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mercoledì 10 settembre 2014

Usability Design : mapping naturale

Tra le soluzioni citate nel libro di Donald Norman (post ispirato e anche in parte clonato dal libro La caffettiera del masochista prima versione pag. 251-252) per conseguire una usability il più possibile intuitiva vi è quella del mapping naturale che oltretutto ritengo essere molto utile apprendere anche nel qual caso in cui non si sia necessariamente dei designer.

Un rapido esempio: il primo che mi viene in mente è facilmente riscontrabile quando dobbiamo collegare gli interruttori della luce ai rispettivi dispositivi di illuminazione posti sulle pareti e non abbiamo la più pallida idea di come disporli e spesso ci affidiamo al caso...se non noi ci pensa il nostro elettricista.

design usability mapping naturale
www.treddi.com
Brevemente oggi faremo luce o almeno ci proveremo su questo aspetto dell' usability design per far fronte poi anche a quelle piccole frustrazioni che si inseriscono così fastidiosamente nella nostra quotidianità specie quando dobbiamo usare un oggetto che ci delude in quanto di rimando all'azione generata provoca una reazione non adatta se non addirittura sbagliata.

La parola prossimità in questo ambito si lega direttamente e congiuntamente con l'intuitività del modello concettuale che il designer è riuscito ad imprimere intrinsecamente all'oggetto e attraverso il quale l'utente deve determinare le relazioni fra:

  • Intenzioni e azioni possibili.
  • Azioni e loro effetti sul sistema.
  • Lo stato reale del sistema e ciò che si percepisce con i sensi. (vista,udito,tatto)
  • Lo stato percepito del sistema ed alle aspettative-bisogni-intenzioni dell'utente.
L'ergonomia di un oggetto deve quanto più possibile generare una compatibilità di risposta tra l'azione umana e appunto gli effetti prodotti attraverso l'oggetto che è lo strumento ed il rapporto spaziale è la caratteristica primaria affinché esso avvenga con contiguità e compatibilità quasi fedele:
per questa ragione è bene che il requisito principale sia che il rapporto spaziale tra la posizione dei comandi e il sistema o gli oggetti su cui agiscono sia il più diretto possibile, con i comandi collocati sugli oggetti stessi e disposti in analogia con questi.

Anche il movimento, allo stesso modo, deve replicare o essere quanto più possibile simile o analogo all'operazione prevista del sistema.
"Le difficoltà sorgono ogni qual volta la posizione dei comandi si discostano da un rapporto di stretta prossimità, simulazione o analogia rispetto alle cose che da essi sono controllate.                                                                                                                                                                                                                   cit. Donald Norman 
Le stesse considerazioni valgono con il rapporto tra l'output del sistema e le aspettative di chi lo usa: più esso è lontano nel fornire la valutazione dei suoi effetti e maggiori saranno le criticità.

Vi dev'essere quasi sempre una tempestiva informazione di ritorno circa i risultati tramite feedback che deve fornire un'informazione coerente con le aspettative dell'utente e deve presentarsi con una forma facilmente comprensibile/interpretabile.