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martedì 31 dicembre 2013

Formazione Fast food?

formazione senza formatori e progettisti della formazioneWebinar, Corsi di formazione, Podcast, Blog magazine e quant'altro si stanno diffondendo endemicamente nella rete;

ma si tratta di una cura per il nostro paese malato di ignoranza o trattasi di un tumore?

Esso è maligno o benigno?

Perché coloro che producono questi tipi di prodotti escludono gli esperti della formazione nel palmarès della propria agenzia-rivista web?

  Quali ragioni intrinseche comportano questo tipo di classismo nel web?

 Forse la ragione è insita in un settore innovativo o invece nella nota avidità da business?

Le domande si accalcano per quante sono e forse è cosa buona e giusta puntare la lente di ingrandimento su questo nuovo fenomeno che sta dilagando nel web...così che anche se non daremo una spiegazione o un giudizio per lo meno vedremo se ne usciremo con le idee un po' più chiare.

Per quanto questa nuova tendenza non possa che farmi piacere è mio interesse andare un po'più a fondo nell'analisi di alcune casistiche che senza far nomi (corrispondono alle maggiori realtà italiane) per capire se realmente trattasi di evoluzione del settore ovvero sviluppo inteso come trasposizione di ciò che vi è di meglio nell'analogico al digitale ma onori anche lo spirito intrinseco della rete.

Come in tutte le attività che riguardano la formazione i due fattori principali da prendere in esame sono la valutazione delle competenze in ingresso date dal livello del docente e quelle in uscita che equivalgono a ciò che ne' trarrà il discente.

Facendo un po' di dietrologia qualche tempo fa se si parlava di formazione a distanza si faceva riferimento al solo e-learning e il settore umanistico perdeva più tempo dietro alle criticità che sul "fare" e "mettere in pratica" con il solito risultato di fare tanta chiacchera e pochi fatti...nel frattempo gli informatici giustamente si stressavano ma continuavano a lavorare e ad essere pragmatici sino a che arrivato ai giorni nostri con l'attuale stato evolutivo del web è nato il web learning e tutta una serie di prodotti per consentire una nuova tipologia di formazione a distanza ben più immediata(meno mediata) e perciò anche maggiormente esposta alla caducità tipica delle logiche consumistiche. Quest'ultima è sia sincrona che asincrona e annovera trai suoi strumenti-prodotti: i Blog, I forum, Gli Wiki, i Podcast, Video-tutorial, Webinar, Podcast.

Ciascuno di essi presenta diverse variazioni sul tema giusto per fare un esempio i Podcast asseconda della piattaforma possono essere usati come traccia audio MP3 da incollare su blog o siti tramite codice HTML o da postare sui social network-media o come canale radio perciò Just in time o altrimenti come Webinar.

Solo citando questi media attraverso questa xtra-sintetica esemplificazione emerge chiaramente quanto si sia evoluto questo settore ma anche quante possibilità abbia il formatore ed il progettista della formazione per conseguire azioni sul processo formativo.

Anche se dire: tutto è possibile potrebbe sembrare lo slogan-pubblicità di un noto marchio di fabbrica con il chiaro messaggio di andare oltre il limite con un'abile progettazione possiamo rendere l'apprendimento addirittura ben più efficace rispetto ai modelli tradizionali; questo non significa che sia più facile per chi progetta il percorso didattico e di apprendimento anzi il processo è divenuto più capillare e perciò materia- oggetto dell'instructional design.

"Detto in altri termini la tecnologia per quanto strumentalmente risolutiva e facilitativa nei processi didattici e di conseguenza di apprendimento non attua una riduzione di complessità nell'attività di design!
Inutile dirvi che ai fini dell'efficacia/efficienza aiuta oltre all'esperienza ed alla cura una forte propensione alla maniacalità applicata al settore..
.non che dobbiate finire al manicomio per conseguirla;si tratta di essere ossessionati dal ridurre le criticità come se foste degli assicuratori che anziché studiare il caso sulla probabilità quando il danno è già avvenuto agiste in anticipo per far si che esso non si verifichi affatto.(aiuta nell'impostazione mentale in fase progettuale effettuare una virtualizzazione del pensiero simulativo anacronistico come se il progettista potesse viaggiare nel tempo dal presente dell'atto generativo del prodotto formativo al passato in cui i discenti-Utenti ancora non lo hanno fruito in quanto ancora in potenza).

Quindi riprendendo il discorso iniziale pur essendo xtra -felice per coloro che improntano all'interno della loro attività lavorativa un sistema di diffusione della conoscenza basato sulla competenze specifiche di professionisti di settore usando i nuovi e potenti mezzi/strumenti per la formazione online non lo sono per converso quando vedo che non solo non sono ad opera di professionisti del settore ma che se interpellati per eventuali collaborazioni dalla risposte o dalle non risposte fanno trapelare una chiara ignoranza sull'argomento.

