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lunedì 19 maggio 2014

Visual Design

Cosa centra un Apple e il colore con l'image design? Forse con il messaggio?

Niente di così alto in realtà amo il MacBook Pro lo trovo un capolavoro del design applicato alla tecnologia e amo i colori la risoluzione e l'effetto di questa immagine..spero di non avervi deluso...comunque ce l'ha gentilmente offerta Google immaginiAttraverso questo Post desidero coinvolgervi nel percorso di Ricerca rivolto all'uso mediatico delle immagini nel Web che pubblicherò progressivamente poi su WUD-Zone Blog
usability design immagini
www.netesi.com
Perché l'immagine oltre ad evocare la diffusione del messaggio mediatico assolve anche ad una funzione strumentale quando la applichiamo nel Web. Le Icone ci guidano nei percorsi di navigazione alla velocità della segnaletica stradale forse con meno conseguenze nel caso di fallimento ma sempre con un carico di responsabilità equiparabile.

 La mia domanda in merito al posizionamento delle icone mi è sorta tutte le volte che mi sono trovato a realizzare un Layout di un sito-blog nel momento in cui la scelta esulava dalle posizioni conformiste-convenzionali o sposavano con esattezza gli standard. Anzi ad esser più precisi anche in quei casi spesso nel momento in cui il mio occhio analizzava per decidere dove si trovava a fare piccoli aggiustamenti-spostamenti nell'ordine di millimetri rispetto all'asse centrale.

Descrivendo quest'ultima divisione in verità faccio già un passo successivo rispetto alla situazione in cui versavo quando non avevo mai realizzato alcun lavoro di design..; la constatazione che descrivo appunto in principio era solo istintiva e divenne cosciente solo nel momento in cui mi trovai a realizzare le mie prime progettazioni. Mi resi conto poi sviluppando questa sensibilità che talune icone anziché risultare al mio occhio corrette quando centrate tornavano maggiormente quando le spostavo avvicinandosi leggermente verso il centro della pagina ovvero nel punto in cui ricadeva lo sguardo.

Eppure poi quando poi usavo il sito dopo la realizzazione queste differenze non le percepivo più. Questo fenomeno mi fece pensare che vi fosse una differenza tra ciò che il mio sguardo percepiva nel momento della messa a fuoco particolare e ciò che la mia mente vedeva nel momento in cui ripeteva un percorso quasi da memoria procedurale. Ho realizzato molti prodotti da essere certo che non potrei insinuare conclusioni differenti. Ma altre domande iniziarono ad accalcarsi nella mia mente,come:

 "esistono delle regole? Cambia qualcosa se le infrangiamo? Esistono posizioni migliori di altre? In alto, in basso oltre l'orizzontale?"

Ma anche queste domande in verità sono il frutto di una riflessione a anacronisticamente a posteriori rispetto al percorso che ho fatto e che mi ha portato a sviluppare un vero e proprio metodo personale.
Mi chiedo se anche a voi sia successa la stessa cosa e come avete risolto facendo tutto da soli/e.

IL METODO
Lo so fa' un po' ridere anche me...detto così... quindi stemperate parecchio il tono che ha un titolo con questo pedigree e forse invece di prendermi in giro capirete che l'arte di arrangiarsi in questo come in altri casi è pur sempre un motore potente per il problem solving.

Intraprendere un percorso risolutivo anche del tutto personale non è solo lo specchio dell'arte di arrangiarsi ma anche un tentativo di uscire dall'approssimazione progettuale e la testimonianza di un'attività di analisi assai empirica. Poi che quest'ultima risulti parossistica e paranoide è un altro paio di maniche e di calzini resta il dato di fatto che è sempre una spinta una forza propulsiva applicata alla Ricerca specie se aggiunta a quelle degli altri singoli designer.

Alle volte essa sfocia in qualcosa di personale altre di universale come in un bel niente; sono i rischi del mestiere: la cura è l'attività, la scintilla, l'ossessione.

La prima cosa che sono solito fare è tenere sempre l'asse centrale come riferimento e la suddivisione che ne consegue tra parte destra e sinistra e a ciascuna parte corrisponde ad un occhio-emisfero celebrale.

Il centro esatto è la parte centrale del layout ove punta il mio sguardo.

La disposizione degli elementi tiene conto sempre di queste coordinate. Dopo che ho posizionato gli elementi e costruito il layout sono solito fare una distinzione tra ciò che vedono gli occhi e ciò che invece percepisce la mente in quanto i primi sono utili nella fase di costruzione del layout per condizionare poi la mente nel momento in cui naviga in virtù delle propria esperienza al fine di essere agevolata nella navigazione.

Una delle scoperte che ho fatto e che sono solito utilizzare nelle immagini è il tentare di coinvolgere la lettura della mente inserendo nella immagini delle incongruenze se non delle inesattezze o degli errori.

Ritengo che l'esattezza generi conformismo visivo e perciò ne consegue alcuna focalizzazione da parte della lettura mentale riflessiva o profonda. Quando parlo d'errore intendo quello che non genera dispersione bensì che interroga distogliendo l'attenzione ma è possibile anche usare la mancanza o manchevolezza per coinvolgere l'utenza nel processo di costruzione della vostra attività...la libertà creativa in questo senso è piuttosto estesa potreste anche scegliere un qualcosa di irritante o che generi anziché il conformista consenso appunto dissenso o distonia e sortire il medesimo risultato-effetto.

 Il trucco speculare fa leva sull'ingannare la mente dell'osservatore che naviga per favorire la vista e viceversa.

La mia teoria è che se la mente leggerà un errore o riscontrerà un elemento distonico avrò conquistato maggiormente l'Attenzione rispetto al risultato che sarei riuscito ad ottenere generando consuetudini conformiste. Se la mente nota le variazioni e vede il layout sarà riuscito a comunicare il messaggio che intendeva trasmettere catturando l'attenzione profonda: poco importa se per raggiungere questo traguardo ho agito attraverso modalità non riconosciute come fattori  convenzionali e sono non conformisti generando anche sensazioni controverse...questa è la mia idea-opinione in merito alla comunicazione intrinseca di un layout o di un'immagine.
  
** Le immagini spesso finiscono per fornirci un messaggio d'insieme che per converso ci è proprio utile per nascondere l'errore...ovviamente dipende da ciò che intendiamo conseguire e esserne consapevoli allarga il ventaglio delle nostre possibilità comunicative. **

Alle volte chiudo rispettivamente prima un occhio per lato per vedere se sparisce qualcosa nel lato opposto al fine di garantire una perfetta visibilità di tutti gli elementi. La scelta finale comunque consiste nel fare i dovuti accorgimenti per ogni relazione spaziale tra gli elementi che deriva dalla suddivisioni in parti del layout e tende a spostare sempre l'elemento più importante verso il centro tendendo a centralizzarlo e farlo percepire con la vista di entrambi gli occhi.