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mercoledì 21 maggio 2014

Web Learning e blogger

formazione Blog web learning
Una celebre frase di un noto campione mondiale italiano in una disciplina sportiva recitava la seguente frase al raggiungimento del titolo per la settima volta: "Pensa se non ci avessi provato..."

La stessa vorrei adoperarla per introdurre il core di questo post che è analizzare se è davvero conveniente per un professionista Web aprire un blog e per quali recondite motivazioni eventualmente dovrebbe farlo.
D'altra parte si fa un gran parlare nella rete di Blog e sulla loro utilità per lavorare ma anche per creare contenuti al fine di una buona indicizzazione della propria attività come se produrne a badilate serva qualcosa al proprio business o alla comunità.
Poi ci sono come sempre le divagazioni sul tema che principalmente si dipanano al conseguimento del consenso e al raggiungimento della popolarità.

Senza incidere la vena polemica e perdersi in emorragie concettuali ai fini di una buona usabilità nel web forse è più opportuno analizzare il blog per ciò che attualmente rappresenta ovvero:

"un media a tutti gli effetti per giunta assai potente anzi forse senza esagerare probabilmente il più potente tra quelli presenti di cui potreste disporre per trasmettere contenuti.

Poi gli usi che le altre possibilità lasciano aperte è giusto lasciarle al libero arbitrio dell'utenza che decide di adoperarli.
La morale è un ragionamento distale dagli aspetti caratterizzanti squisitamente di natura tecnica mentre le disamine in questo senso ci sono utili al fine di garantire e garantirci una usability efficiente ed efficace.

 L'aspetto speculare di questo media è al pari di molti altri servizi Web di incarnare in pieno il concetto-azione di formarsi per formare a formarsi.

Detto così è poco più che un giochetto di parole mentre è nostro interesse porre al giusto posto le cose offrendo una prospettiva che anche se non risulta essere la migliore per lo meno rappresenti  una tra le vie percorribili ai fini dell'utilità e che esprima a pieno il valore intrinseco di questo potente strumento-servizio per generare prodotti formativi.

Nel momento in cui si insegna come realizzarsi un Blog diviene esso stesso un prodotto formativo; ne consegue che senza la dovuta accessibilità ai contenuti per realizzarlo informaticamente non si può neanche usare per generare formazione ma fortunatamente questo è un discorso che fa riferimento a layout specifici per azioni sul processo formativo diverse dalle affordance basiche di stampo comunicativo per cui con prodotti Free potete iniziare ad esercitarvi per intraprendere questo meraviglioso percorso di auto-formazione.

Nel momento in cui ogni blogger genera contenuti frutto di ricerca empirica offre ad altri autori tematici formazione sul proprio percorso esperienziale che di riflesso per converso e simmetria si nutre di ciò che loro producono.

Direi che rispetto alle svalutatissime e top secret tesi universitarie non ci siano confronti sia per quanto riguarda il facile reperimento dei contenuti che per la possibilità di amplificare la ricerca del proprio elaborato attraverso i medesimi meccanismi formativi.

Oltre ad essere esposto a questo flusso di contenuti il blogger assolve anche al contemporaneo e attinente settore della formazione continua nei confronti del Web learning in quanto l'autore-blogger quotidianamente svolge attività di analisi e studio.
 Il blog se implementato e realizzato al massimo delle sue capacità tecnico informatiche rappresenta una architettura liquida che attraverso i propri canali social agevola ancor di più la diffusione e la ricezione dei contenuti attraverso il meccanismo che ho trattato precedentemente.

L'antenna del Blog è sempre in funzione.

I contenuti prodotti dall'autore come le competenze che egli riceve da altri tra virgolette colleghi confluiscono nelle analoghe capacità empiriche come mai nessun professionista abbia mai potuto fare e giovarne prima sia a livello settoriale esclusivo che poi e non necessariamente secondariamente trasversale.

 In questo duplice aspetto vi è tutto il senso del discorso che è che a prescindere dalla vostra intenzione di divenire professionisti o autori Web; se avete a cuore il vostro settore professionale perché mai dovreste rinunciare se non al piacere di fare la differenza sulla qualità: disponendo di competenze date dalla maggiore apertura attraverso la condivisione.
Quest'ultima poi potrebbe tramutarsi addirittura in cooperazione e collaborazione proprio come per esempio il Blog multi-autore WUD-Zone ma se prima non vi sarete fatti conoscere attraverso il vostro blog o abbiate conosciuto un blogger attraverso il suo temo che parlare di impresa impossibile non sia certo un abuso in termini.

Essere blogger poi comporterà nella gaussiana legata alla vostra professionalità come autori una continua ricerca delle fonti reperibili grazie al continuo incremento del proprio network attraverso i più noti e anche meno profili social media.

Ne conseguirà una crescita parallela su tutti i fronti dell'expertise relativa l'uso di ciascuno di questi canali in cui alla trasmissione-produzione di contenuti di norma alla trasmissione segue un corrispettivo incremento dell'ascolto ragion per cui abbiamo risposto all'altra questione se sia necessario o meno essere presenti negli ecosistemi social. 


"Questa è la formazione di nuova generazione per un Professionista in continua evoluzione sia permanente che continua."

Oltre tutto è da precisare che un plauso lo merita l'apertura dei contenuti ma anche delle competenze che esulano dalle logiche formali e formalizzate per dare spazio sia alla libera produzione di chi ha da offrirli ed il libero arbitrio di chi decide su quale livello qualitativo porle e usufruirne di conseguenza.

Forse è arrivato il momento che coloro che millantano la non certificazione delle competenze debbano  giustificare la motivazione per cui snobbano competenze tecniche che fino a prova contraria nel momento della loro applicazione offrono subito un riscontro constatabile e rintracciabile rispetto ad autori che pur essendo in possesso di titoli formali in Italia non producono alcun che o contenuti o spesso teorici o comunque di pari valore.

Quindi potremmo anche sostenere che l'intera forza produttiva dei blogger manda avanti la ricerca di settore anche trasversale al posto degli ormai settori disciplinari che in italia burocraticamente non assolvono più al loro compito funzione basilare e che se lo fanno agiscono solamente attraverso un media le cui modalità comunicative non sono né Open content né contemplano alcuna dinamica collaborativa e cooperativa ma sono chiuse come la proprietà privata della maggior parte delle superate e vetuste istituzioni Italiane.

L'imperativo è uno solo come il grido che lo accompagna : DE-FORMALIZZIAMO la cultura!!

Gli attuali strumenti disponibili hanno raggiunto un livello di maturità tale da consentirci di fare questo passo come di riformare il sistema istruttivo italiano aprendo la certificazione delle competenze al pari degli altri paese comunitari (unione europea) a ciascun professionista di qualsiasi genere ed età.
(ricordo che il nostro paese paga una salatissima multa alla comunità europea per mantenere lo status quo della chiusura relativa alla certificazione delle competenze e che mantenere blocchi ai cittadini italiani e perciò d'europa anche nell'ordine dei tre anni di tempo corrisponde ad un danno generazionale e di forza lavoro incommensurabile per l'intera comunità di un paese che ha la pretesa di definirsi sviluppato e civilizzato)