Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

martedì 4 novembre 2014

Il sistema della certificazione delle competenze

Formazione certificazione delle competenze
Possibile che ancora oggi se un individuo in Italia possiede determinate inclinazioni ed aspirazioni non possa conseguirle neanche dopo aver conseguito un diploma di laurea se non con pesanti penalizzazioni creditizie?

Per la precisione faccio riferimento a passaggi all'interno di settori disciplinari molto vicini come per esempio possono essere le Scienze della Formazione e la Psicologia.

La fallace di questo sistema di certificazione delle competenze è che il realtà esso parte sempre da un unico punto di partenza ovvero una valutazione fatta solo in base alle certificazioni pregresse ottenute quando la maggiore difficoltà per taluni soggetti e proprio conseguire tali riconoscimenti data la chiusura della cultura e la non accessibilità.

Guarda caso, poi, ogni qual volta mi sono trovato a fare riferimento a questo sistema per migliorare le mie competenze e salire sull'inesistente ascensore sociale anziché aiutarmi ed essere accessibile esso mi ostacola e mi rende oltretutto rinunciatario nonché depresso e assai frustrato.

Temo che dimostrarsi dalla carriera veloce e dalla mente brillante sia circoscritto solamente all'ambito dell'atto valutativo evidentemente così intimo da essere ristretto solo a coloro che sono insigniti "dello diritto" di poter, appunto, certificare.

Ovviamente questa è una problematica che tocca da vicino e schiaccia solo quella percentuale risicata di cittadinanza che sente fortemente in se' il desiderio di migliorare la propria condizione socio-personale guidati come sono dalle proprie aspirazioni  che non riescono a soffocare le quali smuovono la volontà al pari di pulsioni incontrollabili.

Insomma parlando di numeri facciamo riferimento ad un esiguo numero di individui...una percentuale certamente ridotta...

Quindi chiedo a voi appartenenti a tale categoria se ritenete giusta la giustificazione addotta da costoro alias i detentori di tale potere quando testimoni della ingiustizia arrecatavi senza batter ciglio e privi di alcun rimorso tanto meno pietà si sentono nuovamente nel diritto di fare riferimento che il vostro spirito non faccia certo percentuale significativa al punto d'essere presa in seria considerazione.

Al che' mi sovvengono tali interrogativi:

- Siamo di nuovo dinanzi ad un burocratizzazione sistemica che taglia fuori la soggettività specie se di buona volontà?

- La vostra vita vale qualcosa nel momento in cui il creato ha voluto infliggervi la vostra natura?

- Vi pare per caso giusto che questa anziché procurarvi gioie ed opportunità nel nostro paese debba rendervi essere vivente che fissa i soffitti in preda a perenne depressione-frustrazione senza neanche il lusso che sia almeno divisa in fasi?

- A cosa serve un tale trattamento quando fa' statistica? A schiacciare la soggettività e a favorire solo chi invece non avrebbe risorse ne' talenti per fare altrimenti?

- Perché deve vincere sempre la metodologia selettiva che fa' chiusura la quale sovrasta sempre tutto anziché quella aperta perlomeno riservata alla sola età adulta facendo riferimento a dei percorsi attitudinali? 

Un adulto di norma sceglie con coscienziosità riflessiva e responsabilità acquisita avrà almeno il diritto di scegliere di che male morire in un paese che si spaccia per essere civile.