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lunedì 3 novembre 2014

Scienze della Formazione : Docimologia

certificazione delle competenze atto valutativo valutazione esame      
www.sanremoverde.it

Qualche giorno fa' mi trovavo  a riflettere sulla ragione per cui durante i miei lunghi studi inerenti le Scienze della Formazione non avessi mai sentito parlare della docimologia nonostante viva nella società dal 1 a 10 e sia circondato dalla certificazione delle competenze sin dalla più tenera età.

La Controversia

Tra l'altro proprio pochi giorni fa' visionando la brochure di una università ho constatato che la inserivano nel piano di studi di una laurea magistrale in Scienze della Formazione-Pedagogiche; inutile dirvi che hanno iniziato a ronzarmi per la mente una pletora di pensieri che sfociavano in un' unica conclusione in cui ci vedo l'ennesima linea coerente della teoria del complotto.

Comunque non desidero ripiegare sulle sfortune date dalla geografia in cui sfortunatamente si nasce bensì focalizzarmi sull'atto valutativo che è così importante da avere un potere che trascende il banale indice numerico per cui è stato inventato al punto tale da avere pesanti ripercussioni capaci di agire sino all'edificazione come allo smantellamento dell'autostima del soggetto in formazione.

Senza attaccare e criticare lo stato attuale dell'arte ritengo sia importante definire prima in cosa consiste la valutazione o almeno provarci per poi meglio vedere se esiste una distonia tra il dire ed il fare o se in effetti siamo dinanzi all'ennesimo caso di perfezione ed eccellenza funzionale: ovviamente sempre e solamente per amore della scienza...

Esame: tecnica disumana? 

Forse è bene prima dividere l'aspetto emotivo da quello prettamente tecnico in cui nel primo si trattano dinamiche inerenti l'influenza profonda sulla nostra psiche e successivamente quello tecnico che in soldoni dovrebbe rispondere alla funzionalità tecnica a cui la valutazione deve assolvere.

La valutazione innanzitutto deve offrire un bilancio della preparazione da parte del discente il quale a fronte del giudizio dell'esaminatore le cui competenze devono essere necessariamente superiori ha lo scopo di confermare il conseguimento di un adeguata preparazione o la messa in discussione di tale livello.

Importante e fondamentale è che questo avvenga in un contesto rassicurante sia dal punto di vista emotivo che dialogico ai fini della costatazione della reale preparazione e non si riveli un test da Gestapo basato sulle pure e mere quanto inutili e fugaci capacità mnemoniche perché l'apprendimento avviene solamente nella misura in cui:
"esso può essere de-contestualizzato e preferibilmente dopo un assorbimento di stampo semantico.
Se ne evince che la componente personale dell'esaminatore dovrebbe scomparire sino all'annullarsi ed al rendersi arbitrariamente inesistente ed all'occasione se necessario agire quanto più possibile neutralizzandosi; dopodiché può intervenire al solo scopo di stimolare l'attività critico-riflessiva (specie nella discipline umanistiche) al limite arricchendola visto che l'esame oltre ad essere una valutazione finale deve fungere come completamento per la preparazione dell'esaminato in virtù della preparazione certamente superiore dell'esaminatore.

Altrimenti la negoziazione non è vantaggiosa e si rivela non proficua per entrambe le parti le quali renderanno un esaminato impreparato mentre l'esaminatore vittima isolata del proprio golfo autoreferenziale.

 Conclusioni 

Temo che a questo punto per stimolare la riflessione basti fare leva sui ricordi ponendo a confronto ciascuna fase di passaggio del nostro percorso di formazione il quale è necessariamente stato scandito da esami e test di valutazione e quali difficoltà ha comportato nel momento in cui si cerca di stabilire le differenze che sono intercorse tra la posizione ideale relativa all'utilità e quella reale effettivamente subita per poi valutare attentamente se un indice numerico sia lo strumento ideale per quantificare l'apprendimento specie se poi oggetto di forti influenze emotive che esulano dall'utilità speciale da relegare alle esclusive quanto preziose dinamiche di addestramento-istruttive ed apprendimento.