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venerdì 6 settembre 2013

Leonardo da Vinci contemporaneo

genio contemporaneo trans multi poli disciplinare
Lo chiamerò  L.V. in questo Post...come fosse il suo logo emule del mio visto che ho deciso di farlo vivere ai giorni nostri....come?

Non è ancora nato? E se lo fosse quanto durerebbe a Firenze? Che città troverebbe il genio supremo del rinascimento? Tutto è cambiato tranne che la sua città per lo meno di nome ma nei fatti com'è Firenze?

Quante domande e quante poco risposte certe posso darmi su quest'uomo e per quanto la sua immagine sia inattaccabile vista l'aurea sempre onnisplendente  non riesco a togliermi dall'immaginazione lui che vestito secondo gli usi dei suoi tempi a gesticolare agitato e dal fare convulso per dimostrare qualche suo aggeggio o teoria per le strade della mia città...

Probabilmente sono vittima di Firenze e delle sue architetture specie del centro storico il quale ci mette poco a far tornare l'immaginazione ai tempi del rinascimento.

Ma oggi a Leonardo non basterebbe far volare una colomba meccanica per stupire i suoi esperimenti genialmente anticipatori e visionari all'epoca oggi per convincere coloro che ci circondano della propria superiorità intellettiva non sono più sufficienti sarebbero giudicati dei trucchi di prestigio.

Ad esser più precisi oggi sareste giudicati degli ottimi illusionisti ma la fascinazione avrebbe poco a che fare con la scienza certamente con la tecnica ma come quest'esempio testimonia la differenza palese che emerge è che all'epoca di Leonardo bastava immaginare in un determinato campo/ambito e lavorarci per essere considerati dei geni mentre oggi i saperi si sono fatti ben più settoriali ed evoluti.

Ah se ve lo state chiedendo questo non è un Post serio o per lo meno non ha l'ambizione di esserlo...suvvia dopo tante battaglie e riflessioni nonché analisi concediamoci una tregua rilassandoci un po'....poi che in Italia appena si molli un tanterellino si finisca per vabbè dai eh sennò siamo punto e da capo.
La prima domanda inerente Leonardo è : "In cosa è consistito il suo genio?". In un certo senso la chiave che funge da risposta abbraccia anche i maggiori esponenti filosofici del '900 e a mio modo di vedere ha a che fare con l'origine e l'evoluzione della conoscenza che mano a mano da multidisciplinare è divenuta settoriale ed iper-specialistica.

Quindi c'è poco da essere nostalgici come i professori di Filosofia della classe ariana quando sostengono che le scuole del passato erano più dure perché multidisciplinari (univano le materie scientifiche e quelle umanistiche) perciò il livello basso di oggi è dovuto a questa motivazione /cambiamento.
Però si può anche obiettare nei confronti della scelta in corso d'opera aver diviso queste macro-branche in percorsi di studio separati sostenendo che non si sia rivelata una grande conquista per le questioni etiche della nostra chiamiamola così civiltà.

Quel che è certo è che il percorso relativo la diffusione della conoscenza dall'inizio della scienza ad oggi ha avuto un periodo diciamo mediano in cui i saperi umanistici con quelli scientifici erano parte integrante della formazione di uno studioso come che Leonardo ne fu all'inizio dando un magnifico esempio eterno di conoscenza multi-poli-trans-disciplinare.

Egli ebbe una capacità di osservazione mista ed intersecata con quella di astrazione fuori dal comune unica nei suoi tempi e fino a quelli a venire ma oggi tale capacità unita all'abilità nei veri settori sfocerebbe in poco e niente e tanto meno avrebbe il potenziale per fare ciò che egli raggiungeva nel momento in cui si relazionava con gli altri ovvero la Fascinazione.

