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sabato 23 agosto 2014

Network : la teoria delle Cerchie estese

network formazione professionale training
giusipitari.blogspot.com
Qualche giorno fa' vi ho ossessionato in merito alla questione sull'etica del lavoro inerente la condotta dell'Open Networker e se ricordate ho accennato la psicologia che ritengo porti molti individui a scegliere nella propria professione di essere altrimenti closed.

L'opinione che ho in merito l'ho maturata nel mio personale percorso esperienziale perciò non ho certo la presunzione di aver trovato la chiave universale; sono ben conscio che esistono le dimensioni parallele e che fissarsi su un'opinione non solo sia dannoso per la salute ma porti anche verso l'inesorabile destinazione raggiungibile : il pregiudizio.

Professionalmente quest'ultima è la fermata che mi spaventa ancor di più del licenziamento specie poi quando non è consapevole e sono gli altri a farne le spese ahimè spesso anche tacitamente sopportate.

In questo post voglio mettere maggiormente a fuoco quali meccanismi si innescano nel momento in cui si condividono competenze e skills ai fini del progresso culturale-professionale. 

Al pari di come una Tesi rappresenti un lavoro utile nel suo piccolo almeno empiricamente ritengo che le nostre condotte possano modificare l'intero sistema sociale sia nel profondo che nella sua totalità anche se il nostro campo di azione è appunto ristretto a piccole cerchie sociali.

Il punto di partenza della mia teoria sulla condivisione che ho denominato appunto copiando Google "Teoria delle cerchie estese" è che se una competenza anche unica non viene condivisa con la comunità il rischio è che si verifichi il fenomeno della dispersione che conduce appunto all'oblio e si possa perdere per sempre senza che essa abbia inciso in alcun modo nei processi di sviluppo-progresso.

Talune volte invece potrebbe verificarsi che sia un altro individuo ad avere la medesima idea e a metterla in pratica dopo di noi o addirittura anticipandoci; perciò non vi è certezza alcuna sulla quale possiamo basare la nostra decisione se condividerla o meno.

Potremmo fare appello all'irrazionalità per i deboli di generosità e di coraggio per i più intrepidi ma se alla logica dobbiamo affidarci da umani responsabili forse è bene fare un salto su ciò che avviene a posteriori rispetto alle nostra scelte e valutarne le conseguenze.

Infatti è importante attribuire l'opportuna significatività a cosa comporta per l'individuo rimanere a sua volta chiuso rispetto alle competenze altrui; ovvero il rischio critico di raggiungere quanto prima fenomeni di stallo e crisi creativa in quanto non vi è alcuna contaminazione se non quella limitatamente assoggettata alle logiche produttive contemporanee.

Inoltre è importante da considerare la condivisione ristretta ad una cerchia di individui alla stregua dei fenomeni sociali in cui appunto la moneta di scambio è il baratto paritetico delle competenze ed in cui un solo individuo che si comporta diversamente anche se non altera l'equilibrio possiamo tranquillamente sostenere che attua delle pratiche quanto meno scorrette e dalle finalità se non egoistiche certamente non altruistiche.
Quest'ultimo aspetto oramai ha infettato le carriere tanto da comportare chiari risultati sino alle economie in crisi ma anche ad un'innaturale ed incompleto sviluppo delle personalità nello svolgimento della professionalità.

Per il momento nessuna rilevanza scientifica a mia conoscenza può dire quale sia il percorso migliore ai fini del progresso, quello sano, fatto dal rispetto delle risorse umane e dalla valorizzazione dell'individuo inteso come dualismo inteso come rapporto reciproco tra soggettività e risorsa collettiva  ma è chiaro che la spinta al progresso è inevitabile e che a differenza di quello spontaneo quella indotto è assai manipolabile e che poi a prescindere dalla nostra opinione esso passi per l'accettazione totalitaria.

Qualunque conoscenza prima o poi diverrà obsoleta come la nostra paura di essere superati; potrebbe essere come una meteora che segue un arco di tempo fugace come una traiettoria di vita in cui forse il primo valore è quello che lasciamo impresso negli altri nei contesti in cui ci siamo manifestati.

Ciò che scrivo sono solo una marea di opinioni; invece, mi farebbe alquanto piacere sapere e soprattutto confrontarmi con le vostre attraverso i COMMENTI cosicché possa per lo meno tentare di uscire dalle mie instabili convinzioni: Grazie!