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giovedì 14 novembre 2013

Renzie e Red

guida ad un uso consapevole dei social media
Guida ad un uso  Inconsapevole dei social media/network.

Ricordate quando scrissi il Post sulla dura legge dell'1%? ..Anche se è trascorso un bel po' di tempo ce l'avevo con la Democrazia ed il messaggio illusorio che ci viene quotidianamente propinato nelle civiltà occidentali in cui la spacciano per essere una forma politico amministrativa sviluppata per il bene/benessere comune giustificando le mie teorie basandomi sull'analisi di alcune casistiche che pur essendo espressione della minoranza e delle minoranze fanno trasparire un regime travestito dalle buone intenzioni in cui invece sotto sotto cova un cuore prepotente e prevaricatore.

Ora quando si parla di social media/network solitamente quando viene sottolineata la necessità di una guida ad un uso consapevole di questi potenti mezzi/strumenti che definire comunicativi è assai riduttivo si intende trattare temi quali la pornografia per i minori, le violazioni della privacy, il copyright, il furto di dati/identità che sono macro tematiche palesi ma che finiscono per far trascurare aspetti ben più silenti ma terribilmente efficaci della condotta umana reificatasi nel web.

D'altra parte è una consuetudine della nostra natura non notare comportamenti subliminali che il nostro cervello non riesce a leggere proprio perché di stampo inconscio o gestaltianamente e percettivamente difficilmente individuabile.

Non sostengo certo niente di nuovo quando interi imperi esoterici fondano la propria matrice identitaria e la propria condotta manipolatrice sfruttando e facendo leva su tali meccanismi inconsci.

Altrimenti basti pensare a riti e rituali che in questo senso nella storia possono essere tranquillamente esser presi come prova/testimonianza e la cui efficacia è presto sintetizzabile anche con l'espressione pseudo-poetica per indicarne la vastità ideologica dicendo un semplice "da Menson a Scientology " e quindi farla breve con una chiusa modello Foscolo style.

Altra opinione piuttosto diffusa è che i social network ed i social media siano poco più di balocchi e che per non essere intaccati dalla loro azione anche qualora si manifestasse una loro influenza basta o non possedere un Account o ignorarli e essendo la nostra società basata su un falso ideologico ovvero il libero arbitrio parrebbe una visione che non fa neanche una piega.

Peccato che purtroppo la società sia composta da tante comunità/associazioni/gruppi che oramai sono affiancate da una struttura digitale (gruppi Facebook o Google Plus,Linkedin,YouTube,Forum) al loro sito web o anche emancipate se non addirittura nate prima nel digitale come molti forum e poi divenuti comunità di pratica nell'analogico e che quindi in certo qual senso tutti siamo collegati o destinati ad influenzare e ad essere influenzati gioco forza dal manifestarsi episodicamente ma anche costantemente di volontà più forti in quanto fattesi Maggioranza.

Poi questa sorta di catena potete ignorarla viverne al di sopra e destinarvi al meglio ma malgrado ciò toccherà farci i conti e che io sappia l'unità finisce prima ancor che divenire eroe un povero martire sfigato e sconosciuto.

Per spiegare meglio e render coscienti e consapevoli  su una delle dinamiche basiche che derivano calcando il modello democratico mi servo sempre dell'esempio della classe universitaria prendiamo un docente che ormai è ben consapevole dell'effetto polarizzante che può avere il suo agire volontariamente secondo logiche escludenti o includenti nei confronti degli individui.

E' noto che una classe trattasi in altri termini di una comunità di pratica e che quindi sia un insieme di individui legato al conseguimento di un unico scopo che in questo caso è l'esame conclusivo/valutativo.

Egli senza proferir verbo e attraverso comportamenti espliciti ma semplicemente con l'esercizio del manifestare consenso anche implicitamente ha il potere di polarizzare la maggioranza ponendola in contrasto o in posizione di superiorità e perciò di sudditanza rispetto ad una minoranza.

Ecco spiegato qual'è il potere pericoloso dei social media ovvero quello di creare minoranze a loro volta con l'aggiunta di comunità-gruppi in cui il politico di turno attraverso la sua propaganda impositiva non fa altro che amplificare il messaggio escludente analogico con l'aggiunta di quello digitale creando una maggioranza polarizzata.

