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giovedì 21 novembre 2013

Scienze dell'educazione degli adulti e Formazione Continua

Unifi scienze della formazione Firenze
Sono due settori diversi? O sono la stessa cosa? Forse uno è la continuazione dell'altro?

D'altra parte suonano equivoche...fossi un professore partirei da queste domande non solo per onorare l'importanza fondamentale nell'apprendimento di questo mezzo indagatore (intendo sua maestà la Domanda)da parte dello studente di Postmaniana memoria ma soprattutto per risolvere eventuali dubbi e non creare ulteriori lacune e incomprensioni.

Un buon inizio a mio avviso è partire subito dai dubbi se non per confutarli per lo meno per fare chiarezza specie se il settore disciplinare non è conosciuto o crea confusione in partenza.Ma si sa che in Italia c'è chi nella confusione ci sguazza..

..ma d'altra parte cosa vogliamo che gli freghi degli altri e delle loro responsabilità a questi soggetti egoisti e fuori dal mondo?


Fortunatamente un professore non lo sono e non lo sarò mai sfortunatamente ho trascorso una vita da studente sino ad oggi e conto di non passare mai più un solo secondo della mia esistenza a correr dietro alla peggior specie di stronzi presente su questa terra.

Ah pardon ho adoperato una parola colorita è che non mi sovviene l'aggettivo...come potremmo definire quella classe di professionisti a cui scomoda la più banale delle domande?

Forse facciamo prima ad escludere dalla categoria si ma quella diffamante coloro che non si comportano così che non hanno timori ancestrali riguardanti il venir meno dello loro immeritato status quo e che non vedono paranoici in ogni tentativo di migliorarsi da parte dello studente un atto di sovversione rispetto all'autorità.

 Anzi dovrebbero vederci l'occasione rara ed irripetibile che proviene dalla scintilla della curiosità. La domanda non dev'essere solo interrogatoria nei confronti dell'insegnante ma essa è utile anche quando ci pone dinanzi alle teorie con fare dubbioso e con piglio perspicace nel tentativo/processo di farsi e procurarsi una nostra personalissima opinione.

Poi che nonostante ciò ognuno faccia come gli pare è un altro paio di maniche ma nessuno ha potuto togliervi la vostra capacità critica e sottrarvi la libertà irrinunciabile anche di intraprendere il sentiero evitato da tutti dopo aver fatto le vostre riflessioni.

Per questi motivi molte definizioni che mi sono state fornite in ambito accademico non ho mai smesso di analizzarle per quanto offerte in un puro clima gerarchico che non ammette alcuna opinione in merito.

 Probabilmente la parte che segue dovrebbe essere costituita da domande che a loro volta dovrebbero essere poste a coloro che hanno fatto nascere le teorie...ma questi maestri non paiono essere disponibili nel fornire risposte così sarò costretto a riportare per l'ennesima volta le mie riflessioni e dover rinunciare ad un più costruttivo dialogo socratico.

Si lo so è triste....sa di auto-referenziale e masturbazione narcisistica...ma questo è il livello del settore....anzi direi che è anche peggio per esempio all'università che ho frequentato e conseguito un titolo formale pari ad una patacca è vietato anche avere opinioni personali figuriamoci porre questioni.

Purtroppo dai racconti che sento quasi all'unisono oltre alla mia testimonianza empirica pare che il livello in uscita degli studenti da parte del sistema universitario sia pari ad un'azione livellatrice da cui derivano tecnici esecutivi senza capacità critiche.

Nel qual caso dovessero essere persone che riflettono inutile dire che si porranno sempre dalla parte di maggiore polarizzazione che non so se socialmente rappresentano un danno anche peggiore.

Questo post anche se l'introduzione si è dilungata fin troppo quindi vuole mettere a confronto analizzando analogie e differenze le definizioni di Educazione degli adulti, la Formazione continua e la formazione permanente.

