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venerdì 21 novembre 2014

Educazione Continua Vs Educazione Permanente

formazione continua educazione degli adulti educazione permanente scienze della formazione studi umanistici
www.progettogiovanitv.it
Sono convinto che i puristi del settore stiano storcendo il naso alla lettura del titolo ma ginnastica facciale a parte temo che il disappunto si fermi ad una smorfia appunto di dissenso e poco più casomai ad un giudizio sprezzante ma niente di costruttivo all'orizzonte.

Ma stavolta malgrado tutto hanno pienamente ragione: non vi è alcun confronto tra le due definizioni per lo meno dal loro punto di vista che almeno come testimonianza da patacche certificate dovrebbe fluttuare nell'era 1.0 e che di fatto comporta la vera differenza di fatto in merito a questa che da una medesima attività basata su una distribuzione temporale è divenuta una diatriba culturale.


Brevemente nella fase antecedente l'era Web 3.0 si definivano:

  • Educazione Continua: basta inserirla nel campo di ricerca di Google per capire che nel nostro paese è solo appannaggio del settore medico tra l'altro ritengo inutile aggiungere che così è anche per ovvie ragioni ancor di più lo è ricordare che dovrebbe essere d'interesse invece anche per tutte le altre categorie di lavoratori i quali non solo mancheranno della sufficiente formazione per un rinnovamento futuro ma rischiano così di lavorare nell'arretratezza del presente. Un soggetto che si forma per tutto l'arco della sua parabola esistenziale senza rispolverare per tirar fuori frasi fatte è ben più presente al mondo in tante dinamiche che oltrepassano quelle della sfera professionale che poi consumano in proporzione maggiore la gestione del nostro tempo.
    Quindi l'educazione continua si focalizza principalmente su una filosofia di vita la quale deve incontrarsi necessariamente con una risposta ambientale il cui feedback sia capace di soddisfarne l'aspettativa; essendo la sua natura astratta il valore soggettivo risulta più difficile essere quantificato come idealizzato ma per esistere necessità di strutture-studi reali che ne rendano possibile la realizzazione.
  • Educazione Permanente: questa tipologia di formazione invece avviene propriamente attraverso modalità "Just in time" le quali non hanno necessità di scomodare il futuro ma si concentrano nel presente. Le sue dinamiche sono orientate all'immediatezza che comunque non deve mancare di progettualità tesa alle attenzioni per un migliore avvenire del soggetto come della comunità che lo circonda. Essa sotto intende un soggetto come dice la parola stessa in stato di perenne formazione il quale apprende continuamente anche suo malgrado e che perciò non abbisogna necessariamente di una contestualizzazione dell'atto formativo per definirsi in apprendimento. Sarebbe un po' come dire che la scuola è inutile? Non necessariamente ovviamente in nome dell'instructional design sempre che esso esista.
    L'educazione permanente, perciò, ha un forte legame con gli strumenti-mezzi per la formazione ed ha connotati quanto più possibile tecnico-pratici e pur essendo mossa da una filosofia sempre di pensiero prende spunto da un processo diverso rispetto alla educazione degli adulti la quale invece si quantifica anche cumulativamente rispetto alle conoscenze-apprese nell'arco di un percorso di vita-esperienziale-esistenziale.


La Questione: mentre adesso in piena fase 3.0 com'è la situazione alla luce dell'abolizione-superamento dei vincoli di spazio-tempo che invece erano presenti-esistenti precedentemente ora possibili attraverso l'uso delle moderne tecnologie informatiche?

Difficile dare un seguito a quella che è al momento nel nostro paese è rimasta una rivoluzione tecnologica incompiuta nonostante la sua portata sia planetaria che tanto per cambiare non muta
convertendosi in una culturale così ahimè radicata in vecchi principi ed avamposti formativi.

Problemi e Soluzioni
Ho già trattato il tema sulla formazione del presente-futuro e senza aggiungere altro rimane comunque la verità incontestabile che i processi formativi anche se ridotti al lumicino sono tutt'ora necessari, i soldi sono pochi e i dipendenti rimasti ancora meno decimati come sono.

Perciò la problematica attuale principale è la sostenibilità e la distanza che intercorre tra i grandi discorsi teorici e le critiche mosse con le soluzioni pratiche; per questa ragione è lecito chiamare in causa le modalità formative.

Peccato che la visione sullo stato dell'arte abbia del grottesco :  con da una parte il vecchio sistema resiliente caro ed in crisi com'è e dall'altra quello delle nuove tecnologie vissuto come inquietante e minaccioso dagli stessi attori coinvolti che lo continuano a negare.

Badate bene ci tengo a precisare che le soluzioni esistono: non è per caso vero che attualmente è possibile un instructional design capace di farvi apprendere comodamente presso il vostro domicilio o in auto mentre state aspettando casomai un familiare occupato in qualcosa in cui l'avete accompagnato e praticare in un solo shot sia l'educazione permanente che quella continua?

Non credo che se qualcuno osa insinuare qualcosa di simile sia da ritenersi un folle o un visionario.

Formazione Analogica-Digitale
La formazione con il suo divenire digitale ed ubiquitaria fonde entrambi i principi e filosofie (continua e permanente) in un'unica visione/pratica in cui l'individuo svincolatosi dalle regole spazio/tempo assolve all'edificazione della propria expertise con una consapevolezza sicuramente superiore ai tempi che sono stati.

Ovviamente sempre che essa avvenga in virtù dei mezzi e strumenti che non devono mancare di esistere pena la non chiusura del cerchio della relazione formativa.

Infine per sciogliere ogni timore è opportuno ricordare che il design della formazione antecedente i prodotti formativi come dell'offerta risentono di un incremento delle figure necessarie e non ad un taglio al personale di settore; basti pensare alla capillarità atomistica degli interventi-azioni sul processo formativo che prima delle tecnologie erano solo lasciate alle ciance o lussi per pochi prediletti ed invece adesso occasione distribuita se non di massa.

La causa
Perciò come sempre ci troviamo dinanzi a criticità di stampo culturale e non della tecnica e tecnologiche bensì sia palese l'evidenza potenziale dei moderni strumenti-mezzi i quali hanno già da tempo mutato la filosofia di costruzione della conoscenza individuale e collettiva.

Certi concetti sono stato oramai pienamente assimilati ciò che manca è il passaggio definitivo dalle evangelizzazioni passate alla messa in pratica contemporanea del "credo in formazione" lontano da dogmi e superstizioni varie resilienti e persistenti in nome della conoscenza che dev'essere e rimanere sacra e per tutti nei secoli dei secoli.

Amen.