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martedì 11 novembre 2014

Formazione al Pericolo

bad usability vincoli culturali ambientali educazione pericolo
www.comeva.it
Inutile girarci in torno la nostra società è sempre pronta ad affibbiar colpe a chi sbaglia ed a preparare punizioni per coloro che appunto commettono errori. Siamo così abituati a questa concezione che il modello educativo indotto nelle nostre menti ci porta addirittura a responsabilizzarci di tutto quando non riusciamo a fare qualcosa o la sbagliamo affibbiandoci sensi di colpa senza alcun diritto di replica.

Quest'ultimo è senza altro uno strumento educativo di molte istituzioni per prime quelle religiose a cui non sono certo seconde tutte quelle istruttive nostrane le quali più che insegnare la retta via inducono nelle personalità una sorta di volontà paralizzante che non aiuta certo nei momenti che poi ci costringeranno ad agire procedendo attraverso modalità differenti ed altrimenti temo anziché irrinunciabili.

Fare appello alle preghiere purtroppo probabilmente non rivelerà sempre sufficiente cosicché vi troverete nell'equivoca quanto critica posizione di essere indotti all'errore e badate bene senza esser mossi necessariamente da alcuna tentazione.

Senso del pericolo, proibizione e fascinazione dello stesso non sono certo moventi che muovono verso una giusta prospettiva nell'intraprendere qualsivoglia dinamica o pratica bensì sarebbe più opportuno muovere verso una reale valutazione di rischi e pericoli rispetto invece a ciò che realmente dovrebbe procurare piacere e senso di soddisfazione.

Un falso senso del pericolo ci porta ad avere una sbagliata concezione dello sbaglio il quale invece dev'essere innanzitutto giustamente attribuito come responsabilità e poi adeguatamente valorizzato al fine di farci capire cosa sia giusto e cosa invece realmente sbagliato.

Solo attraverso una scala di valori realmente opportuna/corrispondente potremmo generare una capacità di stampo riflessiva che percepisca realmente l'entità del pericolo specie dopo averlo scampato e gettare così i presupposti per una educazione ad una cultura rispettosa della buona condotta e quanto più possibile conscia dei rischi da errore.

Per capire la rilevanza della questione è importante tener conto che probabilmente a seguito di un errore molti potrebbero non avere una seconda chance per poter sviluppare a posteriori una capacità riflessiva adeguata nonostante invece trattasi di soggetti che desidererebbero fare altrimenti e con tutte le qualità idonee per farlo.

Sbagliare è umano ma non applicare la capacità riflessiva affinché ciò non avvenga e tutti creino un'ecosistema sicuro basato sulla condivisione e rispetto di regole e valori adeguati  è fondamentale per una esistenza all'insegna della corretta usability e della reciproca sicurezza.

Già perché per capire a cosa alludo basti pensare ad un normale parco in cui diverse utenze di cittadini decidano di passare una giornata all'insegna del bel tempo usando i mezzi più disparati come bici, monopattini e pattini e mezzi elettrici e assortiti in base a fasce di età eterogenee che variano dal bambino a gattoni all'anziano in assenza di un'adeguata segnaletica specifica progettata ad hoc; in un tale casistica vigono solo le regole ed il buon senso presente in ciascuna individualità in assenza totale di vincoli posti nell'ambiente.

Il pericolo presenta inoltre la caratteristica di avere la necessità di essere previsto anche in astrazione proprio per farne fronte quando esso si manifesterà; il quale si aggiunge all'incombente compito di essere attentamente valutato nel momento in cui si sia scampato affinché non si ripeta in futuro per lo meno alla luce delle stesse condizioni pur essendo consci che siamo dinanzi alla presenza comunque di variabili anche non ripetibili.

Per queste ragioni è indispensabile che per una corretta usability e la sicurezza che ne deriva disseminare l'ambiente dei giusti vincoli di sicurezza come di instillare i giusti ed adeguati vincoli culturali inerenti il pericolo nella sfera culturale che educhino sulle ed alle conseguenze reali corrispondenti all'errore commesso sia esso volontario od inconsapevole.

Scombinare i valori con le relative attribuzioni di responsabilità di colpevolezza comporta una valutazione in cui il pericolo non viene identificato nella sua reale specificità generando necessariamente una mala interpretazione di stampo riflessivo con una profonda diseducazione di fondo il che ci porta ad un altro livello della riflessione ovvero sul perché arginare tale fenomenologia alla linea coercitiva-punitiva è sbagliato se a monte rimane questo come sistema valutativo dell'errore.

Quindi almeno per il momento in molti ambienti sin quando la civiltà ed i suoi modelli non si adegueranno rispetto alle nuove dinamiche in atto con i conseguenti rischi e pericoli che li popolano non ci resta che tentare di ridurre personalmente al massimo le probabilità dell'essere indotti a sbagliare e commettere errori (e forse pregare?) con la speranza che gli altri facciano altrettanto; ovviamente toccando ferro!