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lunedì 15 settembre 2014

Automazione dei Processi: Vantaggi e Svantaggi

Quante volte vi sarà capitato di udire qualche specialista inveire contro le conseguenze della tecnologie attraverso intimazioni di stampo apocalittico e chiedervi se poi in fondo in fondo non avessero ragione?

Un bel dubbio non è vero?

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joyreactor.cc

L'Ecologia dei Media sin dalle sue origini prendeva spunto proprio da questa efferata critica nei confronti dei media che cavalcava l'ondata di dubbi che si scatenava ed infuriava a seguito di una questione fondamentale:

la tecnologia sostituendoci ci indebolisce o ci avvantaggia potenziandoci pur a fronte di modificazioni profonde?
La tecnologia, appunto, intesa come sostituto artificiale del tessuto biologico, come ibridazione al nostro corpo che si fa':  protesica, intelligenza artificiale sostituto fino a divenire ontologicamente paritetica all'essere.

Nuove frontiere minacciano il nostro labile "Io" e comportano rivisitazioni addirittura di stampo filosofico-esistenzialiste.

Un computer-agenda elettronica indebolisce la nostra memoria o la potenzia? 

Un blog è un media o una virtualizzazione-esteriorizzazione della nostra memoria?

Intorno a questi ed altri punti di domanda la questione diviene sempre più complessa in un inerpicarsi di dubbi contro-deduttivi in cui dinanzi a noi si apre il baratro del futuro con i suoi enigmi imprevedibili e dei quali l'uomo spesso ha sbagliato ogni previsione.

La fascinazione lascia presto spazio ad un'unica certezza che non lascia scampo:

quante volte nella storia abbiamo valutato male e fatto falsi prognostici su una tecnologia.

Riavvolgiamo il filo del discorso e torniamo al punto di partenza:

la maestrina che intima all'uso dei correttori automatici degli editori di testo dei sistemi computerizzati causa dell'indebolimento delle capacità degli studenti ad apprendere la corretta ortografia perciò ha ragione o si sbaglia?

Su chi ricade la responsabilità? Sulla macchina o sull'umano incapace di insegnare?

Oramai consci che la questione progresso, oramai, si è spostata di latitudine dai golfi di coloro che scelgono di porsi tra gli apocalittici o gli integrati la psicologia cognitiva può offrirci una prospettiva interessante e assai importante ovvero su quali livelli cognitivi agiscano i sistemi di automazione che poi sono la sintesi del concetto protesico della sostituzione dell'intelligenza artificiale a quella biologica oggi sempre più figlia del dualismo analogico/digitale.

In effetti semplificare attraverso la strumentalizzazione degli oggetti pone qualche rischio-pericolo:
il progressivo sostituirsi alla nostra attenzione di processi automatizzati ci ha sottratto anche il piacere di scegliere quale sia la migliore delle opzioni fra automatismo e controllo manuale perciò forse in un mondo ideale lasciare il libero arbitrio non sarebbe così male ed inopportuno.

Fin quando decidiamo di affidarci a sostituzioni-integrazioni artificiali alle nostre capacità cognitive esse nel momento in cui ci potenziano nella transazione al contempo ci indeboliscono facendoci perdere preziose abilità mentali?

Questi sussidi mentali sono da sempre criticati per questa ragione ogni qual volta per i rischi che comportano deprecando la perdita di quella competenza umana che il supporto tecnologico o ha sostituito o reso meno importante; ma se una funzione fosse stata così importante non sarebbe stata certo sostituita da alcun ché!

Riflettendoci è questa l'essenza degli oggetti ovvero sostituire e semplificare operazioni per consentirci così di concentrarsi su altre focalizzando la nostra vita su ciò che più ci interessa e che riteniamo sempre più importante per lo meno culturalmente parlando.

"Se una funzione è facile da automatizzare, vuol dire che non era essenziale e sostituibile.                                                             cit. Donald Norman
Meglio una calcolatrice o le vostre capacità? L'agenda o il vostro Smartphone? Chi è più affidabile? Chi più veloce nell'elaborare i processi? E sotto stress chi reagisce meglio? 

Anche se lo desiderassimo quanto ci costerebbe potenziare le abilità-capacità cognitive per raggiungere un risultato anche vicino alle macchine o a loro dispetto?

Temo che le risposte siano presto date. Perciò anche il correttore di testo automatico onnipresente con i suoi affidabili feedback, capace di alleggerire il carico mentale, efficiente e sempre più paziente degli assenti insegnanti è sempre meglio e preferibile a quest'ultimi consentendoci così di concentrarsi su ciò che più conta: la qualità di scrittura.

Se aggiungiamo che l'automatismo lascia il piacere insito nell'avere pieno controllo dell'attività alleggerendo semplicemente il carico mentale consentendo così di applicare tutto lo sforzo mentale solo sul "core" del processo non vi è un depauperamento delle nostre abilità cognitive ma una negoziazione in cui nel rapporto vi è un incremento sulle attività che invece contano di più.

Più semplicemente ciò comporta di usare i propri poteri mentali per le cose che contano non sprecandoli nelle meccaniche dell'esecuzione che da complesse si sono progressivamente semplificate.

Post liberamente tratto ed ispirato dal Testo: "La caffettiera del masochista" by Donald A. Norman Author.