Prima una breve premessa inerente le definizioni e la stima che nutro nei loro confronti anzi che dico rispetto perché non voglio passare per il ribelle necessariamente anticonformista che rifiuta le regole ma per quello che sono; un ricercatore che cerca di spingere con il duro lavoro, l'abnegazione non solo spirituale ma anche empirica più in là l'asticella del livello di evoluzione del settore della Formazione e della progettazione della stessa sia in ambito analogico che digitale che blended.In realtà trovo confortevoli le definizioni e le cornici teoriche e non è certo un quieto vivere affrontare le sfide e prendersela con i titani, l'autorità e lo status quo anch'io preferirei non complicarmi la vita e casomai votarmi al santo protettore dell'ottusità; penso che si viva comunque meglio più sereni e sicuramente più tranquilli!

 Ovviamente le definizioni e le teorie che funzionano e vanno bene o che portano a conseguire risultati concreti non fanno parte delle cose da cambiare almeno per il momento.. 

qui il discorso o punto su cui lavorare si riferisce a quelle obsolete ed obsolescenti.In un certo senso il mestiere del ricercatore penso abbia a che fare con una riflessione sulla condotta umana e di pensiero che spesso mi trovo a fare quando mi ritiro momentaneamente dal sociale per fare i conti con la realtà e le dinamiche della vita e che mi porta a suddividerla forse peccando di presunzione in due macro-categorie:

Coloro che fanno di testa loro e Coloro che fanno solo ciò che gli dicono di fare e come gli dicono di farlo!

Quindi d'ora in aventi siete avvisati che se appartenete alla seconda categoria probabilmente la lettura di questo Blog non vi renderà felici...temo che per alcuni di cui non faccio i nomi altrimenti dovrei usare parolacce abbia addirittura un effetto urticante.

Di solito comunque quando faccio questo tipo di riflessione segue che mi viene assegnato il gentilissimo appellativo di arrogante e vien da se che coloro che danno seguito a chi mi accusa di tale ignominia hanno al loro cospetto una distesa di uomini zerbini che non fanno altro che confermare tale accusa diffamante amplificandola attraverso condotte e pratiche volte ad escludere/mi intellettualmente.

Peccato che lor signori guarda caso siano anche coloro deputati ad aver le chiavi della conoscenza e a gestirne il prezioso scrigno della loro validità.

Una certa difesa istintiva sarebbe anche giustificabile ma non è accettabile l'affermazione di ciò che non funziona come il rifiuto dell'evidenza specie quando manifesta.

...Sissignori nel mio vocabolario chi alle teorie non porta i fatti ad esclusione dei settori disciplinari che trascendono sono alla voce ciarlatani!

Peggio ancora a chi insiste su certe definizioni e distinzioni non curandosi del trascorrere del tempo con la scusa che le sue sono comunque le basi di una disciplina..

..vabbé tempo perso perciò chiudo solo con questa frase e che corrisponde un po' al mio approccio mentale e nel quale riconoscerete la matrice Popperiana:

a questo mondo nessuno ha ragione su niente e nessuno fino a prova contraria! 

Comunque se ho una colpa è di annoverarmi tra gli originali quando invece sono come tutti voi!

Educazione degli adulti
Purtroppo ad aggiungersi ai già deleteri parrucconi che in Italia vivono senza alcun rimorso da sempre nel regno dell'ottusità c'è tutto un universo all'insegna della chiusura intellettuale e culturale.

Si purtroppo essi non sono gli unici che contribuiscono a porre un fermo allo sviluppo culturale ed all'apertura della conoscenza e dei saperi in quanto nella nostra penisola non mancano invece quelli che data una coniazione di un certo ambito o settore disciplinare una volta fatto proprio lo difendono con le unghie e con i denti pur di non voler aprire gli occhi dinanzi all'evidenza.

Se proprio devo far un esempio il primo che mi viene in mente è il concetto di web design che per gli informatici o i designer non è affar o competenza di altri progettisti come quelli della formazione.Stranamente essi fanno corsi di formazione,podcast, webinar ma se provate a parlare di web learning vi dicono che non è affar vostro o loro dipende da che prospettiva lo si osserva.

L'educazione degli adulti in realtà partirebbe invece da una definizione corretta e quindi dovrebbe godere dell'immunità...che essa intenda i processi che insegnano agli adulti determinate conoscenze nessuno lo può negare tanto meno contestare.

L'educazione degli adulti è quel settore disciplinare che si occupa della sfera degli adulti che apprendono nei contesti formali informali e non formali.

