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giovedì 4 settembre 2014

Design e funzionamento della Memoria

Quante volte abbiamo fatto appello alla memoria chiamandola forse incolpevolmente in causa in relazione alla meccanica di esecuzione inerente un particolare processo di cui non ci ricordavamo il corretto svolgimento tramite un oggetto ?

Probabilmente sono così tante da non rendercene più conto se non quando essa non risponde alle nostre richieste facendoci sprofondare nell'oblio della dimenticanza il quale di rimando non ci offre mai una sensazione piacevole bensì assai frustrante.

menteepsicologia.blogspot.com

La scoperta del funzionamento della nostra memoria dovuta prevalentemente al contributo della psicologia cognitiva e delle neuroscienze ci offre un modello concettuale che più che essere definito nella sua meccanica di funzionamento ci ha reso consapevoli dei suoi limiti i quali riallacciandosi al discorso precedente sono quelli con cui è più facile fare i conti e non venire a patti di negoziazione.

Le moderne conoscenze in merito dividono la memoria in "Breve", "Lungo Termine" ed in "Procedurale/di lavoro" basando l'affidabilità-capacità necessaria per svolgere compiti in base ad un indicatore di prestazione abbastanza fondamentale per l'economia delle prassi-azioni ovvero la velocità di reperimento di ciò che si è memorizzato.

Oramai sono conoscenze acquisite che per memorizzare e consolidare nozioni nella memoria a lungo termine sia necessario fare dei collegamenti semantici e che essa categorizza in base appunto al senso ma che abbia, al contempo, una capacità di reperimento assai poco costante ed al quanto imprecisa; mentre la "breve" possiede una capacita limitata sia in termini di volume massimo ovvero non oltre e più di "5/7 elementi" che nei tempi di disponibilità ai fini del reperimento in quanto o trasporta velocemente i dati in quella a "lungo termine" o è destinata all'inesorabile oblio.

Il passaggio da una memoria all'altra può essere visualizzato a mo' di imbuto in cui si una gran mole di dati-informazioni solo un'esigua parte riuscirà a passare il restringimento il cui diametro è pari al collo di bottiglia.

E' compito dei progettisti conoscendo questi limiti biologici umani di realizzare dei sussidi intrinsechi al Design in modo tale di semplificare la natura di quei compiti artificiali e posti nel mondo esterno ai fini di non far imbattere le Utenze in fenomeni spiacevoli dati dalla dimenticanza.


Esemplificando

Proprio ieri mi sono imbattuto nell'ennesimo caso anche se banale ma dalle conseguenze assai imbarazzanti e poco piacevoli dovuti al rapporto tra capacità cognitive, nella fattispecie mnemoniche, e cattiva Usability data dal design di un oggetto tra l'altro assai tecnologico e quindi deputato a semplificare i problemi e poterlo fare tramite con una certa disinvoltura di programmazione in quanto l'oggetto in questione è uno smartphone; addirittura, non total touch, bensì un modello dotato di tastiera Qwerty.


La Dinamica

Concluso un importante colloquio di lavoro come da rito si passa allo scambio dei numeri telefonici con il datore peccato che un lapsus abbia deciso di colpirmi inaspettatamente proprio in quel momento di reperimento facendomi provare un forte dubbio solo sul prefisso.
Sollecitato dal forte dubbio e conscio dell'importanza del dato che dovevo fornire ho provato a fare leva su tutti i collegamenti di senso atti a rafforzare la memorizzazione ed la consolidamento a lungo termine dello stesso; retrospettivamente sarebbe stato sufficiente ricordarsi che il client telefonico era Wind il quale di conseguenza avrebbe lasciato spazio a ben pochi dubbi ma sono finito sia per ricordarlo sbagliato collegandolo ai prefissi Tim che a non riuscire a fare alcuna operazione di recupero-collegamento.
L'unica soluzione preso dallo stress dato dall'immediatezza di soddisfare la richiesta dell'interlocutore e dalla mia incapacità momentanea e dalla frustrazione procurata dall'imminente oblio che ne è derivato è stata di ricordare che lo smartphone aveva una funzione specifica per assolvere al mio problema, risolvendolo, ma che per ricordarmelo era necessario il manuale di istruzioni.

Ovviamente ho comunicato il numero con il prefisso sbagliato.

Il problema è che nella situazione in essere i progettisti hanno reso una operazione già difficile da ricordare ancor più complicata e stressante facendo appello ad un'ulteriore operazione mnemonica.
Eppure la soluzione è assai semplice: basterebbe che le compagne telefoniche inserissero il numero tra i dati nella pagina iniziale attivabile dopo l'inserimento della schedina telefonica o un'icona-App inseribile a piacere casomai con un'ulteriore orgia di funzioni aggiuntive tanto per cambiare.


 CONCLUSIONI 

Il punto focale è che è compito dei progettisti ridurre la complessità dei problemi attraverso la tecnologia che deve subentrare proprio per scongiurare l'applicazione da parte della mente umana della necessità di programmare e di risolvere i problemi complessi per svolgere compiti attraverso l'uso di oggetti.
I sussidi tecnologici che sono il "core" di questo post servono a semplificare i compiti ristrutturando i più complessi e alleggerendo il carico mentale intrinseco da applicare comunque.
In questo senso è compito del progettista fornire la giusta commutazione in modelli mentali del design.