 Per quanto indipendenti queste comunità-gruppi allargati non sono altro che delle sotto categorie di altri macro comunità che sono già al potere acquisito e per cui creano un' illusione di indipendenza che invece è solo prodotto di un effetto replicante. Inoltre i social creano anche un effetto a scalare in cui la maggioranza gioco forza acquisisce maggiore forza rispetto al singolo che anche se in posizione di netta ragione si trova passatemi la parola a prenderle  e perciò a subire nonostante il fine comune dovrebbe essere il raggiungimento del bene condiviso.

Spesso per svicolare questa posizione impositiva e di effetto/trucco speculare i fautori del potere per intendersi i gaudenti aggirano la truffa sostenendo che mica si può accontentare tutti ma riflettendoci la trovo una spiegazione/giustificazione al quanto sbrigativa e riduttiva  in quanto ormai la nostra conoscenza è ben matura per sapere che molte volte in situazioni critiche sia bastato il volere di un solo individuo su gruppi dal numero cospicuo per tener salva la pelle....ed è a questo punto che entrano in gioco i leader da strapazzo che richiamo subito alla memoria gli sparuti per quanto tragici esempi di dittatori e le ancor più tragiche conseguenze del loro operato e della loro condotta con un girar intorno al problema d'avervi stancato e costretto al ritiro ideologico.

Ma allora perché se contraddicono l'operato di questi personaggi fanno lo stesso? Trattasi di una vera e propria contraddizione in termini! O di un infinita concatenazione di effetti speculari che non è certo fiato sprecato e che se perpetuata e ripetuta nel tempo a qualcosa per queste persone deve pur servire a qualcosa..pensare che lo facciano solo per pubblicizzarsi lo trovo pari ad un palliativo.

Ora tornando ai social media nel web analizziamo alcuni scenari ipotizzabili: l'utente X in questione non partecipa alla pagina pubblica in questo caso di Renzie e Enrico Red Presidente e tanto meno ha intenzione di possedere un Account Facebook anzi non accede proprio ad Internet e quindi è convinto di isolare il problema ma si rende conto che questi personaggi creano dinamiche di polarizzazione della maggioranza di cui lui non partecipando a prescindere diviene gioco forza la minoranza in questione?

 Possiamo forse negare che questo atteggiamento di ignavia digitale non comporti forse un rafforzamento della sicurezza data dall'illusorio credo che fa leva sul non partecipo quindi non mi compete e quindi non mi tange?

 Inoltre questa corrente sotterranea di messaggi polarizzanti senza i social media non avrebbero raggiunto in modo così capillare il sociale e per giunta così targhettizzato la televisione e la radio hanno un'influenza internet la amplifica e la rende ancor più mirata e ben più precisa per far giungere il messaggio che ahimé è sempre la stessa zuppa impositiva e mono-direzionale ed autoreferenziale.

Così la maggioranza lievita e cresce tra analogico e digitale e poco importa se i commenti nei confronti di questi personaggi sono negativi essi rafforzano ancora di più la loro authorship; agli occhi dei polarizzati essi esercitando la pratica dell'ignorare dimostrano la propria ragione e superiorità creando continuamente minoranze attraverso il gioco speculare delle azioni includenti/escludenti.

La selezione finale sara il guadagno attraverso i social media-network di una parte/fetta di consenso che senza questo strumento sarebbe andata persa e conquistata con il potere della comunicazione che genera consenso creando minoranze figlie del dissenso.

Così il signor X si trova poi ad avere a che fare con questa maggioranza che altro non è che una comunità invisibile non scritta né sui giornali né vista sulla Televisione e casomai è nella sua università o nel suo ambiente di lavoro e che a sua volta ha potere decisionale e che quindi lo costringerà ad accettare come cosa giusta decisioni impositive quando si trova ad essere per l'ennesima volta in minoranza...cosa farà allora se non decidere valutando come se fosse naturale o assecondandone il peso sostenendo che è la prima volta che si trova in questa posizione/situazione?

Ecco perché non bisogna permettere un uso di questi strumenti con precise strategie comunicative che sotto mentite spoglie non hanno alcuna intenzione per il bene comune!.... Salvo che anche voi non abbiate mire dittatoriali....eppure sembravano solo dei politici che non avevano il tempo necessario per rispondere e che delegavano la rassegna stampa ad un'agenzia per la comunicazione e tutto pareva così innocuo...

E' importante per questo compiere il primo passo fondamentale verso l'educazione ad un uso consapevole di questi nuovi media e che consiste alla partecipazione perché in verità mentre noi ne ignoriamo l'importanza questi giovani e vecchi volponi ci prendono in giro attuando precise strategie che sembrano snobbarli e farne un uso modaiolo e da gossip mentre fondamentalmente è alla nostra polarizzazione e sottomissione che mirano.