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mercoledì 4 settembre 2013

Feedback l'arte di arrangiarsi

strategie alternative feedback web
Perché sostenere che nel momento in cui un formatore si occupa di un'azienda che offre servizi il suo fidelizzare per esempio la clientela/utenza ad una pagina Facebook non possa rientrare tra i compiti di un progettista della formazione anziché un marketer?

L'oggetto in vendita non è l'abbonamento ne tanto meno Facebook intero ma un servizio il quale ha l'obiettivo di fornire un altro prodotto aggiuntivo all'abbonamento che tra l'altro è stato già acquistato. Qualcuno potrebbe insinuare tra la clientela che si stava meglio prima quando non esisteva la tecnologia e probabilmente tra le sue abitudini non vi è

quella mattutina di accedere ad internet forse lui sarà il caso di segnarselo su una lista per contattarlo telefonicamente ma tutti gli altri oramai integrati sapere che domani la palestra rimarrà chiusa per un problema all'ultimo momento verificatosi nell'orario di chiusura del giorno precedente non è una formalità di poco conto..

..in questa presa di coscienza vi è tutta la differenza tra ciò che dovrebbe far suonare un campanellino d'allarme alle varie corporation proprietarie dei maggiori social media/network per il momento ancora gratuiti e il rimanere a dei prodotti marketing based.

 D'altra parte fidelizzare ad una di queste piattaforme ed istruire al loro uso consiste in una vera e propria azione formativa. Il risultato di dividere questi due processi non dovrei dichiararlo io temo che sia evidente ovvero comporta l'incremento di rischio di device informatico ma anche la mancanza di fiducia nei servizi che un social media/network può e deve offrire relegandolo al pericoloso ruolo per se stesso di gioco-portale (per intendersi al pari di Badoo)

Quindi lasciamo da parte il si stava meglio quando si stava peggio e concentriamoci invece su come poter fare a migliorare quest'aspetto (i servizi) d'altra parte anche se questo Post scritto precedentemente a questo ha avuto un intercalare deprimente all'italiana è anche vero che essendo proprio di provenienza da quest'area geografica tutto ciò che ci rende disagiati ci fa aguzzare l'ingegno sviluppando la vera e propria arte quella dell'arrangiarsi.

Il made in Italy secondo me il verace fatto in italia è un fiore di loto. 

Questa introduzione non è autoreferenziale ma in sintesi vuol essere un invito ad intrecciare il settore della formazione con i marketer ed il loro ambito di lavoro in quanto credo che bypassate le mie prese di giro rette unicamente dal mio senso etico nei confronti del loro mestiere la necessità pratica ne fa virtù attraverso le nuove affondance digitali.

Questo significa che il digitale apre uno scenario pionieristico in cui probabilmente un'iniezione di profondità etica nelle strategie marketing inerenti i servizi il cui uso è strettamente dipendente dalla formazione intrinseca può smuovere un mercato oramai stagnante e che non funziona.

La regola dell'appeal risulta oramai a priori anche sbagliando una tattica che fa leva sull'inganno e la manipolazione della volontà quando invece in virtù di un mercato sempre più orizzontale l'essenza da catturare o da recuperare è la Fiducia.

Ciò non toglie che non mi tolga il cappello rispetto a tante trovate da marketer come però altre mi fanno veramente imbufalire e che rimango dell'opinione che non meritano alcun rispetto ma questo è un discorso vasto come l'ambito che va a trattare per cui è meglio rimanere più stretti possibili e vicino al tema che ci potrebbe rendere per così dire fratelli in armi.

Sul come fare invece per calarsi ancor più nello spirito pragmatico bisognerebbe iniziare a lavorar insieme e cominciare a far sentire la propria voce il cui eco sarà attenti a quelle due categorie....ma stavolta senza dover sedurre per poi tradire nessuno....questo argomento come macro tema generico lo avevo già affrontato in questo Post per quanto riguarda invece lo scendere in campo sarà un approfondimento che riguarderà i prossimi post.

Ora però un Post non è un Post se non vi è almeno un esempio in cui si dimostra che ciò che si è appena detto per cui pensando all'arte di arrangiarsi quando gestisco un gruppo Facebook come la mettiamo con quelli deputati ai servizi che superato il numero di 250 utenti non mi consente di visualizzare in quanti hanno letto una comunicazione importante?

Beh io ne faccio più di uno è troppo importante comunicare con tutti e poi li unisco casomai se tipo è una palestra li divido per attività/corsi.(pensate cosa non sarebbe poter dividere le categorie come per le amicizie di un profilo anziché in base alla privacy in base ai servizi).

 Se invece ho un gruppo Facebook con finalità didattiche il problema è la mancanza di una dashboard adeguata e il problema per ora non è risolvibile se non con un gran lavoro di comunicazione (email,chat,video chat) comunque per tamponare certe esigenze ho puntato molto su soluzioni cross-mediali come l'uso di Video-Tutorial e Podcast  e al'ausilio dei canali comunicativi che mi consentono di poter monitorare a prescindere dai freddi numeri delle analitiche umori e necessità degli utenti fornendo sia un servizio più capillare che di qualità ma il cui dispendio energetico da spendere è altissimo.(ma i risultati che si raggiungono sono reali e soddisfacenti per gli sforzi profusi)

Le metriche delle Pagine Facebook (Insights) non sono sufficienti per valutare la qualità del servizio prodotto per cui uso i questionari con la funzione "fai una domanda" ai gruppi ad esse connesse(collegate) quindi ho trovato il modo di avere sempre un gruppo delegato ai servizi.

Invece per quanto riguarda l'universo Google le Analitiche sono molto utili per certi scopi mentre per quelli inerenti la formazione sono inadeguate ed insufficienti (per quanto attraverso comparazioni incrociate si possano avere interessanti riscontri).

Ci vorrebbe un prodotto specifico. Con questo Blog interamente Google service based ho optato a creare un servizio in cui non manchino i canali comunicativi in caso di necessità/criticità e ho operato a livello cross-mediale sempre attraverso interventi formativi attraverso i canali di supporto ma rimane sempre la mancanza di poter elaborare strategie per migliorare i prodotti in prospettiva inerente la qualità a prescindere dalle logiche del marketing.

Purtroppo allo stato attuale delle cose l'interpretazione dei dati è troppo basata sulla supposizione in un settore che per puntare alla qualità è necessario avere indicatori ben più precisi e focalizzati. Per ovviare a questa mancanza faccio delle analisi incrociata tra Google analytics e i Radar Url che ho installato sul blog.

Questi sono solo alcuni degli esempi dei Feedback che mi sono dovuto inventare spero di essere stato chiaro e soprattutto non banale per un approfondimento su una studio di caso presto scriverò un post inerente LinkedIn e speriamo che presto le dashboard gli Insights ed i Servizi diventino più specialistici e meno appannaggio esclusivo dei marketter.