L'idea che avevo di Usability era quanto meno ristretta a poche circostanze senonché piuttosto astratta; mentre, adesso, sono consapevole che anche se cambia l'ecosistema a cui viene applicata il design rimane sempre la trasposizione in uno strumento-oggetto di un modello concettuale il quale dovrebbe di rimando consentirci un uso appunto applicato per conseguire un obiettivo altrimenti più difficile da raggiungere attraverso o ad esclusione di esso.
Tuttavia nonostante secoli di evoluzione la progettazione degli "oggetti d'uso" non mancano di criticità ed errori nonché di vere e proprie lagune-golfi-non funzionali ed è per questo che Donald Norman reclama a gran voce l'istituzione di una Scienza del Design sempre più necessaria in tempi che si fanno sempre più dominati dalla tecnica e la tecnologia.
La tecnologia ha assunto una trasformazione da strumento a medium sempre più evoluto sino ad intelligenza artificiale anzi per la precisione al giorno d'oggi si è fatta macchina computerizzata divenendo così "cosa altra" rispetto a noi ed alla nostra natura analogica in quanto totalmente costituita da materia digitale, cosicché, ciò che prima dominavamo e dipendeva esclusivamente dal nostro intervento oggi è divenuta una realtà con cui è necessario interfacciarsi relazionandosi nostro malgrado.
Evidentemente le evoluzioni tecnologiche non sono mai buone alla prima; tant'è che anche se viviamo nel terrore di essere surclassati e rottamati da macchine assai ben più prestanti ed efficienti è necessario sempre il nostro intervento, almeno per il momento, al fine di far funzionare questa tipologia di relazione-rapporto che non manca di mietere addirittura vittime a causa di errori di usabilità.
Il Web non arriva certo a questo livello parossistico ma ci pone subito dinanzi alle conseguenze da cattivo design che anche se non procura vittime in senso biblico colpisce a suon di utenti perduti; perciò anche se da un lato si può star tranquilli di non nuocere così gravemente a nessuno dall'altro c'è poco da star sereni! (Ragion per cui ho scritto abbondantemente anche in WUD-Zone cosicché possiate correre al più presto dalla teoria ai fatti.)
Le mie attività online specie dopo l'ultima fase di ri-progettazione sono il frutto della messa in pratica di ciò che questi maestri mi hanno insegnato; dopodiché, sta' a voi valutare il risultato ottenuto; tenete conto che non è una scienza esatta ma ci si avvicina parecchio temo molto di più rispetto alla tento rinomata medicina tradizionale.
Comunque ciò che più mi interessa è recensire gli autori stessi e la qualità della letteratura che hanno prodotto. L'ho sempre trovata stimolante e mai dai toni saccenti, dal piglio pragmatico e ricca di competenze utili e subito spendibili.
Oltretutto sono ironici e quindi riescono a stemperare il clima tipico che si instaura quando ci si rapporta con discipline puramente tecniche e quindi riescono ad abbattere quel pregiudizio che le vuole necessariamente noiose e difficoltose; dopotutto il loro talento è proprio nel rendere accessibile ciò che non lo è ma potrebbe divenirlo-diventarlo.
Prima di saltare alle conclusioni desidero spendere poche righe per ciascuno di loro:
- Jacob Nielsen: forse il miglior specialista della Web Usability esistente; se non altro è stato il Primo ad occuparsene perciò è da reputarsi il padre fondatore della disciplina. Attraverso i suoi studi statistici ed euristici stabilisce le principali linee guida e standard da applicare ai Siti Web ed i Blog per un risultato garantito. Stile ironico ma anche imprenditoriale della serie: "se avete bisogno sapete dove cercarlo...presso la Nielsen Norman Group" offre comunque attraverso i suoi studi scientificamente dimostrati e giustificati a ciascuno di implementare-ottimizzare una pagina Web per migliorarne efficacia ed efficienza ma soprattutto per correggere errori/criticità che invece la penalizzerebbero o la stanno già penalizzando.
- Donald Norman: i suoi testi-manuali sforano la psicologia pura e tra i tre è il più difficile da leggere e da studiare ma non necessità di essere interpretato in quanto è abilissimo nel semplificare anche il più complesso dei concetti ma attenzione non ritiene che ogni evento possa essere spiegato con la psicologia e quindi la scienza; bensì, contempla il lato più evoluto dell'essere umano: l'emotività. La conoscenza dell'intelligenza umana, dei suoi modelli concettuali e dei processi lo portano a sviluppare il quadro teorico che vuole un design antropocentrico come riflesso degli stessi modelli concettuali umani i quali si basano su comunicazione ed emozionalità.
- Steve Krug: ha il merito di aver reso i test di usabilità accessibili anche ai non addetti ai lavori e quindi di aver reso sostenibile una professionalità altrimenti per pochi. Anch'egli ironico e molto divertente ha il pregio di aver reso i suoi testi così usabili da poter essere letti rapidamente e trasmettere le competenze altrettanto velocemente; diciamo che ha realizzato dei capolavori di usability applicata al media testuale: mai visto niente del genere!
Dopo aver letto i suoi testi sarete in grado di auto-svolgere Test di Usability alle pagine Web senza dover reclutare Team a pagamento perciò indipendenti, autonomamente e gratuitamente.
CONCLUSIONI
Infine ciò che mi ha colpito di più è l'autenticità di costoro che li rende veri e non lontani e posti nella loro torre d'avorio quando invece avrebbero tutti i motivi di tirarsela come di fare i bacchettoni visto che la materia altro non è che una continua revisione degli errori e delle criticità e la loro successiva a progressiva correzione.
Vi consiglio vivamente la lettura dei loro Testi a prescindere dalla mie recensioni-interpretazioni le quali sono sempre opera di sintesi e di riflessioni personali con le dovute decontestualizzazioni.
Buona lettura!
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