Sembrerebbe che coloro che intraprendono questo tipo di Formazione lo facciano più per seguire un trend una moda che altro non capendo forse l'atto di irresponsabilità che compiono...e le naturali implicazioni complesse che trascurano.
 Per intendersi un corso di formazione per un'agenzia è una forma di marketing molto più potente di qualsiasi campagna di comunicazione(proprio per questo il fattore business anche nel web mostra sempre il suo aspetto più deteriore e minaccioso)..
..se poi pensate che il passa parola è virale al pari di un virus influenzale beh penso che non compio certo un atto di arroganza nel fare una semplice operazione di logica deduttiva sostenendo ad alta voce che chiunque non sappia cosa sia la scienza della formazione non potrà fornire altro che un corso di formazione di basso livello..
..con questo non voglio dire che comunque sentirete necessariamente inquinamento acustico nel qual caso frequenterete un webinar dando segnali di squilibrio da fondamentalista ed integralista della formazione quale poi io non sono o non mi sento di essere...anzi...
..bensì che il docente per quanto bravo ed esperto e sicuramente di livello non potrà garantirvi alcuna qualità inerente le strategie didattiche e che perciò il vostro apprendimento sarà delegato e commisurato alle solo vostre capacità intellettive e cognitive.

Comunque non è una novità di questo post il legame molto stretto tra formazione e tecnologia informatica e la forma di marketing silente che avviene nel momento in cui si legge una fonte e la' si dà per valida basti pensare ai blogger che vivono del proprio mestiere ai servizi di'... come non è nuova la mia constatazione che se non vi sarà formazione sugli stessi prodotti informatici non vi sarà diffusione della cultura digitale.
Fatta questa premessa visto che in altri post ho già trattato i media che ho citato precedentemente per fare formazione nel web inizierei con lo strumento-servizio che adesso mi sembra più a rischio di faciloneria e che incarna il trend più attualmente in voga da parte di agenzie web , magazine e riviste online ovvero il Webinar:

se vi è un pregio molto esplicito del webinar è quello di essere abbastanza veloce ed immediato(il che è anche un demerito in quanto spesso questa facile accessibilità si traduce in pressappochismo in colui che lo realizza) sia per chi lo produce che per chi lo consuma.Ho usato quest'ultimo verbo perché il suo scopo è proprio quello di essere fast e light al pari di una barretta proteica e mirare ad un target che non ha certo intenzioni di abnegazione formativa.
Quello invece implicito è che offre il vantaggio ad un professionista di poter offrire le proprie competenze e quindi in un certo senso emulano l'atavica arte dell'apprendistato avendone evoluto l'aspetto empiricamente caratterizzante spazio-temporale possibile solo in presenza e nella vita analogica.
Purtroppo queste peculiarità tecniche non sono tutto e non assolvono al ruolo del progettista della formazione il quale attraverso l'attività di revisione interviene in tutte quelle criticità che rischia di commettere sia un docente che un formatore.
Ovviamente se il corso fosse progettato insieme al docente/professionista la qualità potrebbe essere ancora più capillare e garantista rispetto alle competenze in uscita anziché una scommessa sulle probabilità.

In altri termini il differenziale qualitativo avviene di norma ad opera dell'intervento revisionista del progettista della formazione o di quello progettuale dello specialista in Tecnologie dell'Istruzione.

I Blog
Nella formazione non si può non amare il blog come strumento didattico non ci sono se e ma è così punto e basta!!
Chi sostiene il contrario o è una mente chiusa e rigida o vuol fare diventare la vostra mente rigida come uno stoccafisso...ma questo non vuol dire che fare blogging equivalga necessariamente a fare formazione di qualità(purtroppo).
L'automatismo formativo attraverso il media della scrittura e il potenziamento cross-multi-mediale è talmente potente intrinsecamente che nel momento in cui cerchiamo una fonte e la reperiamo in un blog può trarci in inganno e confonderci con il messaggio formativo.

