per la loro incompetenza che genera la vera inadeguatezza sociale e non quella artificiosa da loro indotta.

Questo sistema durato secoli in cui coloro che sono un aiuto alla comunità vengono trasformati in mostri minacciosi o in meteore la cui vita brucia velocemente anziché consumarsi lentamente ha dimostrato chiaramente la propria matrice fallimentare.

Concludo per i deboli di memoria e per coloro che ci istruiscono in nome dell'educazione ricordando queste parole che corrispondono alla parafrasi e alle parole di Socrate della fase finale dopo il verdetto del suo processo:


Fase Difesa Finale e Verdetto:
La sola cosa che Socrate sa è che non si deve vivere nell'ingiustizia, sia verso l'uomo che verso il dio: se fosse rilasciato a patto di non esercitare più la filosofia, egli non potrebbe accettare, in quanto starebbe contravvenendo agli ordini divini e non si starebbe prendendo cura degli ateniesi che ama, lasciandoli in balia di sé stessi:

« O miei concittadini di Atene, io vi sono obbligato e vi amo; ma obbedirò piuttosto al dio che a voi, e finché abbia respiro, e finché ne sia capace, non cesserò mai di filosofare e di ammonirvi [...] Tu che sei ateniese, cittadino della più grande città, non ti vergogni a darti pensiero delle ricchezze per ammassarne quante più possibile, e della tua anima, affinché essa diventi quanto più possibile ottima, non ti dai cura? »

Egli non per altro filosofa, per l'amore che nutre per gli ateniesi e per il compito assegnatogli dal dio, quello di risvegliarli; è un tafano messo al fianco di un cavallo nobile affinché non impigrisca, prova ne sia che egli per dedicarsi completamente a quest'obbligo si è ridotto in povertà. 

Afferma che il suo daimon gli impedisce di compiere il male, e ricorda la sua condotta: 

egli ha sempre cercato di vivere nella giustizia, anche se questo gli comportava il rischio di morte.

La proposta di pena:


Questa è la risposta che diede prima della condanna a morte con la proposta di carcerazione ed essere ridotto a schiavitù o all'esilio:


                        « Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta »


L'ultimo intervento di Socrate: 

Nel suo ultimo intervento Socrate fa notare le conseguenze del verdetto ai giudici a lui avversi: egli, già molto avanti negli anni, sarebbe morto da sé entro poco tempo. 

Con la condanna a morte, gli ateniesi avranno fama di aver ucciso Socrate, uomo sapiente, anche se sapiente non era. 

Socrate sa che sarà considerato un martire dai suoi amici, e che molti ne seguiranno le orme: se prima era uno, a punzecchiare i potenti di Atene, ora si moltiplicheranno; 

il solo modo che i potenti avessero di contrastare questi "tafani", come li chiamerà Socrate, sarebbe stato adoperarsi a conseguire la virtù, come ha fatto Socrate: egli non solo non ha implorato pietà, ma non ha neppure usato belle parole, falsi argomenti e citazioni – proprie dei sofisti – per ingannare i giudici: egli si è rimesso al loro giudizio per quel che è.

Con queste sue ultime parole, Socrate ricorda ai giudici che ad un uomo per bene non è possibile che accadano dei mali, e li esorta ad interrogare i propri figli come avrebbe fatto lui, per avvicinarli alla virtù.

Le sue ultime parole

« E dovete sperare bene anche voi, o giudici, dinanzi alla morte e credere fermamente che a colui che è buono non può accadere nulla di male, né da vivo né da morto, e che gli Dei si prenderanno cura della sua sorte. 

Quel che a me è avvenuto ora non è stato così per caso, poiché vedo che il morire e l'essere liberato dalle angustie del mondo era per me il meglio. Per questo non mi ha contrariato l'avvertimento divino ed io non sono affatto in collera con quelli che mi hanno votato contro e con i miei accusatori, sebbene costoro non mi avessero votato contro con questa intenzione, ma credendo invece di farmi del male. E in questo essi sono da biasimare.

Tuttavia io li prego ancora di questo: quando i miei figlioli saranno grandi, castigateli, o Ateniesi, tormentateli come io ho tormentato voi se vi sembrano di avere più cura del denaro o d'altro piuttosto che della virtù; e se mostrano di essere qualche cosa senza valere nulla, svergognateli come ho fatto io con voi per ciò che non curano quello che conviene curare e credono di valere quando non valgono nulla. 


Se farete ciò, avremo avuto da voi ciò che era giusto avere, io e i miei figli.

 Ma vedo che è tempo ormai di andar via, io a morire, voi a vivere. Chi di noi avrà sorte migliore, occulto è a ognuno, tranne che al dio. »