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martedì 14 ottobre 2014

Educazione degli adulti : modalità formative

Mai come in questo periodo storico in cui le tecnologie sono così pervasive è stato possibile sposare appieno la filosofia del Life long learning; sicuramente intercorrono tante altre cause come l'allungamento dell'età anagrafica-biologica ma è stata la digitalizzazione dei media a giocare un ruolo da protagonista tale da influenzare e modificare profondamente i paradigmi della formazione.

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www.siriomazzotti.it


Le Scienze della formazione e gli Studi Umanistici appartenenti all'era analogica dividono la formazione in tre macro-categorie in cui ciascuna è divisa in base alle certificazione che essa produce/consegue riconoscendola come aspetto peculiarare/canone più importante ponendo in posizione di secondaria importanza, invece, le dinamiche spazio/temporali:
  • Formale : comporta-consegue certificazione con il vincolo che sono le Istituzioni riconosciute a certificare Titoli.
  • Non Formale : non comporta-consegue certificazioni ne' istituzioni che siano certificate per rilasciare attestati.
  • Informale : intesa come tutto ciò che un individuo apprende nel proprio percorso esistenziale senza alcun limite di spazio/tempo.

Oggi l'inversione di tendenza attuatasi grazie all'avvento della digitalizzazione vuole che la reificazione delle dinamiche formative nel Web comporti un ribaltamento dei valori in cui la spazialità assume una primaria importanza mentre probabilmente la certificazione un male necessario.

Per calmare gli integralisti/fondamentalisti ritengo che una sana e costruttiva certificazione sia altrimenti insostituibile per talune professionalità il cui carico di responsabilità ne' implichi necessariamente la presenza; in questi specifici casi essa non solo è necessaria ma se presenta un incremento delle verifiche esse mireranno sicuramente ad una maggiore efficienza-sicurezza nell'esercizio della professione.

Di fatto rimane il vincolo resistente e resiliente di poter conseguire determinati tipi di professioni attraverso percorsi più agili e tecnologicamente adeguati che invece non hanno bisogno di percorsi di studi tradizionali i quali allo stato attuale delle cose rimangono come intrappolati-congelati nell'inadeguatezza delle certificazioni che comportano un immenso dispendio di risorse ed energie a fronte di nessuna opportunità-chance di occupazione finale.

Le Istituzioni, altrimenti, dovrebbero preoccuparsi a far fronte a queste criticità agendo su 3 fattori:

  • Tempo: raggiungere una velocità di erogazione pari al Web, eliminazione dei vincoli di tempo sincroni appunto divenuti anche asincroni tramite le moderne tecnologie digitali.
  • Competenze: erogate solo da professionisti e spendibili e non personale docente che non abbia collegamenti con il mondo del lavoro.
  • Geografica: formazione ubiquitaria-mobile.

 CONCLUSIONI 
Progressivamente, quindi, riformare non per rivoluzionare ma per evolversi progressivamente pur mantenendo ciò che vale in nome della qualità del prodotto formativo e delle modalità di erogazione dello stesso con una apertura culturale nei confronti dell'auto-formazione nella fattispecie Web in cui l'individuo di sana e buona volontà nonché di talento possa vedere non solo certificate le proprie competenze ma anche non sentire alcuna preclusione alle sue ambizioni esistenziali-professionali attraverso l'accessibilità necessaria per tutti i percorsi di studio iniziali e successivi di avanzamento.

La storia delle persone allo sbando che poi intasano gli indirizzi di laurea deve finire in quanto è la voglia istintiva a far studiare e non l'accessibilità ai corsi di studio universitari: dopotutto chi sbaglia ha da sempre pagato ed arricchito gli atenei!

I limiti non devono essere posti alla conoscenza; specie ad una civiltà che mira all'eccellenza ed alla qualità dei servizi per la propria comunità.