Senza resuscitare dei grandi dell'Ecologia dei media come Marshall McLuhan non è solo lo strumento ad avere importanza ma è il messaggio intrinseco ad esso che offre un Plus che altrimenti si rivelerebbe solo un'aggiunta di informazioni e per lo più scadenti.Tradotto intendo che se un blog fa formazione autoreferenziale a scopi di marketing o di archivio di fonti per lavorare per quanto sia una notevole risorsa non onorerà se non sotto mentite spoglie lo spirito della Rete in cui si condivide con altruismo e si cerca di essere meritocratici.
Comunque capisco che trattasi di valori alti mentre l'analisi deve spiegare se un blog nel momento in cui sviluppa formazione quali competenze in  uscita può garantire e quali manchevolezze e criticità potrebbero presentarsi al varco.
Anche in questo caso vale lo stesso discorso fatto per gli Webinar al docente e  che è:
"Sorry..per quanto tu sia esperto lo strumento che stai adoperando non ti consente di ridurre a prescindere dall'intervento di un'attenta progettazione al minimo il livello di criticità potenziali relative all'apprendimento e perciò non puoi garantire alcuna competenza in uscita dal tuo intervento;la conseguenza del tuo operato è che deleghi l'efficacia e l'efficienza del tuo contenuto alle capacità auto-formative del discente
Quindi la formazione intrinseca ad un blog salvo personalizzazioni e strategie che di norma non vedo nella stragrande maggioranza delle attività web è da considerarsi al pari di una guida, un percorso suggerito per formarsi che alla garanzia del conseguimento semi-certo di un apprendimento/competenza.Se aggiungiamo che spesso nelle risorse non è presente l'attenzione a scongiurare e conseguire una forte riduzione del margine di errore in quanto il docente-professionista se lo tiene per se ne consegue che non si verificherà mai un vero e proprio apprendistato in cui l'allievo potrà anche superare il maestro ma che manterrà sempre quel differenziale qualitativo che fa di lui un professionista e di voi un semplice apprendista.

Perciò questa forma di fare blogging è più una forma di marketing silente ed auto- referenziale perché mira ad  auto-promuoversi e a mantenere attraverso il proprio blog un database in cui poter recuperare fonti e risorse utili nel momento in cui le deve riapplicare in qualche progetto/lavoro..

..il che equivale al prender due piccioni con...

..se ci pensate bene questa attività è normale nessuno ha una capacità mnemonica tale da ricordare un infinito numero di procedure e di processi alla quale si aggiunge anche la notevole difficoltà nel poterli archiviare...insomma i preferiti(per un pro Web) non bastano.


 CONCLUSIONI 

Non voglio certo dire che chiunque non possa fare formazione in quanto sin dalle nostre più lontane origini l'uomo impara da sempre per emulazione e con rapporti di natura discepolo-maestro ma che se vi affidate a servizi di questo genere in cui un esperto o un senior vi insegna le proprie competenze rispetto ad un sevizio almeno di revisione di un progettista della formazione avrete sempre a che fare con una trasmissione di contenuti di un individuo che cerca di fare del suo meglio ma che non ha sviluppato un occhio critico in quel settore né tanto meno ha studiato per svilupparlo.

Essere il migliore nel proprio settore non scongiura che si possa essere dei pessimi insegnanti e non sapere nulla di strategie didattiche specie se online(inerenti le Tecnologie dell'Istruzione)!!

Le domande che bisogna porci quando stiamo decidendo se partecipare ad un corso online dovrebbero essere:

ma a quanto sarà ridotto il livello di criticità per rendere efficace l'apprendimento?

Il docente avrà speso il tempo sufficiente per controllare il tutto?

Riuscirà a vedere attraverso il contrasto ciò che egli stesso ha fatto senza alcuna revisione esterna?

Ha sufficiente esperienza per conoscere almeno le regole basiche per cui un corso di formazione 

(sia esso in presenza o a distanza) si giudica a priori o in corso d'opera critico?

Se ci pensate basta una semplice riflessione per rispondere a tutte queste domande senza il bisogno di procedere ovvero come può un professionista in un settore pur bravissimo e di alto livello concentrarsi su tutte queste strategie e metodologie quando egli sta spendendo tutto il suo prezioso tempo e le proprie energie e risorse per concentrarsi ai fini di generare contenuti di qualità?

Inoltre se fossimo capaci di rivelare autonomamente gli errori non avremmo certo bisogno dell'intervento esterno di terzi (revisori) ed esaminatori... figuriamoci poi allora a cosa servirebbe trovare degli esperti per farlo...

Inoltre come fanno agenzie e riviste web a selezionare la qualità delle competenze?

In base a quali analisi dei bisogni?

Forse attraverso la perspicacia e casomai pure con fiuto ed esperienza ma senza una figura professionale specifica probabilmente potrebbe trattarsi dell'ennesima conferma della ristretta mentalità intestina che equivale all'anti-formazione....

Tutto ciò mi conduce alla riflessione se sia giusto essere lascivi anche in questi casi di cui siamo testimoni e aggiungere l'ennesimo colpo basso e svalutativo nei confronti del settore della Formazione che si sta' manifestando proprio nell'ecosistema più innovativo che attualmente costruisce cultura e conoscenza di nuova generazione.

Quel che è certo è che così tanti indizi fanno una prova e rappresentano quanto basta per i miei gusti ed esigenze formative facendomi orientare verso chi contempla una prospettiva specialistica e non generalista...a voi invece delego l'ardua sentenza...