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venerdì 14 marzo 2014

Cultura istruzione Formale vs non Formale

cultura ed istruzione formale in Italia classista
inUtiliBologna.blogspot.it
A pochi giorni da Febbraio mese in cui avrei dovuto raggiungere il traguardo-conseguimento del titolo di studio magistrale è inevitabile che costretto al ritiro dalle motivazioni che oramai conoscete così bene ed approfonditamente sia inevitabile una riflessione sull'istruzione formalizzata.

Anche se scriverlo non serve a niente ed è dimostrato sia dal punto di vista dell'ingiustizia che dall'inciviltà irresponsabile dimostrata e ben documentata da parte di un'istituzione che lascia andare via anzi caccia a colpi di persecuzioni e ripercussioni uno studente magistrale che ha conseguito comunque una triennale nello stesso istituto e per giunta quasi con il massimo dei voti quando nel Corso di Laurea si contavano a mala pena una trentina di pseudo-studenti con l'appellativo diffamante di ladro e plagiatore di tesi per privilegiare un cospicuo numero di studenti provenienti da altri indirizzi di laurea.(per dovere della cronaca alcuni in un anno e mezzo si sono laureati a Febbraio 2014)

Si lo so è un'espressione forte ma ho scelto la più soft solo perché sono un signore ma è un eufemismo e un atto di generosità che non si meritano né loro né tanto meno i docenti quando invece dovrebbe occuparsene la magistratura non intesa come tale e quindi come organo ma solo ed unicamente come: GIUSTIZIA!!

Ma come mi ha insegnato mio babbo per gli scemi non vi è paradiso mentre l'italia è il paese degli stronzi...che altro dire..se non che fino a quando non ritireranno anche la pubblicazione degli elaborati in biblioteca come hanno fatto per le Lauree Triennali vi esorto ad andarle a leggerle dopotutto sono i frutti che garantiranno il futuro al settore e usciranno tutti con il massimo dei voti tutti con 110 e lode esenti dalle TASSE!!

Tranquilli non perderete il vostro tempo suddetti lavori avranno delle pagine da leggere è garantito mancheranno solo di stringere a delle tesi e mancheranno anche di Ipotesi ma d'altronde per essere scritte da docenti ed assistenti che nella vita non hanno mai concluso un fico secco cos'altro ci sarebbe da aspettarsi?

A testimonianza di ciò che dico vi esorto anche ad andare ad assistere alle dissertazione che sono pubbliche e ad assistere alle commedie. Se non siete appartenenti alla categoria Nanny Loyana a cui un mi manda Picone fa aprire tutte le porte sino a quelle delle casseforti anticipate i tempi andate dai giovani fate quello che nessuno ha mai fatto per voi e soprattutto fatelo per il bene del settore per chi lo ama e per quelli che anche meglio di me sono costretti al silenzio del non esercizio della professione ed alla vergogna da fallimento indotto..

..fatelo perché è un vostro diritto ma anche dovere prima ancora del voto politico l'università è il futuro della nostra terra e dei nostri figli. Non solo perché alle nostre tasse corrispondono di rimando i nostri sacrifici e rinunce finiscono nelle borse di studio di questi sedicenti individui ma la vita continuamente ci fa presente che siamo tutti collegati.

Coloro che esercitano grazie all'ignavia impunemente la propria condotta immorale e distruttiva non hanno il diritto di dividere gli animi, stroncare la passione con una tale forza dirompente da riversarsi a cascata sui settori disciplinarli condannandoli all'immobilismo e al restringimento dell'orizzonte creativo.

La ricerca va non solo tutelata ma resa orizzontale e non è necessaria una rivoluzione ma un'azione giusta e perciò meritocratica: i nepotismi non solo sono dannosi, essi sono: INUTILI!

Dopo la premessa anche se non dovuta in questo caso la questione sulla cultura-istruzione nella fattispecie universitaria si riduce a seconda del settore su dinamiche di potere e sul diritto che si accaparra una determinata lobby nell'avere il diritto di certificare le competenze attraverso valutazioni e conseguenti certificazioni.

Chi ha scelto queste persone?

Chi certifica le loro competenze?

Hanno sviluppato per lo meno chi ha avuto a disposizione lunghe carriere un solido collegamento-ponte con il mondo del lavoro?

Sono meritocratici? Sono oggettivamente onesti ed arbitrari nella loro condotta?

Sono sufficientemente documentati? Hanno fatto ricerca ma soprattutto ha essa condotto a qualche risultato concreto?

Rovesciare la prospettiva della certificazione delle competenze ponendo i giusti accenti su coloro che la attuano in Toscana è il primo passo sostenibile a favore di una gestione apolitica a favore dello sviluppo prima civile e poi economico sociale. Di signori presta servizietti la nostra Regione Toscana ne ha già abbastanza...che vadano a fare le commesse (chiedo scusa al settore)...anzi che coprano ruoli in cui le responsabilità non esistono...altrimenti di webcam in vendita nei maggiori punti commerciali ve ne sono già a badilate.

