Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

martedì 3 settembre 2013

No Feedback per il Formatore nel Web 3.0

Diagnostica web
Croce e delizia di ogni cosa che facciamo interfacciandosi con l'altro nel senso più ampio del termine il Feedback è tutto ciò che abbiamo per tarare le nostre strategie nella relazione che si crea con il tra virgolette "ALTRO".

Nella formazione ammesso che non siate dotati di poteri telepatici è l'unico strumento sia per consentirci di cercare di fare il nostro lavoro sia per fare la differenza.

 Per quanto non sia un Fan di statistiche ed analstitiche di derivazione prettamente dal marketing ciò non toglie che nel campo della Formazione precisamente nel digitale la possibilità di avere una diagnostica e quindi di poter monitorare dati che possono essere importanti indicatori sia una delle peculiarità attraverso cui le tecnologie dell'istruzione possono fare la differenza.

Quindi il problema/questione qual'è?

E' di stretta natura personale o investe il settore tanto per cambiare a prescindere anche dalle pseudo-intime preferenze?

Ahimè la risposta è quest'ultima ovvero il nostro settore nel momento in cui attua azioni sul processo formativo attraverso i moderni canali mediatici si ritrova a fare i conti con piattaforme di analitica prettamente marketer oriented.

D'altronde nel momento in cui basate la vostra attività sulla qualità dei contenuti cosa cambia avere una visione unicamente indirizzata a misurarne la popolarità?

Cambia qualcosa se non avrete ricevuto alcun commento sulla progettazione del vostro prossimo post?

Temo di no ammesso che un indice di gradimento sia sufficiente per capire quali argomenti siano di maggiore interesse in che modo poter constatare che abbia generato della conoscenza?

 Ma senza andare a toccare l'apprendimento per esemplificare mettiamo che Google Analytics vi dica che sul vostro blog il tempo medio di latenza sia di 1800 secondi cambia qualcosa nel venirne a conoscenza senza avere la più pallida idea di cosa stiano facendo per un Blogger che fa formazione?

Anche se effettuerete una sorta di controllo incrociato per stabilire quali siano gli argomenti di maggiore interesse la popolarità non rende sufficienti feedback per poter intervenire sulle dinamiche formative e questo è un grosso problema perché consente tra l'altro a far dichiarare a chi vede i Blog come una minaccia allo status quo che solo per questo motivo il blogger non fa e-learning.

Certo siamo al parossismo anche solo pensare una tale idiozia ma in italia siamo a questo livello di disconoscenza in cui per fare web-learning o vedete nei bulbi oculari il vostro discente o lo monitorate attraverso dashboard altrimenti fate del dilettantismo non formale.

Le domande sono tante i mezzi così pochi...e quindi risiamo alle solite e a doverci arrangiare all'insegna del

Ora se non avete il primo U' Pane per necessità fisiologiche alla lunga non potrete più applicare il secondo ovvero l'ammmore ma la terza 'a fantasia invece è la qualità su cui dovete fare leva per arrangiarvi in questo mestiere allo stato attuale dell'arte inerente il Web.

Che i puristi s'incazzino o meno al suono del numero 3.0 poco conta per il progettista della formazione i cui mezzi a disposizione sono rimasti all' 1.0 o ad essere più precisi a valide piattaforme come ad esempio per citarne una Open source Moodle ed altre privatissime e a pagamento ma che sono disintegrate rispetto ai moderni canali a disposizione.

Una breve parentesi nei confronti di piattaforme proprietarie il cui il progettista della formazione non diviene parte integrante del processo ma che è un acquirente che si troverà ad adoperare un prodotto fatto da terzi che a mio modo di vedere o presenta un altissimo grado di personalizzazione o il rischio è quello di maneggiare un mezzo troppo costoso e che poi si rivela essere poco flessibile rispetto alle necessità/criticità che si presentano asseconda delle situazioni. (questo perché molti dei corsi a distanza o blended che ho fatto poi si sono rivelati fallimentari a partire già dalla piattaforma troppo rigida e stereotipata)

A mio modo di vedere ogni formatore dovrebbe progettare una piattaforma proprietaria e un servizio/ piattaforma potrebbe essere pensato sul modello di quelle per realizzare siti come ad esempio Wix.it che sono estremamente personalizzabili e free e nella quali gli interventi di personalizzazione non muovono da una piattaforma rigida che richiede continui interventi di informatici per essere accontentati alla meno peggio bensì sulla creatività e originalità del Prog.d.Formazione.

Quindi il feedback nella professione del progettista della formazione che lavora nel digitale assume molti significati/funzione da cui dipendono la qualità e l'efficacia del proprio operato/intervento.

Sulla base di ciò che ho appena dichiarato vi è una differenziazione tra le tipologie di Feedback e le relative chiavi di lettura che ne conseguono le più importanti sono quelli che ci offrono le piattaforme che abbiamo deciso di usare da dare poi agli informatici che si dividono a sua volta in quelli degli utenti che la adoperano e quelli dei colleghi che la usano per lavorare.

Poi vi sono i feedback inerenti prettamente la qualità del prodotto formativo realizzato. Tutti questi indicatori sono molto importanti perché sono quelli che spostano l'instructional design ad un livello più avanzato rispetto ai metodi classico-canonici ma che se non sono coadiuvati dai giusti strumenti di monitoraggio/verifica resteranno sempre potenzialità inespresse.

Nel prossimo Post intitolato Feedback l'arte di arrangiarsi descriverò alcuni trucchi e strategie che nascono dalla creatività che è possibile applicare a questo mestiere ma anche dalla capacità di adattamento e flessibilità al contesto che ogni volta viene richiesta per risolvere la mancanza di strumenti specifici deputati al monitoraggio.

Nella fattispecie tratterò quella che scaturisce da ogni canale che distingue un media dall'altro in base a precise e alle volte esclusive peculiarità.