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venerdì 31 ottobre 2014

LifeLong Learning : Esperienza Addestramento Istruzione

web learning scienze della formazione studi umanistici educazione continua permanente
moocnewsandreviews.com
Se dovessi scegliere un'immagine per poter raffigurare l'area di intersecazione tra Esperienza ed Addestramento ed Istruzione sceglierei i ben più che noti tre cerchi rappresentanti tre insiemi differenti che appunto hanno una zona in comune; sicuramente avrebbe un maggiore potere esplicativo e mi sarei risparmiato tre righe per carità niente che non si possa fare e poi embeddare successivamente sul post di riferimento dopotutto di applicazioni utili allo scopo ne esistono a bizzeffe; poi da quando esse sono integrate ad i CMS e si è reso il tutto più immediato pian piano anche coloro dai modelli mentali più ostici (come il sottoscritto) come per magia pare che stiano mutando le proprie modalità-registri comunicativi.

Ciò che mi affascina delle Scienze della Formazione nella mia vita è ben poco anzi direi inesistente oramai eppure conservo un certo stupore sulla complessità delle voci che essa comprende e quanto esse stiano mutando alla luce delle contemporanee evoluzioni tecnologiche; d'altronde come sempre ha fatto se ragioniamo in termini retrospettivi.

Questa è una prospettiva certamente assai interessante ma anche di un'importanza basica per coloro che intendono specializzarsi in questo ambito i quali non dico debbano uscire necessariamente dal coro inimicandosi tutti ma sforzarsi di sposare una particolare filosofia di pensiero la quale li deve portare ad operare continuamente contrasti tra ciò che stanno facendo e cosa invece potrebbe accadere se operassero attraverso metodologie ben più evolute.

Da questo confronto poi deriverà la scelta sul da farsi; casomai restando sempre con i piedi ben ancorati alle tradizione mentre compiono con la testa qualche volo pindarico verso il nuovo che, invece, come da prassi: destabilizza.

Il progettista della formazione lo vedo così; con la differenza che rispetto al filosofo descritto nel passato il quale guardando il cielo cadeva nella buca egli guarda quest'ultima trovando la soluzione per aggirarla. Egli incarna nella sua filosofia della formazione tutto ciò che intercorre tra questi due stati mentali ovvero tra il trascendere e l'essere perennemente alla ricerca della praticità pragmatica.

Ragionare in termini di modelli mentali è importante in quanto sono essi quelli che ci consentono di affrontare quotidianamente la vita, di poterla interpretare e poterci evolvere appunto formandoci.

Le impostazioni-modelli-schemi mentali in questo senso hanno un'importanza fondamentale rispetto a come l'individuo si porrà poi nel resto del suo percorso esperienziale nei confronti del lifelong learning attraverso l'esecuzione delle dinamiche tipiche dell'educazione continua/permanente.

Le dinamiche che una volta necessitavano di luoghi fisici per incontrarsi come dello svolgimento separato per ciascuna grazie alle moderne tecnologie si sono fuse in un unico modello il quale coinvolge discenti e formatori-docenti in un unico flusso-processo di apprendimento continuo reciproco, bidirezionale e in formazione permanete e continua per entrambi.

L'apprendimento si svincola così non solo dalle dinamiche spazio/tempo ma anche dalla sua natura spesse volte gerarchicamente impositiva nonché coercitiva con aspettative formative solamente unidirezionali e che fanno riferimento esclusivamente ai discenti ed alla loro responsabilizzazione.

Minore sarà l'atto dell'indurre forzatamente la conoscenza tipico dell'educazione-istruzione tradizionale scomparendo attraverso la sua fusione nel tessuto esperienziale e maggiore sarà sia la qualità degli apprendimenti rispetto al tempo speso-impiegato per conseguirli oltre a sviluppare un incremento della componente emozionale più importante: il piacere ad/di apprendere.

Quest'ultimo aspetto peculiare più importante ai fini dell'apprendimento visto in chiave del miglioramento continuo del soggetto in formazione appunto attraverso una tipologia di stampo continuo e permanente.

Ne' consegue un modello mentale sicuramente ben più pragmatico in quanto applicazione di un approccio sempre più "Just in time" in cui l'addestramento diviene quanto di più vicino alle dinamiche esperienziali mentre quello istruttivo rappresenta un lieve quanto utile sovraccarico teorico aggiunto solo a causa di necessità irrinunciabili e/o di rafforzamento.

Il quadro teorico a cui faccio riferimento è la progressiva invisibilità degli strumenti mediatici che a lungo hanno sviluppato conoscenza come ad esempio il testo che si sono integrati sempre di più nelle dinamiche esperienziali attraverso le nuove interfacce tecnologiche.

Alle nuove modalità formative corrisponderanno nuovi modelli concettuali-mentali evoluti dei discenti i quali saranno sempre più focalizzati sugli aspetti importanti da imparare a dispetto di quelli da ignorare per un'ottimizzazione finale del tempo impiegato; inizialmente verrà confusa erroneamente come un'agire pragmatico quasi parossistico mentre invece sarà solo la naturale conversione ad una nuova capacità la quale consentirà di concentrarsi su molti altri aspetti importanti del nostro percorso esistenziale.