Ancor prima di risolvere la base di partenza è necessario chiedersi a cosa serva avere persone scarsamente motivate poco preparate con il massimo dei voti con pluri-attestazioni formali che occupino nell'immediato futuro ruoli e occupazioni professionali già portatori sani di condotte inapprensibili per i cittadini di sana e buona volontà.

Quale senso abbia continuare a certificare la trasmissione di competenze obsolescenti ad opera di corpi docenti a loro volta obsolescenti che non hanno fatto alcun che in un venticinquennio di carriera e che insistono nel voler mantenere la poltrona ancora per due o tre anni solo per non mollare la loro vita mondana.

Attualmente nei termini di un biennio-triennio si parla di cambio generazionale con danni riflessi nel campo di azione di circa un decennio lasciare queste persone a non fare niente e danneggiarci significa condannarci ad un avvenire sempre in decrescita e recessione senza speranze.

Come può chi non ha fatto niente nel fiore della propria carriera e ha solo rubato pensare di poter fare una virgola quando tutto si è già concluso...come?

Come poter fare ancora convivere certificazioni formali chiuse e nascoste rispetto alle pubblicazioni sul Web?

Perché mai dobbiamo far resistere in Italia ancora rispetto all'Europa e pagarne due volte il prezzo prima con le tasse poi con le multe la mentalità impositiva della superiorità delle certificazioni formali rispetto alle competenze di un professionista auto-didatta?

Perché deve resistere la non certificazione delle competenze reali specie se pubbliche con il Web?

E voi riuscite ad accettare che questo avvenga ancora per tre anni mentre molte persone hanno perso il lavoro mentre per quelli che lo hanno mantenuto stanno malissimo e vivono sotto continuo ricatto?

In base a quali meriti continuiamo a privilegiare e affidare status quo e privilegi ad individui che per converso non restituiscono niente alla società se non azioni classiste e anti-meritocratiche?

Per fare innovazione in Italia pensano basti fare mega truffe su acquisti di qualche migliaia di tablet per le scuole dell'obbligo mentre le università con gli indirizzi magistrali offrono questo strazio?

Io voglio un paese per il mio futuro che se certifica competenze lo faccia su fatti reali e in cui ciò che si palesa agli occhi venga riconosciuto e non che affidi meriti a chi fino a prova contraria non è capace di dimostrare un bel nulla se non la propria ignoranza ed incapacità. Ne consegue che per certificare vi debbano essere delle figure realmente capaci di giudicare costruttivamente ed equamente oltre che ovviamente competenti nella propria materia.(e che siano anche umili pronti ad essere superati da chi è migliore e allearvici per crescere reciprocamente). 

I corsi di laurea in quanto tali poi non hanno alcuna responsabilità essi hanno solo una priorità: 
fornire un'Offerta formativa spendibile sul mercato del lavoro punto e basta!! Bisogna eliminare tutto ciò che non serve a niente specie se nutre solo il narcisismo autoreferenziale del docente egli o ella hanno già la pancia piena ed il loro posto di lavoro: i veri discenti no!
Quindi la questione è presto risolta, il tumore sono i cattivi docenti mentre i prodotti formativi siano essi formali che non formali sono solo le metastasi. La prima presa di posizione e di intervento risolutivo dev'essere agire sulla certificazione delle competenze.

Sin quando resisterà quella formale rivolta soprattutto agli immeritevoli e la chiusura per la valutazione delle competenze in ingresso degli stessi valutatori quando i nostri politici parlano di innovazione prendono solo per il kiuolo..

..e di conseguenza queste vecchie volpi e iene di baroni dopo anni di governi e ministri dell'istruzione che si sono succeduti tutti della stessa razza-specie e senza alcuna riforma di quest'ultima sanno bene come mettersi sotto vento e proseguire a prendere in giro a loro volta chi ci prende in giro.
Preghierina per Renzie che parlano di futuro ed innovazione.

Questo post potrebbe essere sintetizzabile con questa frase

"I professionisti Web si fanno da soli!"

Iniziate a varare leggi che incentivino questo nuovo modo di lavorare e fare realmente sul serio e non solo chiacchiere e documentatevi in quanto non solo agli inizi (almeno un anno) si lavora gratis ma lo si fa anche da cinesi ovvero 12 ore al giorno senza pause perciò iniziate creando delle partite Iva ad hoc e smettetela do generalizzare scoraggia anche un disperato figuriamoci i giovani nel paese in cui  la mentalità imperante è quella del:

"Non faccio niente per niente...

..togliete dalla Ricerca universitaria proprio codesti soggetti e smettetela di incentivarli e proporli essi incarnano modelli negativi per la crescita e sono buoni per altre responsabilità non certo quelle dedicate all'innovazione.

Infine dovete certificare le competenze e la professionalità di queste figure per alimentare il sacro fuoco della formazione continua e permanente specie in chiave europea e ad opera di persone che ne hanno data ampia prova e testimonianza come eccellenze spontanee e non indotte e che non hanno prodotto alcun ché.

Documentatevi perché agli occhi del mondo e del paese e di coloro che abbracciano la filosofia del professionista Web che si è fatto da solo altrimenti apparirete solo per chi parla non sapendo cosa sostiene.