Il problema quindi non c'è se non fosse che io ho un problema e credo anzi temo sia quello di vivere a Firenze in cui non esiste alcun contesto dei tre citati in cui vi sia il rispetto di alcuna delle conoscenza che abbiamo oggi in relazione all'educazione degli adulti in cui prima fra tutte vi è la psicologia dell'educazione.

Quindi trattasi di un problema al contrario in cui la definizione è giusta ma coloro che dovrebbero attuarla in primis le istituzioni e le comunità di pratica e sociali si ostinano a non rispettare e perciò si attua in Italia una sorta di regresso al contrario in cui una disciplina è valida ma il contesto è arretrato.

In pratica l'educazione degli adulti è una chimera anzi un'utopia!

Pensate solo alle multe che paghiamo alla comunità europea rispettosa nei confronti dell'EDA perché le università non sono regolari neanche sui corsi di studio.


Formazione Continua & Formazione Permanente
Anche questa se presa come definizione non fa una piega come quella di Formazione permanente in quanto trattasi di due aspetti quasi fisiologici dell'essere umano basti pensare alla costruzione della nostra fragile impalcatura della conoscenza per rendersene se non coscienti almeno consapevoli.

Mentre la formazione continua fa fede ad un processo lungo tutto l'arco della vita quella permanente è meglio identificabile quasi con un'impostazione ideologico-mentale in cui ciascuno di noi deve percepirsi ed essere percepito come individuo in perenne fase beta in materia di consolidamento e costruzione della conoscenza.

In ogni momento della propria esistenza suo malgrado pare che l'uomo apprenda-impari perciò in ogni fase del suo sviluppo nell'arco esistenziale è proprio il caso di dire che non smette mai di imparare. Questa in fondo può sembrare una banalità scontata...invece incarna una forma altissima di rispetto nei confronti di ognuno di noi come un'attribuzione di responsabilità che dobbiamo assumerci per il rispetto degli altri come di noi stessi soprattutto in relazione delle fasce di età inferiori o superiori alla nostra.

La formazione continua perciò è un settore disciplinare che annette l'educazione degli adulti che ne costituisce una parte più precisamente una fase che corrisponde all'adultità. Purtroppo invece i fatti parlano diversamente in quanto viviamo in un paese in cui non si rispettano neanche i principi basilari dell'educazione degli adulti e in cui la formazione continua non viene in alcun modo attuata e perpetuata.

Sintomatica è la Vision che gli accademici hanno inteso dare a questo settore attraverso le loro scelte didattiche e che confermano il cattivo stato di salute di questo approccio evolutivo.
Un esempio è la situazione dell'università di Firenze luogo in cui  pur se esclusivamente manierista poteva essere considerato anche se anacronisticamente come una presenza sul territorio in materia di Educazione degli adulti è stato quasi bandito lo studio delle tecnologie difatti nel passaggio dall'università di scienze della Formazione Firenze al nuovo indirizzo/dipartimento di  Scuola di studi umanistici e della formazione Università degli studi di Firenze non è stato costituito alcun corso di laurea basato su di esse che sono l'unico mezzo per rendere possibile l'educazione degli adulti....in questi casi specie sulle tecnologie digitali non è ammissibile un rinvio o un'ulteriore ritardo in quanto trattasi di discipline che non ammettono arretratezza a priori.Se pensiamo che questa università anche se faccio fatica a dirlo rappresenta un faro per il resto del paese..ditemi voi cosa possiamo sperare per il futuro.

 Conclusioni 
Ahimé non vi sono se non le solite ovvero che purtroppo bisogna prepararsi al peggio perché se da dove nasce tutto questo filone dello conoscenza umana e a cui consegue il rispetto dei suoi diritti e dei suoi limiti in materia di apprendimento ed accrescimento personale temo che il futuro non sarà grigio ma nero!

In Italia specie a Firenze luogo in cui vivo il problema non sono le definizioni in questo campo che sono anche cresciute ed evolute il problema sono gli ignoranti nel senso che le ignorano per fare i fattaci loro a causa del potere immeritato e la onnipresente corruzione.

Se prima non elimineremo chi blocca la formazione dell'individuo rendendolo conforme e obbediente per avere ciò che non merita  non avremmo mai alcuna formazione continua né permanente....figuriamoci poi un'educazione degli adulti.