Ho detto una cosa giusta? Non saprei chi lo sa... come si può sostenere una rappresentazione delle forme d'intelligenza che verranno se non rischiando di divenire un saccente banalmente privo della consapevolezza e totalmente della capacità d'astrazione! Ora tenetevi forte perché la digressione che compierò sarà al quanto ripida ma visto che siete abituati a viaggiare con la macchina del tempo ormai la gravità è l'ultimo dei vostri problemi; no?

Dopo che abbiamo appurato che il livello evolutivo comporterà sempre forme di genialità ben più settoriali ma anche talmente diverse da incrementare il rischio che da sempre ha corso la nostra umanità con la scienza ovvero quello di ignorarle la domanda che ne consegue è una semplice deduzione: come faremo a distinguerla se fosse di tipo non convenzionale?
Una volta Leonardo stupiva ma oggi a Firenze avrebbe vita dura d'altronde è anche difficile che un giovane possa avere i mezzi per sviluppare tecnologie ma anche idee che lo facciano notare.

Inoltre se vi è una costante che non è mutata di Firenze è che era una città la cui condizione mentale che imprimeva allora ai cittadini è la stessa di quella odierna paragonabile a quella da Ghibellin fuggiasco di cui parlava già Dante ovvero quella malattia mentale di oppressione a cui spesso non tarda a sopraggiungere quella violenza medioevale pronta ad intervenire al primo accenno di allontanamento dal regime..

..più facilmente equiparabile alla colpa attribuibile al libero pensare. Questa è l'unica fiorentinità di cui sono a conoscenza oltre a quella burlesca nostrana tipica di coloro che son frustrati da un sistema che costantemente li mette sotto e che loro malgrado han trovato con l'invettiva e la battuta a farne fronte quotidianamente.

Forse come allora questa pressione/malattia mentale è rimasta immutata e mi vien da sorridere quando sento frasi del tipo che chi ce la fa a New York è un grande perché chi ce la fa a Firenze è uno che ce la può fare ovunque...

..e chissà se questa pressione come allora non porta a continui tentativi di sopravvivenza => adattamento e sopravvivenza in un continuum senza soluzione di continuità...forse anche il sentirsi un non cittadino in casa propria tipico di questa cittadina contribuisce ma anche se così fosse come farebbe a far emergere un Leonardo in una città che grida al mostro alla prima ombra di diversità...?

Tutte questi aspetti non fanno altro che infittire un autentico mistero su ciò che accadde all'epoca e perciò che potrebbe accadere oggi.

Quel che è certo è che la città è rimasta fedele a sé stessa è uguale mentre il risultato è diverso di geni non se ne vedono da un bel po'....ma il mistero rimane di difficile soluzione ed è paradossale che tutto ciò ovvero il meglio della nostra civiltà sia avvenuto geograficamente in un luogo che offre il peggio.

Spiegato il fattore fascinazione distinta la tipologia di genialità e appurato che Firenze è rimasta inalterata come patria oscura ed ostile nei secoli e svelata la spinta evolutiva che essa comporta con il suo particolare ed unico clima emotivo al mondo come potremmo mai spiegare la fama di Leonardo da Vinci se non con l'Immaginazione come chiave di volta ed il particolare periodo storico in cui un uomo di talento attraverso la sua visione d'insieme multi-trans-poli-disciplinare è riuscito ad emergere?

Oggi è più difficile inventare solo attraverso l'uso dell' immaginazione ma è  possibile recuperare ciò che Leonardo ha fatto e saputo fare prima di tutti ovvero avanzare nella scienza nell'arte e nella tecnologia unendo tutte le branche dello scibile dei suoi tempi e potremmo fare anche di più supportandola con un'intelligenza di tipo alveare che consegue un unico scopo senza contrasti e divergenze ovviamente in nome della scelta migliore.

I mezzi li abbiamo e in teoria forse i tempi sarebbero anche tecnologicamente e tecnicamente maturi per evolvere una civiltà ancora rimasta al Medioevo. Forse era proprio in questo che Leonardo era allora: un uomo il cui genio era già contemporaneo.